L’Isola vuole ripartire| Mascherine, Pivetti indagata

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28 Aprile 2020, 08:07

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PALERMO – “E’ presto per la normalità”, ha ribadito ieri il premier Giuseppe Conte in Lombardia, la regione che sta pagando il prezzo più alto in termini di vite umane per l’emergenza Coronavirus. Poi ha aggiunto: “Il Paese non può reggere un lockdown infinito”.

Ed è proprio sui tempi che si è aperto un durissimo confronto in Sicilia. Commercianti e artigiani spingono per la riapertura dal 4 maggio (leggi cosa dice Confcommercio). È una questione di sopravvivenza, dicono. Migliaia di persone rischiano la povertà. Si può tornare a lavorare, garantendo la sicurezza di dioendenti e clienti (leggi: “Situazioni diverse, misure uguali”). Il governatore Musumeci, intervistato ieri sera a Telecolor, è stato chiaro: “In Sicilia non accettiamo più che ci siano due Italia e a due velocità diverse. Nel corso della cabina di regia ho detto al premier Conte che in Sicilia non sono tanto le risorse finanziarie di cui abbiamo bisogno quanto piuttosto la necessità di potere spendere presto e bene le risorse finanziarie che già ci sono. La stesse deroghe e gli stessi poteri straordinari che sono state previsti per il ponte Morandi potrebbero consentire nella nostra regione l’apertura, nel giro di pochi mesi, di tanti cantieri in grado di realizzare infrastrutture importanti e di dare lavoro”. E ancora: “Stiamo lavorando insieme ai presidenti delle Regioni per potere chiedere a Conte di rivedere alcune cose e tentare di salvare il salvabile. Prima però dobbiamo metterci d’accordo perchè anche tra di noi c’è chi dice cose diverse”.

Per molte attività il via libera ad alzare le saracinesche è previsto per il 1 giugno. Ad esempio bar e centri estetici (leggi: “Ci hanno abbandonato”). Anche i vescovi chiedono maggiore flessibilità al governo nazionale per la celebrazione delle messe. Lo spirito va curato come e più delle tasche. E così da ieri sono partiti degli accorati appelli al governatore, affinché sfrutti l’autonomia dello Statuto siciliano e allenti le restrizioni. Di fatto si dovrebbe andare in controtendenza con quanto avvenuto finora. I divieti nell’Isola sono stati più stringenti di quelli decisi a livello nazionale.

I numeri bassi dei contagi (Leggi: “Perché i Sicilia va meglio che altrove) hanno dato ragione a Musumeci ed è sulla base di questi dati che in tanti adesso chiedono la riapertura. La Sicilia non è il Nord. Anche alcune forse politiche che sostengono la maggioranza di governo all’Ars fanno pressing sul governatore (leggi. “Il Nord ci avrebbe aspettato”) che potrebbe così fare una richiesta al premier Conte per una linea più morbida.

LA DIRETTA DI LIVESICILIA

22.02 ULTIMA ORA

L’ex presidente della Camera, Irene Pivetti, è indagata dalla Procura di Siracusa, in qualità di amministratore delegato della Only logistics Italia srl, nell’ambito di un’inchiesta sull’importazione e distribuzione di mascherine dalla Cina. I reati ipotizzati sono frode in commercio e immissione sul mercato di prodotti non conformi ai requisiti essenziali di sicurezza. La guardia di finanza di Siracusa ha sequestrato 9mila mascherine in diverse città italiane. (ANSA).

20.12 – “Giungere a una proposta ampia e convergente per invitare il presidente Conte a modificare le preannunciate disposizioni della Fase 2”. È questo l’obiettivo del presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, che domani si è dato appuntamento, in videoconferenza, con i colleghi governatori di centrodestra. “Le misure annunciate per il 4 maggio – prosegue – lasciano scontenti tutti: settentrionali e meridionali, chi per l’apertura e chi per la chiusura e si muovono poi in evidente contraddizione. In Sicilia non abbiamo grandi fabbriche, ma una diffusa presenza di piccole e medie imprese nel commercio, nel turismo, nell’artigianato e nei servizi. Metterle in condizioni di lavorare, nel rispetto assoluto delle norme di sicurezza, è un dovere del governo nazionale. Se proprio non vuole farlo, autorizzi le Regioni ad adottare le misure che risultino compatibili con la situazione epidemica locale”.

