Rottamazione quinquies, domande al via il 21 gennaio

Rottamazione quinquies, domande al via il 21 gennaio

Tutto quello che c'è da sapere: debiti ammessi, come presentare la domanda

È scattato il conto alla rovescia per la rottamazione quinquies. Dopo il via libera inserito nella Legge di Bilancio, la macchina operativa della definizione agevolata delle cartelle esattoriali entra nel vivo. Entro il 21 gennaio 2026 l’Agenzia delle Entrate-Riscossione dovrà attivare sul proprio sito il servizio digitale per l’invio delle domande di adesione. Da quel momento, per contribuenti e imprese, si aprirà ufficialmente la finestra per rimettere mano ai debiti iscritti a ruolo.

La misura non è una sanatoria indiscriminata. Il legislatore ha scelto un approccio più mirato rispetto alle precedenti rottamazioni, restringendo il campo delle posizioni ammesse. In compenso, il beneficio economico è rilevante. Chi rientra nel perimetro potrà estinguere il debito senza sanzioni e interessi (nei limiti fissati dalla norma) e diluire i pagamenti fino a nove anni, con un tasso agevolato del 3% annuo sulle somme rateizzate.

Saldo immediato o lunga rateizzazione

La cornice normativa è tracciata dalla Legge di Bilancio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale a fine dicembre ed efficace dal 1° gennaio. È il testo della manovra a fissare regole, scadenze e condizioni: dai carichi ammessi al periodo temporale di riferimento, dalle modalità di versamento alle cause che fanno scattare la decadenza.

Prima di presentare la domanda, però, è necessario un passaggio preliminare: verificare se il proprio debito rientra tra quelli agevolabili. Solo dopo si può scegliere se pagare tutto in un’unica soluzione o puntare sulla rateizzazione di lungo periodo.

Rottamazione quinquies, debiti ammessi

Il fulcro della rottamazione riguarda i carichi affidati alla riscossione dal 1° gennaio 2000 al 31 dicembre 2023, legati soprattutto a omessi versamenti. Rientrano, in particolare, le imposte dichiarate e non pagate, le somme emerse dai controlli automatici e formali e i contributi previdenziali dovuti all’INPS per mancati versamenti, purché non derivino da accertamenti veri e propri.

Proprio qui passa la linea di confine più netta. Restano fuori, in via generale, i debiti nati da accertamenti sostanziali, cioè da contestazioni di merito del Fisco. Non è questo il terreno su cui la rottamazione quinquies intende intervenire. Escluse anche le contribuzioni verso le casse previdenziali private e tutte le partite non espressamente contemplate dalla norma.

Capitolo a parte per multe stradali e tributi locali. Le sanzioni elevate da enti statali rientrano tipicamente nella definizione agevolata, mentre quelle della polizia municipale dipendono dalle decisioni dei singoli enti. Per Imu e Tari non esiste un automatismo nazionale: l’accesso allo sconto è legato a delibere e procedure locali. Tradotto: prima di fare affidamento sulla rottamazione, bisogna capire chi detiene il credito.

Rottamazione quinquies, perchè è importante la data del 21 gennaio

Il calendario della rottamazione quinquies è scandito da tre date chiave: il 21 gennaio 2026 segna l’apertura del servizio online; il 30 aprile 2026 è l’ultimo giorno utile per presentare la domanda; il 31 luglio 2026 rappresenta la scadenza per il pagamento in un’unica soluzione o della prima rata.

Chi opta per la dilazione può arrivare fino a 54 rate bimestrali, distribuite su nove anni, con interessi al 3% a partire dal 1° agosto 2026. Nel solo 2026, oltre alla prima scadenza di luglio, sono previsti ulteriori pagamenti il 30 settembre e il 30 novembre.

Come presentare la domanda

La semplice presentazione della domanda produce effetti immediati. Si congelano prescrizioni e decadenze, si sospendono i pagamenti delle vecchie rateizzazioni fino a fine luglio 2026, si bloccano nuovi fermi, ipoteche e azioni esecutive, e si fermano quelle già avviate, salvo casi particolari.

Inoltre, il contribuente torna “in regola” per rimborsi, Durc e rapporti con la pubblica amministrazione. Se sono in corso contenziosi, l’adesione comporta l’impegno a rinunciarvi. Il meccanismo, però, non ammette distrazioni. Il mancato rispetto delle scadenze, oltre i margini di tolleranza previsti, fa perdere tutti i benefici. Quanto già versato resta acquisito come acconto e il debito torna integralmente esigibile.

La richiesta di adesione potrà essere inviata solo online, utilizzando Spid, Cie o Cns.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI