Cronaca

Palermo, mafia e ‘compro oro’: nomi e ruoli dei 29 indagati

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21 Aprile 2022, 14:34

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PALERMO – Un enorme quantità di oro. Chili e chili di preziosi rubati in Italia e all’estero e ripuliti nei ‘compro oro’. Tutte le strade di ladri e rapinatori portavano in Corso Pisani, a Palermo, doveva ha sede la “Luca trading” della famiglia Luca, specializzata in compravendita di gioielli e preziosi.

Il mandamento di Porta Nuova da un decennio ha dettato le regole. Gli autori dei colpi devono essere autorizzati dalla famiglia mafiosa, si possono colpire solo persone non “protette”, una parte del bottino va versata nelle casse del mandamento, la merce deve essere riciclata nei “compro oro” autorizzati e così i boss ci lucravano due volte. Insomma, c’era il monopolio di Cosa Nostra in uno settore dove è stato facile fare soldi.

In carcere su ordine del giudice per le indagini preliminari Filippo Serio sono finiti Francesco Luca, i suoi figli Vincenzo e Rosario, e Sergio Rubino che sarebbe stato il collettore della merce rubata nei paesi dell’Est Europa.

Il ruolo del boss

La società dei Luca sarebbe partita con il piede giusto. Anzi con i soldi, 100 mila euro che Luigi Abbate, detto ‘Gino u mitra’ boss della Kalsa aveva investito nella srl dei Luca, suoi cugini. Non era denaro suo, ma frutto anche questo di un colpo avvenuto nel 2011.

“… e noi li abbiamo tutti investiti…”, dicevano i Luca intercettati nel 2014. Si preparavano alla scarcerazione di Luigi Abbate, che in un passaggio veniva soprannominato “u Papa”: “… se si mettono in affari buoni che esce u’ Papa e arriva qualche carico glielo devi dare, è sicuro… ci dobbiamo vendere tutte cose…”. Nel frattempo, nell’attesa di restituire il grosso degli investimenti, avrebbero corrisposto alla famiglia Abbate una cifra fissa al mese, che chiamavano “stipendio” o parcella”.

I Luca hanno goduto della protezione di Cosa Nostra. Ci fu un solo inghippo nel loro decennale percorso netto. Durante uno dei tanti periodi di detenzione di Gino Abbate, i Luca subirono una batosta: “… noi ancora… abbiamo un conto aperto… quelli cha hanno… quando mi hanno fatto la rapina di trecentomila euro…”.

Tutti i nomi degli indagati

L’elenco degli indagati è molto più ampio dei cinque raggiunti dall’ordinanza di custodia cautelare. Complessivamente sono 29 le persone iscritte nel fascicolo aperto dal procuratore aggiunto Poalo Guido e dai sostituti Giulia Beux, Dario Scaletta e Gaspare Spedale.

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Nell’elenco figurano i nomi di Claudio Demma e Carlo Composto, indagati per estorsione: avrebbero imposto ad una vittima di saldare un debito di tremila euro in favore di Vincenzo Luca. Ci sono Giuseppe Ventimiglia e Ilenia Catalano (moglie di Vincenzo Luca è finita ai domiciliari) che avrebbero indirizzato Fabio Diego La Dolcetta e Massimiliano Terranova, presunti autori di una rapina, dai Luca per fondere l’oro trafugato.

Altri avrebbero impiegato e rivenduto, a vario titolo, merce rubata a Palermo e Marcianise, nel Casertano: Claudio Siddiolo, Salvatore Sciacca, Raffaele Tammaro, Danilo Romanella, Stefania Benfante, Innocenzo Puccio, Giacinto Di Marco, Giovanni Falanga, Adriana Xhilone, Giuseppe Palmeri. Compravano la merce sborsando fino a 407 mila euro, nel caso di un acquisto gestito da Tammaro, in contanti e in nero per un solo acquisto. Molti sono titolari di ‘compro oro’

Palmeri è anche indagato per alcune fatture che sarebbero state falsificate con l’obiettivo di schermare le attività illecite. Stessa cosa avrebbero fatto altro commercianti e titolari di ‘compro oro’: Giuseppe Minnella, Massimiliano Falanga, Katarzyna Polanska, Patrizia Romano, Stefania Benfante, Antonino Ballarò, Antonietta Rando, Monica Li Calsi, Maria Viola, Rosario Aversa, Antonino Augugliaro.

Ci sono poi coloro che avrebbero venduto ai Luca, tramite Rubino, oro di provenienza illecita: Djordje Novakovic, Giuseppe Dainotti, Fabio Mandalà, Giorgio Mangano, Dimitrije Stankovic, Milorad Stankovic, Sebes Neagu, John Cassaro, Fabio Amnatuzzo, Sandro Selimovic, Milovan Radosavljevic, Franko Ahmetovic, Gaetano La Vattiata, Andrea Mazzara, Francesco Paolo Grano, Alexandru Doru Silitra.

I finanzieri del Nucleo speciale di polizia valutaria ha sequestrato in via preventiva, oltre alla Luca Trading, anche i ‘compro oro’ di Falanga in via Sampolo, Li Calsi in via Petrarca, di Augugliaro in via Maqueda e di Viola in via Umberto Giordano.


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21 Aprile 2022, 14:34

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