PALERMO – Il giorno dopo la bocciatura del Tar, al Comune di Palermo è tempo di riflessioni. Troppi i temi sul tavolo, troppi i problemi da affrontare tutti insieme. Il primo di tutti è quello relativo ai possibili rimborsi, che il sindaco ha annunciato di voler concedere, poi c’è anche la caccia ai responsabili e infine la possibile voragine nei conti dell’Amat, dovuta allo stop che comprende anche i rincari delle strisce blu e del servizio rimozione.
Il sindaco Orlando, davanti ai giornalisti a Palazzo delle Aquile, ha ostentato tranquillità e sicurezza ma le voci di corridoio parlano di una forte irritazione per il flop rimediato ieri. Il contraccolpo mediatico, a ridosso dell’avvio della campagna elettorale, rischia infatti di essere fatale per le speranze di rielezione del primo cittadino.
RIMBORSI
Partiamo dai rimborsi, che sono il tema del giorno. Il Professore ha annunciato di aver convocato una riunione con i legali del Comune e dell’Amat per valutare la questione che non e’ di poco conto, anche se l’intenzione e’ quella di procedere alla restituzione. Secondo una corrente di pensiero, infatti, il Comune non può trattenere le somme; secondo altri, invece, restituire tutto in presenza di una semplice sospensiva costituirebbe un illecito. Sta di fatto, pero’, che se i cittadini chiedessero la restituzione delle somme l’amministrazione non potrebbe tirarsi indietro. Il problema e’ che i 100 euro comprendono anche alcuni costi sostenuti da Amat e Sispi (da 2,2 a 2,5 euro a pass) e quindi si creerebbe un altro buco. Il sindaco sa che non procedere al rimborso scatenerebbe l’ira dei palermitani ed e’ alla ricerca di una soluzione, restando comunque orientato alla restituzione. In totale si sono registrati al sito del Comune 27.177 utenti, in 20.949 hanno richiesto il pass on line e 4 mila lo hanno fatto agli sportelli. L’Amat ha emesso 4.134 tagliandi per i residenti nella Ztl, 294 per i domiciliati e altri 15.440 a cittadini e attivita’ commerciali di cui 403 ricadenti nell’area.
CACCIA AI RESPONSABILI
“Stiamo effettuando delle verifiche interne e prenderò le mie determinazioni”, ha detto il sindaco a Livesicilia che però ha glissato sull’ipotesi di cacciare l’assessore al ramo Giusto Catania che intanto resta in silenzio stampa. Il Professore sarebbe restio a defenestrare il suo assessore che a questo punto potrebbe fare da solo un passo indietro, anche se al momento niente e’ scontato. Va detto pero’ che Catania ci ha messo finora la faccia, accollandosi da solo anche invettive e insulti, e sacrificarlo significherebbe farne un capro espiatorio mentre le decisioni, dice un orlandiano di stretta osservanza, “sono state collegiali”. Non e’ un mistero che l’avvio contestuale delle due Ztl e l’apertura alle Euro 3 non siano stati proposti da Catania, che era inizialmente contrario, anche se alla fine la questione economica ha avuto un peso decisivo tale da modificare il provvedimento in corso d’opera.
RICORSO CGA
“Il Comune sta esaminando la pratica con serenità, consapevoli che la scelta politica e’ irrevocabile”, ha precisato il sindaco. Dalle parti di piazza Pretoria pero’ suggeriscono che aprire una querelle con il tribunale e’ un’ipotesi molto remota.
AMAT
L’altra questione e’ legata alla sostenibilità dei costi dell’Amat e del tram. “La tutela della salute e i conti Amat non sono conciliabili – ha detto il sindaco commentando l’ordinanza del Tar – adesso troveremo una soluzione”.
IL FUTURO DELLA ZTL
“In tutta Europa esistono le zone a traffico limitato, nel centro di Roma si pagano 2 mila euro l’anno – ha commentato il Professore – chiedo alle opposizioni di fermarsi e domandarsi se vogliono una città senza macchine o caotica, io non penso alle prossime elezioni ma alle future generazioni”. Il sindaco sta pensando a una nuova proposta che potrebbe consistere in una Ztl più piccola e magari non a pagamento. “Farò la mia proposta alla città”, assicura il Professore.

