PALERMO- Nicolò La Rocca è un uomo tranquillo, un preside che ha la coscienza pulita. Ed è stupito del clamore che ha suscitato la sua decisione, con la circolare che ha ridimensionato i momenti confessionali nella scuola che dirige, la ‘Ragusa Moleti’. “Sono tornato a Palermo da settembre, prima sono stato per anni in Lombardia. Amo il mio lavoro. Lei mi parla di polemiche ma, se non le conosco, come faccio a replicare?”. Qui chiacchiera in una brevissima conversazione telefonica.
“Vietato pregare per i bambini di una scuola elementare e d’infanzia, a Palermo. Il dirigente della scuola Ragusa Moleti, Nicolò La Rocca, ha diramato una circolare che impedisce agli insegnanti di fare recitare le preghierine ai bambini nell’ora della merenda e persino durante l’ora di religione. Il dirigente stamani ha fatto rimuovere dalla scuola una statuetta della Madonna e alcune immagini, come quella di Papa Francesco”. Così l’Ansa ha dato la notizia.
Rimuovere addirittura l’icona di Papa Francesco!? Gulp! Ce n’è abbastanza per scatenare una sorta di caccia social all’uomo che non ha ragione di essere perché – comunque la si pensi – Nicolò La Rocca ha agito in buonafede. Calma e gesso, quali che siano i pareri. “Le assicuro – spiega lui, davvero preso dallo stupore – che ho agito senza nessun significato nascosto e senza volere offendere nessuno. Mi sono limitato a ricordare che – cito testualmente -: è da escludere ‘la celebrazione di atti di culto, riti o celebrazioni religiose nella scuola durante l’orario scolastico o durante l’ora di religione cattolica, atteso il carattere culturale di tale insegnamento’. Ecco, mi pare chiaro…”
E succederà un finimondo, preside…
“C’erano delle statue nei locali e questo tipo di manifestazioni religiose, come la preghiera, non si possono celebrare durante le ore curriculari. Tutto qui. E poi…”.
E poi?
“Sono stati alcuni genitori a lamentarsi delle statue, scrivendo una lettera a un giornale. Io mi sono mosso dopo la loro segnalazione”.
Perché?
“Perché c’erano i fiori, era una presenza – come posso dirlo senza turbare qualcuno – eccessiva. Ho sottolineato un fatto”.
Ha idea delle conseguenze potenziali?
“No, ho solo pensato a fare il mio dovere. Non mi pare che sia il caso di sollevare una polemica e a riguardo non ho più niente da dire”.

