Pompe di benzina a rischio| Intralciano il traffico

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13 Febbraio 2015, 06:20

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PALERMO – Alcune pompe di benzina hanno già chiuso i battenti, altre dovranno farlo a breve perché incompatibili col traffico. I palermitani, tra poco, potrebbero assistere a una piccola rivoluzione nel mondo degli impianti di distribuzione del carburante. Come ha già scritto più volte Livesicilia (a ottobre e novembre 2012 e, in ultimo, anche a gennaio 2013), il piano carburanti della quinta città d’Italia, in realtà assai datato, prevede la chiusura di alcuni impianti classificati come “trasferimento di tipo 1”. Si tratta, in poche parole, di distributori che sono diventati incompatibili con il territorio per i più svariati motivi e che quindi devono abbassare le saracinesche.

Inizialmente erano 42, poi sono scesi a 25 nel 2012 e ora sono ridotti a una decina. Gli ultimi a chiudere sono stati la Esso di corso Finocchiaro Aprile, la Esso di piazza Scalia, quella di piazza delle Stigmate, l’Ip di piazza Lolli, la Eni di piazza Giulio Cesare e la Tamoil di piazza Ottavio Ziino. A fine 2013, però, il Comune ha concesso altri tre anni a quelli che restavano per chiudere tutto avviando le procedure: hanno presentato istanza, per esempio, l’Ip di piazza Cesare e l’Energia Siciliana di via Piagnatelli Aragona, mentre ha una concessione scaduta la Tamoil di piazza Indipendenza. Altri hanno invece fatto istanza di riclassificazione, così da non dover chiudere, come l’Agip di piazza Mandorle (ma il Comune ha rigettato l’istanza e c’è un ricorso al Tar) e l’Agip di piazza Pietro Micca. In via Duca degli Abruzzi l’Urbanistica ha detto sì alla riclassificazione, ma il Traffico ha bocciato l’istanza. Non risultano aver presentato nulla la Esso di piazza Indipendenza e la Q8 di Foro Umberto I, per la quale è scattata anche la richiesta di bonifica di suolo e sottosuolo.

La novità sta però nel fatto che il Comune potrebbe chiedere a quattro distributori di anticipare i tempi di chiusura, per motivi di traffico: parliamo della Tamoil e della Esso di piazza Indipendenza, anche per l’itinerario arabo-normanno candidato come patrimonio Unesco, e della Q8 e della Ip di corso Tukory, angolo largo Brasa e angolo piazza Montalto, perché incompatibili con l’apertura di via Lodato.

“Fin dal principio questa amministrazione si è posta l’obiettivo di una razionalizzazione della rete di distribuzione carburanti in città, in ottemperanza di quanto disposto dal piano carburanti del 1999 – dice Pierpaolo La Commare del Mov139 – la priorità è quella di uniformare Palermo alla condizione di tutte le principali città italiane ed europee che hanno registrato la progressiva riallocazione degli Idc dal centro città verso le periferie. Questo percorso va completato rapidamente, lavorando da un lato alla chiusura definitiva degli impianti incompatibili per destinazione urbanistica o mobilità; dall’altro semplificando l’iter autorizzativo per i nuovi che oggi registra tempi lunghi a causa del frazionamento di competenze fra i vari uffici comunali. In tal modo riusciremo a migliorare sia la qualità della rete per i cittadini, sia il servizio agli operatori del settore”.

 

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13 Febbraio 2015, 06:20

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