CALATABIANO. Sono bastati pochi minuti e la paura, a nove mesi di distanza dalla rottura della condotta idrica, si è di nuovo materializzata a Calatabiano. Un vasto incendio, divampato intorno alle 5 di stamani, ha divorato oltre 100 metri di tubazioni nella zona di Contrada Piraino causando l’improvvisa discesa dalla collina di fango ed acqua. Fortunatamente la condotta è stata chiusa dopo pochissimi minuti impedendo così un nuovo disastro nel comune ionico. La zona più colpita è ancora una volta la via Alcantara.
Sul posto sono giunti i volontari dei vigili del fuoco di Linguaglossa, che in circa tre ore hanno domato le fiamme. Anche il primo cittadino Giuseppe Intelisano e l’intera giunta hanno raggiunto il luogo del rogo per un sopralluogo. Poco dopo a Calatabiano sono arrivati anche Giovanni Spampinato e Aldo Bonina del Dipartimento della Protezione Civile Regionale di Catania. Non è ancora chiaro se la natura del rogo sia dolosa ma di certo la presenza di sterpaglie e erba incolta ha alimentato le fiamme.
“Un incendio che si poteva evitare – dichiara il sindaco Giuseppe Intelisano – Non c’è stato il giusto controllo. Ho compiuto un sopralluogo con i militari dell’Arma, con la Forestale e con i Vigili del Fuoco. Non sono stati compiuti i necessari interventi di scerbamento. Calatabiano non può ad ogni criticità anche minima mettere a rischio l’incolumità dei propri concittadini. Siamo vicini a Messina – prosegue Intelisano – che subirà le conseguenze più gravi. Faremo la nostra parte affinché venga ripristinato in tempi brevissimi il servizio idrico. Spero che bastino pochi giorni all’AMAM di Messina, anche se temo che ci vorrà una settimana”.
L’incendio di oggi potrebbe aver mandato in fumo gli oltre 400mila euro investiti a ottobre per ripristinare la condotta. “Quello di oggi è stato una sorta di test per verificare la bontà dei lavori fin qui eseguiti – spiega ancora il primo cittadino – Ad essere sinceri qualche perplessità importante c’è, perché abbiamo visto come anche un minimo flusso di acqua abbia messo a dura prova una zona del comune. Andrò in prefettura a trasferire le criticità rilevate. Voglio ribadire un concetto già espresso. Non si può alloggiare una conduttura in una zona così critica. È importante per Calatabiano, per Messina, per tutti – conclude – che la conduttura trovi una collocazione diversa”.

