ROMA – Sarà una cerimonia semplice ma commovente: la salma di Papa Francesco sarà traslata stamane da Casa Santa Marta nella basilica di San Pietro per l’omaggio dei fedeli.
Tre giorni di preghiere, con orari di apertura straordinari, per consentire, a tutti coloro che vorranno, di portare l’ultimo saluto al Papa.
Intanto ieri, in forma più privata, è cominciata la devozione a Santa Marta.
Tra le persone che hanno voluto portare l’ultimo omaggio al Papa anche il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, accompagnato dalla figlia Laura. Nei giorni del ricovero del presidente al Santo Spirito, Papa Francesco aveva voluto fare sentire la sua vicinanza con un biglietto: “Accomunati dalla fragilità che segna questa stagione della nostra vita, siamo invitati a non perdere la speranza”.
A rendere omaggio a Francesco a Santa Marta anche la Comunità Ebraica di Roma, con Victor Fadlun e il Rabbino Capo Rav Riccardo Di Segni, il presidente del Senato, Ignazio La Russa, e il sindaco Roberto Gualtieri.
Il giorno del funerale
Sono tanti i Paesi che hanno deciso, in onore di Bergoglio, il lutto nazionale. Ci sarà per cinque giorni anche in Italia, con l’invito a dieci minuti di raccoglimento, in uffici e scuole, in coincidenza con l’inizio dei funerali, sabato 26 aprile alle 10.
Funerale che si terrà sul sagrato della basilica di San Pietro. La liturgia sarà presieduta dal cardinale decano Giovanni Battista Re. Sono oltre duecentomila le persone attese e si prevede l’arrivo almeno di cento delegazioni straniere.
Sono infatti attesi capi di stato da tutto il mondo, da Trump a Zelensky, ma anche i leader religiosi di tutte le fedi. Tra i primi a confermare la sua presenza c’è il Patriarca ecumenico Bartolomeo, grande amico di Francesco, con il quale hanno condiviso viaggi e soprattutto battaglie: quelle per i migranti, i poveri, la cura della casa comune.
Intanto i cardinali cominciano a conoscersi meglio in vista del Conclave. Ieri c’è stata la prima congregazione: un’ora e mezzo per i dettagli organizzativi e per il giuramento di riservatezza.
Oggi torneranno a riunirsi alle 17 ma ci vorrà qualche giorno, almeno il tempo per fare arrivare tutti i cardinali a Roma, per entrare nel vivo del confronto. Lo ha detto con chiarezza il cardinale Gianfranco Ravasi: “Saranno le successive congregazioni, con l’arrivo dei cardinali da tutto il mondo, a dare indicazioni, come avvenuto nel 2013, in cui saranno date le scelte per il futuro Conclave”. Solo allora si cercherà di disegnare insieme la Chiesa che si vuole per il futuro, e conseguentemente il nuovo Papa che la dovrà governare.

