PALERMO – Le analisi dei carabinieri del Ris confermano: Paolo Taormina è stato assassinato con la pistola calibro 9 che il reo confesso Gaetano Maranzano ha consegnato al momento dell’arresto. Mancava quest’ultimo tassello e una volta acquisito le indagini si avviano verso la chiusura.
Non è stata una questione d’onore
Resta il dubbio del movente dell’omicidio, avvenuto una notte dello scorso ottobre davanti al pub che il giovane di 21 anni gestiva assieme ai familiari di fronte il Teatro Massimo. Sono state scandagliate tutte le piste, anche quella del delitto d’onore suggerita dallo stesso Maranzano.
Disse di avere fatto fuoco perché il giovane lo aveva guardato con aria di sfida all’esterno del locale. Lo avrebbe riconosciuto perché qualche tempo prima la vittima ventunenne aveva rivolto degli apprezzamenti sui social alla ex moglie.

Paolo Taormina ucciso per futili motivi
La questione d’onore, però, non è emersa dall’analisi dei cellulari, né dalle dichiarazioni dei protagonisti raccolte dagli investigatori coordinati dai pubblici ministeri Maurizio Bonaccorso e Ornella Di Rienzo, Probabilmente Maranzano ha voluto costruirsi un movente, una sorta di giustificazione per un gesto ingiustificabile. Resta in ballo, ma anche questa sembra non reggere, l’aggravante della premeditazione. E allora resta in piedi la più scioccante delle ipotesi: Maranzano ha premuto il grilletto per futili motivi.

Dopo l’omicidio Maranzano è andato a casa della madre, allo Zen, da un amico a cui ha consegnato le pacchiane collane che indossava al momento dell’omicidio e infine all’Uditore dove l’ex moglie viveva con la figlia. Qui è stato arrestato. La donna è stata trasferita in una comunità lontano dalla Sicilia su ordine della Procura per i minorenni che ha chiesto la decadenza della potestà genitoriale per il padre.
Un colpo di pistola alla testa
Neppure il giovane picchiato all’esterno del locale prima del delitto ha spiegato perché Maranzano e altri amici lo avessero schiaffeggiato, inseguito e preso a calci. Un gesto fulmineo quello di Maranzano. Nel video acquisito dagli investigatori si vede l’assassino sorprendere alle spalle Taormina, ucciso con un colpo di pistola alla testa. “Faceva lo scaltro e gli ho sparato”, ha detto l’assassino.

La morte e il video dell’agguato
La telefonata al 112 arrivò alle 2:53 di notte. Alle 3:07 i sanitari del 118 constatarono la morte di Paolo Taormina davanti al pub “O Scruscio” in via Spinuzza. Dieci ore dopo i carabinieri grazie ad un video (guarda le immagini estrapolate dalle telecamere) avevano ricostruiti le fasi dell’agguato e arrestarono l’assassino.