19.30 – Quasi 6 milioni di mascherine, 3 milioni di guanti e un milione tra camici, calzari, tute e cuffie. Sono alcuni dei dispositivi di protezione individuale distribuiti dalla Regione siciliana, tramite la Protezione civile, dall’inizio dell’epidemia fino a ieri. A beneficiarne sono state, principalmente, strutture sanitarie, case di riposo per anziani, residenze sanitarie assistite, Comuni, prefetture, forze dell’ordine, esercito, ex Province, carceri, dipartimenti regionali, Confcommercio e Confesercenti. Consegnati anche 45 mila tra occhiali e visiere, oltre 205mila tamponi e kit diagnostici e poco meno di 40 mila apparecchi sanitari. La merce distribuita proviene da acquisti diretti della Regione e dalla Protezione civile nazionale.

18.30 – Questa la divisione degli attuali positivi nelle varie province: Agrigento, 69 (0 ricoverati, 65 guariti e 1 deceduto); Caltanissetta, 125 (14, 22, 11); Catania, 670 (106, 220, 81); Enna, 295 (122, 81, 28); Messina, 373 (90, 112, 48); Palermo, 352 (69, 90, 28); Ragusa, 54 (6, 29, 6); Siracusa, 111 (49, 86, 24); Trapani, 94 (6, 40, 5).

La ‘mappa’ dell’emergenza Coronavirus in Sicilia. I dati per ogni provincia

17.45 – Situazione stabile sull’emergenza Coronavirus in Sicilia. Anche oggi si registra un maggior numero di ricoveri e diminuiscono ancora i ricoveri. Questo il quadro riepilogativo della situazione nell’Isola, aggiornato alle ore 17 di oggi (martedì 28 aprile), in merito all’emergenza Coronavirus, così come comunicato dalla Regione Siciliana all’Unità di crisi nazionale. Dall’inizio dei controlli, i tamponi effettuati sono stati 73.008 (+2.358 rispetto a ieri), su 68.729 persone: di queste sono risultate positive 3.120 (+35), mentre attualmente sono ancora contagiate 2.143 (+20), 745 sono guarite (+14) e 232 decedute (+1). Degli attuali 2.143 positivi, 462 pazienti (-13) sono ricoverati – di cui 34 in terapia intensiva (-1) – mentre 1.681 (+33) sono in isolamento domiciliare. Il prossimo aggiornamento regionale avverrà domani.

16.45 – L’Asp di Siracusa completerà nei prossimi giorni l’esecuzione dei tamponi ai soggetti in quarantena fiduciaria grazie all’intervento dell’Assessorato regionale della Salute che ha messo a disposizione dell’Asp due ulteriori laboratori di patologia clinica in aggiunta a quelli già autorizzati, al fine di azzerare le criticità pregresse. Lo ha reso noto la stessa Azienda sanitaria provinciale. “Il laboratorio del Policlinico di Palermo a partire da oggi processerà per conto dell’Asp di Siracusa 400 tamponi al giorno, mentre quello dell’Istituto Zooprofilattico, a partire da domani, ne processerà 200. Queste prestazioni andranno ad aggiungersi alle 200 già assicurate in passato dai laboratori autorizzati dell’Azienda, portando a 800 il potenziale complessivo”. Saranno convocati da 500 a 600 utenti al giorno, lasciando le altre 200 prestazioni giornaliere a disposizione degli ospedali e del territorio per le esigenze diagnostiche dei pazienti e degli operatori sanitari. “Si va dunque verso la risoluzione di una criticità che ha generato forte disagio agli utenti in attesa del tampone al termine della quarantena fiduciaria – dichiara il direttore generale Salvatore Lucio Ficarra -: criticità derivanti, come è noto, dalla forte carenza di tamponi e reagenti a livello nazionale”.

16.20 – E’ arrivato al porto si Palermo il traghetto della Grandi navi veloci con a bordo cento passeggeri italiani provenienti dalla Tunisia, che erano rimasti bloccati nel Paese nordafricano a causa dell’emergenza sanitaria. Un macchinista dell’imbarcazione, che accusava febbre alta, sta per essere accompagnato all’ospedale Vincenzo Cervello del capoluogo siciliano, a bordo di un’ambulanza attrezzata per il biocontenimento. Ma non è detto che il marittimo sia affetto da Covid-19, ma in via precauzionale sono state adottate tutte le misure di sicurezza. Gli altri passeggeri stanno bene e sono stati presi in carico dai sanitari dell’Asp. L’intera operazione è coordinata dal 118, dall’Azienda sanitaria e dalla Capitaneria di porto.

