PALERMO – Sono arrivati di notte. Di sicuro in due a bordo di uno scooter, ma non si esclude che i picciotti del racket possano essere stati di più.
Hanno lasciato le bottiglie di benzina davanti a sette lidi. Anche questo è un numero che rischia di dover essere aggiornato. Sei è il numero finora riscontrato dai carabinieri del Nucleo investigativo del Comando provinciale di Palermo. L’allarme è stato lanciato da due titolari di altrettanti stabilimenti balneari che hanno chiamato il 112.
Il lungomare che da Isola delle Femmine arriva fino a Capaci è lungo più di un chilometro. Ci sono i lidi e anche tante altre attività commerciali. L’azione è stata fulminea, ma è stata necessaria una manciata di minuti per compierla.
Una parte è stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza e da quelle che si limitano a rilevare le targhe dei mezzi in transito.
I militari stanno facendo una ricognizione per capire quanti hanno ricevuto l’avvertimento. Sulla bottigliette di benzina è stato incollato con lo scotch un biglietto con la cifra. La richiesta si attesta sui cinquemila euro. Una somma che ricorda l’episodio simile che si era verificato a Sferracavallo nel novembre scorso. Non tutti potrebbero avere denunciato l’accaduto, preferendo mantenere il riserbo.
Le modalità sono nuove rispetto alle abitudini di Cosa Nostra, non certo per le richieste di pizzo.
Qualche anno fa quando emerse il ritorno dei Biondino al potere del mandamento di Tommaso Natale San Lorenzo, che ingloba i paesi della fascia costiera lungo la strada che porta all’aeroporto, emerse con chiarezza che anche gli stabilimenti balneari erano sottoposti al racket delle estorsioni.
L’interrogativo resta irrisolto: chi sono i picciotti del racket che intimidiscono, lasciando bottiglie piene di benzina e sparando raffica di Kalashnikov contro le attività commerciali.
Si tratta di picciotti che mettono in atto una strategia fuori dagli schemi di Cosa Nostra. Le azioni eclatanti attirano le forze dell’ordine. Chi vuole incassare la tassa mafiosa di solito si presenta in maniera silenziosa al commerciante finito nel mirino e Lo invita a “farsi la strada”.
Oggi si comportano in maniera diversa. Il loro modus operandi sembra avere il retrogusto amaro della sfida visto che sono entrati in azione all’indomani del comitato per l’ordine alla sicurezza pubblica, convocato in prefettura, nel corso del quale si è deciso di potenziare i controlli da Sferracavallo allo Zen. E pochi giorni dopo essere entrati azione a Sferracavallo, Barcarello e Tommaso Natale.

