PALERMO – Era ricoverato da fine agosto in gravissime condizioni ed ha lottato fino all’ultimo per sopravvivere. Non ce l’ha fatta Giovan Battista Riccobono, l’89enne picchiato in casa per sessanta euro e due anelli (clicca qui per leggere il servizio di cronaca): trasportato in ospedale in fin di vita all’ospedale, era in coma al reparto di Rianimazione di Villa Sofia. Il decesso è avvenuto nel primo pomeriggio di oggi.
L’aggressione risale al 25 di agosto, alle cinque del pomeriggio. Riccobono era da solo nella sua casa a Borgo Nuovo. Qualcuno ha bussato alla sua porta e con la scusa di aver bisogno di un bicchiere d’acqua, si è introdotto nell’appartamento.
Un incubo per l’anziano, che ha subito capito le intenzioni dei malviventi ed ha tentato di opporre resistenza. A quel punto ha preso vita la violenza: calci, pugni. Un assalto spietato, quello del commando entrato in azione e disposto a tutto per pochi spiccioli. Da quel giorno Riccobono era rimasto ricoverato su un lettino di ospedale, assistito dai figli per i quali, oggi, si sono spente le speranze.
Nel frattempo le indagini per risalire agli autori della violentissima rapina sono ancora in corso. La posizione di chi quel giorno ha preso di mira l’abitazione dell’anziano e lo ha ucciso, oggi si aggrava ulteriormente. Gli investigatori non escludono che il colpo sia stato pianificato da qualcuno che risiede proprio a Borgo Nuovo e che conosceva le abitudini della vittima. Per questo la zona viene tuttora passata al setaccio per scovare elementi utili all’identificazione del commando.