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15.45 – Una tonnellata di derrate alimentari è stata consegnata dall’Esercito a due istituti religiosi di Palermo che assistono persone e famiglie bisognose. I prodotti sono stati trasportati con mezzi della Brigata Aosta che ha accolto varie richieste tra cui quella del Banco alimentare della Sicilia occidentale. I generi di prima necessità sono stati trasportati in confezioni chiuse secondo le normative per il contenimento della pandemia. In questi giorni l’Esercito, che in Sicilia è impegnato in operazioni di supporto alle strutture anti Covid, ha aderito a iniziative benefiche e di solidarietà, contribuendo spontaneamente con raccolta di fondi, generi alimentari e ventilatori polmonari per i reparti di terapia intensiva degli ospedali siciliani.

15.30 – Il governatore della Sicilia, Nello Musumeci, sta definendo una lettera con la quale chiederà al premier Conte “di consentire il riavvio di alcune attività in considerazione del minor numero di contagi”. Così l’assessore alle Attività produttive della Sicilia, Mimmo Turano, che su indicazione di Musumeci ha sentito in videoconferenza le associazioni di categoria dell’industria, del commercio e dell’artigianato.

Musumeci scrive a Conte: “Anticipare l’a riapertura di alcune attività”

14.45 – “Se arriviamo entro il mese di maggio a zero contagi noi chiederemo al governo nazionale di riaprire la Sicilia”. Così il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, partecipando a “Cento Città” su Radio Uno. Rispetto al contenuto numero dei contagi al confronto con altre aree del Paese, Musumeci ha detto: “Vogliamo capitalizzare questo risultato, frutto di un gioco di squadra con una programmazione sana e improntata sulla chiusura”. “Pensiamo che la Sicilia – ha aggiunto – possa giocarsi una bella partita nel settore del turismo: questo tasso assolutamente basso del contagio può consentire una certa sicurezza almeno per un turismo locale che muove comunque alcuni milioni di persone. Stiamo consentendo agli stabilimenti di fare la manutenzione e regaliamo alcune notti in albergo e visite guidate”.

13.33 – Gli psicologi siciliani lanciano l’allarme sulla Fase 2: “Bambini dimenticati”

12.48 – Le Fiamme Gialle di Ragusa, rappresentate dal comandante provinciale, Giorgio Salerno, hanno consegnato gli aiuti raccolti, su base volontaria dei finanzieri in servizio ed in congedo della provincia ragusana, ai presidenti dell’associazione U.N.I.T.A.L.S.I. (Unione Nazionale Italiana Trasporto Ammalati a Lourdes e Santuari Internazionali) di Ragusa, Marinella Iurato, e di Modica, Salvatore Fede. La somma raccolta sarà destinata per l’acquisto di spesa solidale a favore delle famiglie bisognose di tutta la provincia già seguite dall’associazione

12.46 – Per ridurre gli spostamenti dal domicilio, l’Asp di Siracusa ha sottoscritto con la Croce Rossa Italiana un protocollo d’intesa per la consegna domiciliare dei farmaci erogati dalle farmacie territoriali dell’Azienda. Il servizio è già attivo ed è disponibile per pazienti positivi al COVID-19 o con obbligo di osservare la permanenza domiciliare con isolamento fiduciario e per pazienti fragili ovvero anziani, soggetti con più patologie o che hanno difficoltà a ritirare la terapia presso i punti di distribuzione aziendali dell’intero territorio provinciale. Gli utenti possono richiedere la consegna, dal lunedì al venerdì, dalle 8,30 alle 12,30, chiamando i seguenti numeri telefonici: 0931/989676 – 0931/989662 – 0931/989675 – fax 0931/989692. Per la farmacia dell’ospedale Umberto I di Siracusa la prenotazione telefonica è possibile chiamando il numero 0931 724413 dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle ore 13. La consegna verrà effettuata entro 48/72 ore.

