Palermo, tasse cancellate e intercettazioni al Comune

Palermo, tagli sulle tasse degli ‘amici’: intercettazioni al Comune

Un'operazione nel giorno libero di una dipendente. Così è partita l'indagine
L'INCHIESTA
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PALERMO – Amici e parenti sapevano di poter contare sul suo aiuto. Mario Filì, il dipendente dell’ufficio Tributi del Comune di Palermo sospeso per 12 mesi dal gip, si prodigava per non fare pagare Imu e Tari. Così è emerso dalle intercettazioni.

Le indagini sono partite da un’operazione anomala eseguita da una collega di Mario Filì. La donna pur non essendo in servizio all’ufficio Tari risultava avere caricato in favore di se stessa la somma di 130 euro come acconto per la tassa sulla casa. Qualcuno aveva usato la sua password.

La scoperta della dirigente

La dirigente coordinatore del servizio, Maria Mandala, ha segnalato subito le anomalie. I finanzieri del Nucleo di polizia economico-finanziaria, coordinati dalla Procura della Repubblica, hanno scoperto che la stessa dipendente aveva eseguito delle successive operazioni in favore di Filì.

I favori ad amici e parenti

Gli acconti caricati nel data base transitavano da un contribuente all’altro. Una decina i casi scoperti. A cominciare da quello del titolare di una macelleria che avrebbe risparmiato oltre 5 mila euro di Imu. L’avviso di pagamento sarebbe stato annullato e nel sistema spuntò la dicitura “versamento effettuato”.

Il commerciante, convocato dai finanzieri, ha spiegato di conoscere il dipendente, ma di essersi a lui rivolto solo per avere un chiarimento sull’avviso di pagamento. Nulla di più.

“Filì? Non lo conosco”

Un altro beneficiario dei favori di Filì ha negato di conoscerlo. “Mai visti”, ha detto con fermezza mentre gli mostravano le foto dell’indagato e della moglie. “Non mi sono mai rivolto a lui”, ha aggiunto. Eppure dalle intercettazioni emergeva l’interessamento di Filì che chiedeva della sua pratica a un collega: “… quelle cose dell’amico nostro le stai portando avanti… tutte le ricerche le cose…. per fare quella voltura?”. Stava parlando della Tari, la tassa sullo smaltimento dei rifiuti.

Tasse e intercettazioni. “Sì gioia mia”

“Sì gioia mia sto uscendo pazzo”, diceva il collega. Il sistema, dunque, si sarebbe basato non solo sulle intrusioni abusive nella banca dati con le password dei colleghi, come nel caso della donna da cui è partita l’indagine, ma anche su connivenze su cui la Procura sta sviluppando un approfondimento.

Così come sta approfondendo gli strani contatti fra Filì e alcune persone alla vigilia della convocazione, lo scorso marzo, da parte della guardia di finanza.


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