“Pedonalizzare aiuta i commercianti| Sulle cabine non cambiamo idea”

di

08 Giugno 2014, 20:24

7 min di lettura

PALERMO – Le cabine di Mondello, il nuovo regolamento sulla movida, i mercatini rionali, la imprenditoria giovanile, i dehors. Sono tanti i temi caldi che in queste prime settimane dovrà affrontare il neo assessore comunale alle Attività produttive, Giovanna Marano, cui è toccato nell’ultimo rimpasto uno dei settori più delicati di Palazzo delle Aquile.

Assessore, partiamo dalle cabine di Mondello. La società Italo-belga ha annunciato di volerle ugualmente montare senza aspettare il Comune: voi avete parlato con l’immobiliare? Modificherete la vostra posizione?
“E perchè dovremmo modificarla? Se poi la Regione dovesse disporre diversamente, si assumerà la responsabilità. La Regione ha una potestà legislativa a cui ci atterremo. Abbiamo invocato la rapidità di un parere legislativo a cui ci saremmo attenuti, ma doveva arrivare per tempo. La richiesta del parere all’ufficio legislativo è invece stata inoltrata successivamente alla definizione degli atti emessi dall’amministrazione comunale”.

Siamo ormai alle porte dell’estate. Sulla movida riuscirete ad approvare in tempo il regolamento o ricorrerete a una ordinanza, come lo scorso anno?
“Intanto il termine ‘movida’ non mi piace, penso che il regolamento avrà un altro titolo. E comunque sono ottimista, affronteremo l’argomento con il consiglio comunale, subito dopo quello dei dehors, e trovo prematuro pensare a strumenti sostitutivi. Ci stiamo lavorando e in questi giorni incontrerò i gestori dei locali. E’ una materia delicata perchè questo regolamento deve conciliare le esigenze di alcuni soggetti che a vario titolo, in un momento di crisi, hanno un impatto rilevante sul tessuto produttivo della città e sull’occupazione giovanile. Bisogna trovare una soluzione che consenta di valorizzare il centro storico, rendendo questo compatibile e sostenibile con la vita dei residenti. E’ nell’interesse di tutti”.

Manca però la zonizzazione…
“Qualunque locale, tranne in casi eccezionali, deve rispettare le regole. Il nuovo regolamento non deve essere un insieme di nuove norme e vincoli, ma uno strumento snello, semplice ed esigibile. Non avremo zone di serie a e zone di serie b. Al netto dei luoghi lontani dai centri abitati, tutti i locali devono rispondere a principi che sono quelli della sostenibilità dell’ascolto della musica e dell’impatto sul decoro del territorio. Non mi sono confrontata ancora con tutti, ho fin qui incontrato alcuni tra i soggetti interessati. Attiveremo a breve un tavolo permanente di consultazione e di monitoraggio per favorire un percorso partecipativo. Un tavolo che non serva a partorire un atto, ma piuttosto a monitorare le conseguenze possibili che può produrre”.

In molti, in passato, hanno lamentato uno scarso controllo di alcune zone della città…
“Il problema è combattere l’abusivismo, fenomeno che rende questo mercato dell’intrattenimento serale e notturno a rischio sul terreno della legalità. Dobbiamo dotarci di uno strumento che rimetta la città nelle condizioni di avere un mercato regolato, blindato verso coloro che non rispettano le regole. Avremo anche un codice etico che sarà la bussola per fare diventare evidente quella clausola sociale tra i locali che rispettano le regole e l’amministrazione. Penso che si potranno fare tante cose positive per mettere in sintonia residenti e gestori poiché sia gli uni che gli altri hanno diritti da fare valere”.

Articoli Correlati

Prima lei ha accennato alla questione dehors. Quando avremo il nuovo regolamento?
“E’ un’emergenza, è urgente. Posso dire solo questo per il momento. Parliamo sempre di strutture temporanee, mobili, che possono essere smontate rapidamente quando il caso lo richieda”.

