CATANIA – SI è costituito alla Squadra Mobile di Palermo ieri pomeriggio. E’ durata poche ore la latitanza di Pietro Luisi, 37 anni, ritenuto uno dei componenti del gruppo di palermitani che acquistava dai narcotrafficanti dei Cappello-Bonaccorsi di Catania arrestati ieri nell’ambito del blitz Double Track. Luigi è accusato di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
Il palermitano è il protagonista dell’intercettazione che proverebbe il rapimento di alcuni sodali per un debito da pagare relativo a una partita di droga. Il 26 marzo 2015 – gli investigatori della Squadra Mobile – intercettano un sms inviato da Nunzio Davide Scrivano a Pietro Luisi. “Ciao Piero sono Davide – scrive – porta 16 mila euro a Ct e in più il cognato di Gabriele e ti vieni a prendere a Manuele”. Gli investigatori sono convinti che il messaggio sia la prova del “sequestro” di Manuel D’Antoni, prelevato a Palermo e costretto a seguire i catanesi fino al capoluogo etneo. Sarebbe stato liberato solo dopo il versamento di 16 mila euro, acconto di quanto dovuto per la fornitura di droga.

