PALERMO – Sono le cinque del mattino. Una telecamera di videosorveglianza riprende i picciotti del racket entrare in azione.
Si vede uno scooter o un motorino elettrico – dalle immagini non si riesce a distinguere se il mezzo sia targato o meno – arrivare sul lungomare che da Isola delle Femmine conduce a Capaci. La strada è deserta.
Raid a Isola delle Femmine
Sono in due. Il cappuccio delle felpe copre il volto. Il passeggero scende tenendo in mano qualcosa. Corre verso uno dei lidi e lascia quella che al mattino si scoprirà essere una bottiglia piena di benzina.
Il complice resta in sella sul motorino acceso. Si vede cadere un sacchetto che quasi certamente contiene le altre bottiglie che in sequenza vengono piazzate davanti agli altri stabilimenti balneari. In tutto al risveglio ne sono state contate sette.
Sulla plastica hanno incollato un biglietto con lo scotch. C’è una cifra: 5.000 euro.
A tanto ammonta la richiesta dei picciotti del pizzo che hanno alzato il tiro. A novembre scorso il raid a Sferracavallo, pochi giorni fa sempre nella borgata marinara, a Barcarello e a Tommaso Natale. Nel mirino titolari di pizzerie e bar. Ora tocca agli stabilimenti balneari.
I carabinieri del Nucleo investigativo, coordinati dalla Procura della Repubblica, analizzano ogni frame per risalire all’identità di chi ha piazzato le bottiglie.