Passiamo ai mercatini: da viale Francia a corso Tukory, in tanti chiedono una regolamentazione e maggiori controlli. C’è chi addirittura propone di abolirli oppure di farli svolgere nei parcheggi. Lei cosa ne pensa?
“Sui mercatini il Comune ha una sua linea: c’è il Rum, lo strumento di regolamentazione, che è già stato sottoposto all’esame delle commissioni consiliari competenti e aspetta le decisioni del consiglio comunale. Per quanto riguarda le numerose richieste di trasferimento, in alcune situazioni si può intervenire senza passare dal consiglio comunale per motivi di ordine pubblico e sicurezza, come nei casi dell’apertura dei cantieri di opere pubbliche in corso in città nelle aree in cui insistono i mercati rionali. Per quanto riguarda viale Francia avremo in consegna, in via temporanea, aree già acquisite dalla Sis che serviranno ad incrementare gli spazi a disposizione degli operatori, proprio per superare il conflitto insorto tra residenti e operatori del mercato. E’ questione di giorni. La circoscrizione interessata lo ha già annunciato. Poi c’è il problema di quanti abusivamente popolano i mercati settimanali e ne accrescono l’impatto sui quartieri. Sono tanti i problemi che vanno affrontati sul tema dei mercati settimanali in una città come la nostra, dove una serie di regole sono considerate ancora superflue. Inoltre dovremmo avere forze innumerevoli per rispondere, in modo diffuso, alle esponenziali richieste di controllo sui cattivi comportamenti. Spesso dopo gli interventi dei vigili si ricostruisce la condizione precedente. Quindi risponderemo con risoluzioni rapide dove emergono le urgenze straordinarie per gli spostamenti in differenti aree, il resto va affidato al consiglio comunale che, a fronte delle proposte della giunta, deve rendere il Rum operativo. Sull’utilizzo dei parcheggi l’amministrazione si riserva una valutazione più approfondita per evitare che ci si possa contestare un utilizzo improprio di aree che sono state finanziate con fondi europei. Ma lo spostamento è sempre tra i poteri del consiglio comunale: approvato il Rum avremo i criteri per cui un’area potrà essere preferita ad un’altra e dovremo pianificare interventi utili a qualificare i mercati. In commissione è stato chiesto di individuare una lista di aree in cui i mercati possono meglio rispondere alle esigenze di vivibilità dei quartiere. Mi pare una giusta esigenza”.

C’è anche la questione del Piano per la pubblicità e del relativo regolamento. A che punto siete?
“Vale come per le altre questioni: stiamo accelerando il percorso”.

Alcuni commercianti non sono contenti della nuova chiusura di via Maqueda. Cosa può dire loro?
“E’ giusto ricordare che c’è già un atto, il Pgtu, approvato da tempo, che annunciava queste pedonalizzazioni ed è stato un atto condiviso. E’ un percorso già avviato. Quella di via Maqueda nello specifico è una zona a traffico limitato in cui si mantiene comunque una corsia, non è un’isola pedonale. Sarebbe giusto continuare a sperimentare questa scelta per arrivare in prospettiva alla creazione di un’isola pedonale. In questo momento i commercianti, tranne in alcune zone fortunate, soffrono tutti. Basta guardare a quante botteghe chiudono anche dove non ci sono limitazioni del traffico, ad eccezione di alcuni segmenti. La domanda semmai è un’altra: quanto riusciremo, in sinergia con altre misure, a rendere proficua questa chiusura? Via Maqueda, più di tante altre zone commerciali, è dentro il percorso dell’itinerario monumentale Unesco che dal punto di vista turistico è già una realtà. Via Maqueda offre grandi opportunità. Ci sono tante altre cose da fare per rendere il provvedimento un’opportunità per i commercianti, come il regolamento dehors. Pedonalizzare le piazze storiche sarà un vantaggio per gli esercenti. Noi comunque proporremo interventi che condivideremo con le forze produttive della città. Sant’Agostino si è impoverita moltissimo, nonostante sia dentro un itinerario monumentale importante, dobbiamo intervenire per valorizzare al meglio zone come questa”.

Lei ha anche la delega al Lavoro. Quali sono i suoi programmi?
“Il Comune deve provare ad essere un motore propulsivo per l’imprenditoria giovanile, alimentando la propensione al saper fare di quella parte dei nostri giovani che non scappa. Oltre ad essere attrattivi per gli investimenti, dobbiamo incentivare la cultura all’autoimprenditorialità. Bisogna capire come la ‘garanzia giovani’ si declinerà sul territorio e dobbiamo spingere affinchè anche un’area metropolitana come Palermo possa avere il proprio spazio di iniziativa. Ci stiamo comunque attrezzando, abbiamo anche emanato un avviso di ricognizione per far nascere una rete tra i giovani che si sono associati e hanno nel loro statuto la promozione dell’imprenditorialità. C’è un certo fermento tra i giovani a Palermo e bisogna coglierlo. L’avviso durerà un mese, abbiamo invitato tutti questi soggetti presenti nel territorio a segnalarsi per censirli e costituire una rete ampia che includa tutti coloro che vogliono provarci. Ci confronteremo con questa rete, fatta di chi si è già attivato anche solo sull’idea imprenditoriale, insieme a tutte le forze imprenditoriali già presenti nel patto per Palermo e nell’’Università. Si tratta di coloro che hanno fatto esperienze di incubatori o acceleratori di idee imprenditoriali, e delle scuole (perché non tutti sono laureati). Faremo un percorso comune. Nei prossimi giorni ci confronteremo con Italia Lavoro che ha a disposizione la gamma di possibilità per avviare un percorso di sportello innovativo. Il Comune vuole cimentarsi con la possibilità di innovare sul fronte delle politiche attive per il lavoro sapendo che non ci sono fiumi di risorse finanziarie a disposizione. Proveremo a cogliere tutte le opportunità possibili finora ignorate. Dobbiamo assecondare il coraggio di chi resta. Se le nostre ragazze ed i nostri ragazzi continueranno ad emigrare, saremo condannati tutti alla povertà: non crescerà l’economia, si consumerà poco e rinunceremo alla loro creatività e capacità di innovazione”.

Pubblicato il

08 Giugno 2014, 20:24

Condividi sui social