12.23 – L’allarme dal mercato ortofrutticolo: “Così chiuderemo tutti”

12.09 – E’ risultata positiva al Covid-19 una paziente ricoverata nei giorni scorsi nell’ospedale di Biancavilla e già in isolamento domiciliare. La donna, asintomatica, il 23 aprile ha fatto accesso in urgenza al Presidio. Il 24 aprile è stata sottoposta a tampone. L’esito di positività è stato notificato ieri sera alla Direzione medica del presidio che ha immediatamente attivato tutte le misure di sanificazione e contenimento previste. La paziente, dimessa dall’ospedale il 26 aprile, è adesso in isolamento domiciliare. Si sta ricostruendo la catena dei ‘contatti stretti’ della donna per sottoporli a tampone e contenere i contagi. Ieri, nell’ambito dello screening per Covid-19 degli operatori, sono risultati positivi al tampone anche due operatori del presidio. Anche in questo caso sono state attivate immediatamente tutte le misure previste. Entro domani sarà ultimata l’attività di screening. (ANSA).

12.06 – Appello di alcuni deputati a Musumeci: “Deroghi al Dpcm”

10.44 – “Accogliamo con soddisfazione la notizia dell’erogazione della cassa integrazione ai lavoratori che ne hanno fatto richiesta ma è necessario che adesso ci si attivi per garantire una ripartenza, all’insegna della legalità e della sicurezza”. Lo dicono, in una nota congiunta, il segretario della Filca Cisl regionale, Paolo D’Anca, e i segretari della Filca Catania, Nunzio Turrisi, della Filca Palermo-Trapani, Francesco Danese, della Filca Caltanissetta- Agrigento, Franco Sodano e della Filca Cisl Messina, Pippo Famiano, che hanno lanciato un appello alle istituzioni nella giornata mondiale della sicurezza e della salute sul lavoro, che ricorre oggi. “Ben vengano gli ammortizzatori sociali – aggiunge la nota- ma i lavoratori non vogliono vivere di sussidi e assistenza ma di lavoro regolare e soprattutto sicuro. Per l’edilizia questo momento può e deve rappresentare una nuova stagione per il suo rilancio e soprattutto per ribadire l’importanza di alcune garanzie imprescindibili, come la regolarità del settore e la sicurezza. Priorità, quest’ultime, che abbiamo ribadito più volte ma che purtroppo finora restano chimere, visto il numero ancora troppo alto di morti e infortuni sul posto di lavoro e la presenza molto forte di lavoro nero. Si calcola infatti che ogni quindici secondi si verificano 153 incidenti sul lavoro, di cui uno mortale”. “Serve siglare i protocolli preventivi per il contenimento del Covid 19 e il sindacato vigilera’ sull’applicazione ma -conclude- nel frattempo proseguiremo anche la nostra annosa battaglia per promuovere gli investimenti, potenziare le infrastrutture, e per ribadire l’accelerazione dei bandi di gara di molte opere che attendono di diventare cantieri”.

10.31 – Lettera aperta del presidente della commissione Attività produttive all’Ars, Orazio Ragusa, per chiedere al governatore siciliano Musumeci di valutare la possibilità di fare riaprire il prima possibile le attività di barbieri, parrucchieri ed estetiste. “Gli operatori del settore benessere – scrive l’on. Ragusa – attendono una risposta anche perché la loro categoria possa essere tutelata. A cominciare dalla questione del fenomeno legato all’abusivismo che risulta essere in netta crescita visto che in molti, senza alcun tipo di cautela, lavorano con la saracinesca abbassata oppure vanno nei condomini o addirittura nei box auto per esercitare la professione totalmente in nero e senza rispettare le norme igienico sanitarie Covid-19. Poi c’è il problema finanziario visto che, allo stato attuale, sono quasi otto le settimane di inattività, circostanza che ha impedito di incassare un solo centesimo”. “Mancano – conclude – delle misure adeguate da parte del governo nazionale. E anche le 600 euro promesse non sono arrivate a tutti. Tra l’altro, senza che siano state bloccate le utenze, gli affitti e i mutui, le somme in questione non sono risultate affatto sufficienti neppure per coprire le spese in questione. In più, per la riapertura è chiesto il distanziamento sociale, le mascherine, le visiere, lavorare uno alla volta, separé, gel disinfettanti all’ingresso, termometro a infrarossi per misurare la temperatura a ogni cliente: tutte misure destinate a innalzare in maniera importante i costi di gestione. Ecco perché chiediamo al governatore siciliano di valutare l’adozione di misure ragionate ed equilibrate che, non mettendo a rischio la salute dei clienti, consentano però agli operatori di cui stiamo parlando di potersi rimettere in moto per dare un futuro alle loro attività”.

10-12 – De Luca: “Il Dpcm? Una porcheria”

Pubblicato il

28 Aprile 2020, 08:07

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