Don Mimmo, da Palermo al Kenya | "Così la mia vita è cambiata"

Don Mimmo, da Palermo al Kenya | “Così la mia vita è cambiata”

Un sacerdote molto conosciuto per la sua sensibilità. E la vocazione che l'ha portato lontano.

PALERMO- Don Mimmo se n’è andato, ma prima o poi tornerà, e non deve essere stato facile per lui un cambiamento così repentino, ma nemmeno per i suoi parrocchiani.

Don Domenico Napoli, parroco della chiesa ‘Madonna della Provvidenza’ che i palermitani chiamano ‘Don Orione’, è sempre stato un viandante. Arrivato dalla Calabria, tifosissimo del Catanzaro di Bivi e Palanca, raccontò a chi scrive, un giorno, come aveva abbracciato Dio: “Suonavo il clarinetto in mi bemolle, studiavo al conservatorio ed ero pure bravino. Una sera, nella chiesetta del mio paese, è arrivata la vocazione. Ho guardato con occhi nuovi don Paolo, il nostro parroco. Esiste forse un modo migliore – mi sono detto – per aiutare il prossimo e per prendersene cura, senza togliere nulla al resto? Così, la mia esistenza è cambiata e mi sono fatto prete”.

Da questa estate vive in Kenya, paese tribolato, di guerre civili interrotte da scarni periodi di pace. Don Mimmo, che ci fai laggiù? “Mi trovo a Meru a più di duecento chilometri a nordest di Nairobi. Sono arrivato a giugno. Il mio padre generale mi ha chiesto di venire qua per un anno. Abbiamo una nuova comunità in Kenya. Siamo quattro confratelli: il superiore, Morris, e parroco è del Kenya, il vicario parrocchiale, Paulin, è dell’Albania; io che mi occupo della formazione dei novizi e un altro confratello kenyota, Gideon, che mi aiuta e che è l’economo. Sono qui per i ragazzi che hanno chiesto di entrare nella congregazione di Don Orione. Li preparo per il cammino. Alla fine dell’anno, gli idonei professeranno i voti religiosi”.

Un viaggio, anzi, una missione, coerente con la passione del cuore e dell’intelletto che don Mimmo ha sempre mostrato e con le sue predicazioni intessute del valore dell’accoglienza e del dono. E’ rimasta famosa una sua omelia poco accomodante e necessaria: “Gesù non si può equivocare: avevo fame e mi avete dato da mangiare, ero forestiero e mi avete accolto. Non ha detto: ero forestiero però… C’è un egoismo che serpeggia anche nella comunità ecclesiale, ma chi pensa che non siamo tutti fratelli, non ha motivo di pregare con il Padre nostro”.

E adesso don Mimmo confessa: “Certamente ho sentito la sorpresa iniziale, ma poi ho collegato alcune cose. Il tema pastorale scelto con la comunità parrocchiale l’anno scorso era ‘alzati e va …’. Mi chiedevo cosa potesse significare la frase, che è tratta dagli Atti degli Apostoli. Beh, la risposta del Signore è arrivata con la voce dei miei superiori. Tanti timori, certo, ma anche tanta pace e gioia”.

Cosa si sarà portato dalla sua città adottiva il prete-viandante? “L’abbigliamento, le medicine, a Nairobi è possibile trovare alcuni volumi utili nella libreria San Paolo. Ho trovato l’essenziale, non come lo pensiamo noi. La speranza, qui come altrove, è nei ragazzi e giovani. Il Kenya è un paese fortemente in crescita che cerca di investire sulla scuola. Anche noi accanto alla parrocchia, che ha altre quattro cappelle attorno, costruiremo una scuola professionale. La speranza cresce pure nella formazione, nello studio. E la gioventù si impegna molto. Ti mando un affettuoso saluto e la mia benedizione”. Arrivederci, don Mimmo.

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