PALERMO – È stato inaugurato al Policlinico di Palermo, nel reparto di Oncologia medica, il nuovo ambulatorio di Counselling onco-genetico per la prevenzione, la diagnosi e la cura dei tumori rari ed eredo-familiari dell’adulto. Si tratta dell’unico centro della Sicilia, ma è punto di riferimento anche per la Calabria. Una piccola stanza con le pareti viola, un divano e qualche quadro appeso alle pareti in cui i pazienti potranno approcciarsi alla malattia in un ambiente protetto e familiare, sicuramente più accogliente di una corsia d’ospedale.
Quello dell’umanizzazione delle cure, infatti, è un tema molto caro alla direzione dell’ospedale universitario di Palermo, che in questo caso si è avvalsa della collaborazione dell’organizzazione umanitaria “Life and life” (Lal) di Palermo che ha donato gli arredi dell’ambulatorio. In particolare, i fondi sono arrivati dalla sezione “Lal Rosa” dell’associazione di cui fanno parte alcune donne che hanno vissuto l’esperienza del tumore e che, proprio al Policlinico sono state curate. “Siamo quasi tutte reduci della chemioterapia proprio in questo ospedale”, racconta Valentina Cicirello, vice presidente di “Life and life”. “Il nostro obiettivo – prosegue – era quello di offrire al paziente un ambiente pieno di colore, capace di rendono meno traumatizzante l’attesa”.
“In questa stanza -spiega Antonio Russo, direttore del reparto di Oncologia Medica del Policlinico “Paolo Giaccone” – ospiteremo i pazienti con mutazione dei geni cosiddetti di Angelina Jolie”. In una donna la presenza di una o più mutazioni dei geni Brca accresce, rispettivamente dell’87 e del 50 per cento, il rischio di sviluppare i tumori al seno e alle ovaie: è questa la ragione per cui nel 2013 e nel 2015, dopo aver scoperto di essere portatrice di una mutazione del gene Brca 1, la Jolie s’è fatta prima asportare entrambi i seni e poi entrambe le ovaie.
“Un campanello d’allarme è la comparsa di tumori in soggetti con età inferiore ai 35 anni – spiega Valentina Calò, genetista e referente dell’ambulatorio di onco-counselling. – A quel punto si procede alla ricostruzione dell’albero genealogico del paziente per individuare la storia della eventuale alterazione genetica. Questo significa poter identificare i soggetti sani che però potrebbero essere a rischio tumore affinché restino sorvegliati”.
“La delicatezza dei temi che affronteremo in questa stanza con chi si rivolgerà al nostro centro – ha aggiunto Russo – ci ha indotti a creare un ambiente familiare, senza barriere architettonica, in cui si accorciano le distanze simboliche e fisiche tra medico e paziente. Un approccio che già da tempo perseguiamo qui al Policlinico, formando in questa direzione tutto il nostro personale, dai medici, agli infermieri agli amministrativi”. Fondamentale la collaborazione tra pubblico e privato per potenziare le strutture in cui il paziente sia al centro dell’attenzione. “Finiamola con la ‘demonizzazione’ del privato – dice Fabrizio De Nicola, commissario straordinario del Policlinico – l’importante è gestire o co-gestire nel migliore dei modi i fondi che arrivano dal privato. Un’integrazione tra privato e pubblico è fondamentale”.

