Ruggirello e gli altri, il verbale: | “Compravano i voti dalla mafia”

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21 Ottobre 2019, 18:10

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PALERMO – Non un mafioso, ma un collettore di voti per conto dei boss. Pietro Cusenza, originario di Erice, si definisce così ai magistrati di Palermo ai quali ha raccontato come la mafia ha inquinato il voto nel Trapanese.

Cusenza, che non è un collaboratore di giustizia ma un semplice dichiarante, ha fatto innanzitutto i nomi dell’ex deputato regionale Paolo Ruggirello e di Ivana Inferrera. Su di loro Cosa Nostra avrebbe convogliato il consenso alle Regionali del 2017. Erano rispettivamente candidati per il Pd e per l’Udc. Entrambi non furono eletti. Inferrera è stata direttrice del museo della preistoria e nel 2013 assessore alle Strategie di sviluppo, alle politiche sociali e al Turismo del Comune di Trapani.

A Ruggirello viene contestato il reato di associazione mafiosa, a Inferrera quello di voto di scambio politico-mafioso. Il verbale di Cusenza è stato depositato insieme all’avviso di conclusione delle indagini che riguarda ventisei persone.

“Non mi considero appartenere all’associazione mafiosa – ha raccontato Cusenza – ma sono stato coinvolto esclusivamente in occasione delle consultazioni elettorali. Sono stato però molto vicino e ho frequentato Pietro Virga”.

Pietro e Francesco Virga, arrestati nel blitz assieme a Ruggirello e Inferrera, sono figli di Vincenzo, storico luogotenente di Matteo Messina Denaro, condannato all’ergastolo per l’omicidio di Mauro Rostagno. I figli erano già stati entrambi detenuti. Una volta liberi si sarebbero ripresi il posto che gli spettava.

Le Regionali del 2017 non sono le uniche elezioni su cui indagano i carabinieri del Nucleo investigativo di Trapani, coordinati dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dai sostituti Claudio Camilleri e Gianluca De Leo. Lo spunto è arrivato dalle parole di Cusenza: “In passato sono sempre stato impegnato in diverse consultazioni elettorali nel territorio trapanese, acquisendo una vasta rete di conoscenze personali. Ricordo che Pietro Virga mi confidò di avere stretto un accordo elettorale con D’Aguanno Antonino, coniuge della Inferrera”.

L’accordo prevedeva “la raccolta di voti in favore della Inferrera in cambio di una somma pari a 15 mila euro nonché lavoro di edili da affidare in un cantiere a Milazzo. Virga mi disse che aveva inviato a Milazzo per verificare la fattibilità di tali opportunità di lavoro un suo imprenditore di fiducia, originario di Buseto Palizzolo, di nome Vito, titolare di un’impresa edile”.

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Cusenza è certo che i 15 mila euro furono pagati: “Sono a conoscenza che tale somma è stata regolarmente consegnata a Virga Pietro. Ho verificato tale circostanza direttamente presso il negozio di Virga, alla presenza di un altro soggetto di cognome Russo, che fece da tramite tra Virga e D’Aguanno. Per l’apporto dato alla raccolta voto in favore di Inferrera, Virga Pietro mi ha abbonato un debito di duemila euro. Per quanto mi risulta Virga Pietro ha avuto contatti solo con D’Aguanno e mai con la moglie”. Cusenza ha aggiunto che “quando Virga Pietro mi esibì i soldi ricevuti dal coniuge della Inferrera ricordo che emanavano un pessimo odore, di chiuso, come se fossero stati sotterrati o celati da diverso tempo”.

Nei successivi passaggi del verbale si fa riferimento a Ruggirello: “So che Virga ha stipulato un accordo con il candidato Paolo Ruggirello che prevedeva il pagamento in più tranches di 50 mila euro oltre a futuri lavori da affidare sempre a Vito. Ho messo direttamente in contatto Paolo Ruggirello con Pietro Virga, tramite Salerno”.

In realtà il primo dei fratelli Virga ad essere coinvolto fu Francesco che “mi confidò che era stato contattato dal professore Todaro Francesco per raccogliere voti in favore di Ruggirello. Questo però avvenne prima dell’accordo poi raggiunto dal fratello Pietro”.

Cusenza è stato testimone del patto: “Ho partecipato ad un incontro circa quindici giorni prima delle elezioni tra Ruggirello, Carmelo Salerno e Virga Pietro, presso l’abitazione della figlia di Salerno ubicata in una zona che si chiama Belvedere. Si appartarono per un’ora, dopo Virga mi confidò che avevano chiuso un accordo”.

E venne il giorno del pagamento: “La prima rata pari a 20 mila euro fu consegnata effettivamente da Ruggirello. Fu Salerno a consegnarmi la somma in una busta, trattenendo per sé 5 mila euro. Io consegnai la somma a Virga che non gradì l’iniziativa di Salerno”.

Nel suo verbale Cusenza ha parlato anche delle elezioni comunali del 2017 a Trapani: “Ho raccolto voti per la candidata Mannina Simona e il padre Mannina Vito. Quest’ultimo mi disse se poteva rivolgersi a Pietro Virga per raccogliere voti, ma gli consigliai di non farlo. Non ho mai preso soldi da loro.”

Sempre per le Comunali del 2017, ma ad Erice, Cusenza ha spiegato “che Maltese Giovanni, anch’egli candidato, si rivolse a Virga per avere voti a suo favore”.

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21 Ottobre 2019, 18:10

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