GIARRE – La Squadra Mobile sapeva che ieri sera doveva essere commessa una rapina ai danni di cinesi. E per questo era stato predisposto un capillare servizio di prevenzione con diverse pattuglie civetta dislocate in alcune zone strategiche del comune jonico. Una decina gli agenti della sezione antirapina impegnati nell’attività che ha portato a fermare un commando di almeno 10 persone incappucciate (alcune armate) che ieri sera ha aggredito selvaggiamente tre commercianti cinesi che stavano rientrando ed erano appena scesi dal una Golf Volkswagen. Uno dei tre aveva in mano un trolley che gli è stato letteralmente strappato di mano. Alcuni dei poliziotti ha sorpreso il gruppo di malviventi e per fermare l’azione criminale ha sparato un colpo in aria. A quel punto i rapinatori sono fuggiti ed è scattato un lungo e rocambolesco inseguimento a piedi. Lo stesso poliziotto ha sparato altri due colpi con la pistola d’ordinanza e poi un terzo è partito accidentalmente perché è inciampato in una buca sull’asfalto. Il colpo di rimbalzo ha ferito uno dei rapinatori alla caviglia destra, precisamente Salvatore Giuffrida, che è stato dopo la cattura trasferito al Cannizzaro. La prognosi è di 20 giorni.
Al termine della brillante operazione gli agenti della Squadra Mobile hanno arrestato cinque componenti del commando armato, mentre almeno quattro sono riusciti a fuggire a bordo di un’auto. “Abbiamo il forte sospetto che nell’automobile con cui sono scappati – afferma Antonio Salvago durante un incontro con la stampa – siano state sostituite le targhe con alcune di vetture rubate. Ma stiamo lavorando, di concerto con la Procura, per poterli localizzare e arrestare”.
In manette sono finiti Salvatore Bonaccorsi, 28enne e nipote del famigerato Ignazio “U Carateddu” Bonaccorsi, padrino dei Cappello-Carateddi, Salvatore Calvagna, 34 anni, Salvatore Giuffrida, 31 anni, Giovanni Trovato, 28 anni e il senegalese Moustapha Diop Serigne, 49 anni. “E’ una novità in questo tipo di indagini appurare il coinvolgimento di un senegalese – afferma ancora Salvago – ma dai nostri accertamenti abbiamo ricostruito che Diop Serigne aveva un ruolo ben preciso all’interno del commando e precisamente quello di basista”.
“Voglio sottolineare la grande professionalità del personale – evidenzia Salvago – e voglio anche ringraziare i carabinieri di Giarre per il supporto”. Ieri notte hanno lavorato per ore il personale del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica per i rilievi sul teatro della rapina e dell’inseguimento.
La denuncia delle vittime è stata raccolta solo alle cinque del mattina. Infatti i cinesi non parlavano italiano ed è stato necessario trovare un interprete. Al termine della testimonianza il commerciante ha raccontato che nel trolley rubato c’erano ben 60 mila euro. Il commando a questo punto era ben a conoscenza dei movimenti dei cinesi e sapevano che ieri sera a Giarre sarebbero arrivati con una grossa somma in contati. Le vittime picchiate selvaggiamente sono state medicate in ospedale, fortunatamente per loro traumi guaribili in dieci giorni.
Nonostante il coinvolgimento del nipote di Ignazio Bonaccorsi al momento Antonio Salvago esclude che il gruppo possa essere inserito all’interno della criminalità organizzata. “Ma è ancora presto per qualsiasi conclusione”, dice il dirigente della Mobile. Anche perché non sarebbe la prima volta che nel mirino della mafia finiscono commercianti cinesi. Nell’operazione Illegal Duty il clan Scalisi aveva rapinato nelle campagne di Santa Maria di Licodia un cinese alla guida di un camion. Quella volta il bottino fu di 200 mila euro.
Un particolare da non sottovalutare è che il commando non solo era armato ma era composto da dieci persone per rapinarne tre. “Forse sono a conoscenza che molte volte i cinesi rispondono ai tentativi di rapina e volevano essere preparati ad ogni evenienza”, spiega Antonio Salvago. Il gruppo criminale forse si era preparato a una reazione dei cinesi ma non si aspettava di certo la presenza degli agenti della Squadra Mobile.

