“Il processo a Lombardo| mi imbarazza”

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24 Giugno 2012, 20:28

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Per percorrere il viale alberato che conduce dal salone di villa Igea alla terrazza sul porto di Palermo, Massimo Russo impiega circa mezz’ora anche se si tratta di poche decine di metri. Prima di incrociare la telecamera di Livesicilia l’assessore alla Sanità, neo possibile candidato alla presidenza della Regione per Mpa ed eventuali liste collegate, viene trattenuto, passo dopo passo, da centinaia di militanti, dirigenti della sanità e amici. Baci e abbracci non si contano, più baci che abbracci, tanto che “honoris causa”, con le dovute precisazioni, il Massimo Russo odierno è molto “vasa vasa”. Poi si ferma un attimo, sistema il polsino rivoltato e inizia a rispondere alle domande forte di un pensiero in meno: il ruolo di “tecnico”. Appunto, assessore, come lo spieghiamo alla gente questo passaggio da tecnico a politico? Massimo Russo risponde in politichese. “Sono onorato -dice a Livesicilia- di lavorare per la mia terra, mi sono messo nei panni del cittadino che lamenta la crisi della politica, il punto non è quello di organizzare un partito ma di recuperare la credibilità. La credibilità si recupera con i fatti, con i comportamenti, con i risultati della buona amministrazione ma anche con una tensione ideale che bisogna riprendere”.

Del governatore siciliano che lo ha nominato, Russo, dopo 4 anni di frequentazione, ha chiari pregi e difetti: “è un infaticabile lavoratore, uno straordinario stratega. E’ molto aspro, molto duro, però so che pregi e difetti fanno parte di una persona che vuole il bene della Sicilia e dei siciliani”.

La svolta politica non esclude che Russo possa fornire il suo parere tecnico su una questione delicata: l’indagine che riguarda il governatore Raffaele Lombardo. Dopo 10 minuti di intervista Russo dice che l’inchiesta “imbarazza”, ma questo è lo stato d’animo, non il parere tecnico vero e proprio. Prima di entrare nel merito Russo precisa: “non mi permetto mai di entrare nel lavoro delicatissimo che sta facendo la magistratura”. Detto questo l’assessore rivendica “una posizione di garanzia” e aggiunge: “per evitare interferenze tra le istituzioni credo che bisogna aspettare l’emanazione di un provvedimento motivato”. E ancora, continua Russo: “per la comunità occorre che prima di estromettere qualcosa o qualcuno ci sia una motivazione che dia conto dei passaggi su cui si fonda sia che si tratti di condanna che di assoluzione”. A sostegno delle proprie tesi il magistrato in aspettativa confronta il caso Lombardo con un esempio che tutti possono comprendere: “Pensate a un ladro -dice Russo- che viene ripreso da una telecamera mentre commette un omicidio durante una rapina, la situazione è chiara e documentata, ma quando si tratta di testimonianze “de relato”ho bisogno di capire se il soggetto è attendibile, ho bisogno dei riscontri, devo costruire una prova logica, e per questo dico che è necessario attende un provvedimento motivato”. Secondo Russo “bisognerebbe scrivere un patto per cui se io vado con la fedina penale pulita a ricoprire un incarico me ne allontano soltanto quando c’è un provvedimento motivato”. Rispettando queste regole, insiste l’assessore lombardiano “i cittadini possono formarsi un giudizio su quello che dicono i giudici e non sulle chiacchiere o su quello che scrivono i giornali”.

I partiti

Per disegnare il futuro della Sicilia, il candidato designato del Mpa punta molto sui partiti e molto sull’antipolitica. Attaccare i partiti “non fa bene alle comunità”. “I partiti della Sicilia -spiega Massimo Russo- devono guardare a un progetto di cambiamento vero e serio che parte innanzitutto dalla burocrazia regionale. Viviamo una crisi economica spaventosa che ha effetti negativi sulle famiglie, sulla gente, sul lavoro, ma che deve essere il detonatore per un processo di cambiamento vero. Diversamente non oso immaginare quale possa essere il nostro futuro”.

Il ruolo della politica non è secondario, “deve ridare speranza alla gente e coltivare i buoni valori altrimenti lascia spazio alla sfiducia, allo schifo verso una certa politica identificata con la casta”.

Il politico
Da possibile candidato alla presidenza della Regione Massimo Russo è consapevole di esser accusato di “lombardismo”, le prime contestazioni sono arrivate dal suo rivale più intransigente: Claudio Fava, che ha tirato in ballo “i pizzini” dell’assessore alla Sanità per le nomine dei dirigenti. A questo punto Russo esce gli artigli: “se “lombardismo” vuol dire cambiare le cose, fare la riforma della sanità…non con i pizzini come dice stupidamente Claudio Fava. E’ vero io ho scritto i pizzini, vuole sapere perché? Perché io ho incontrato i nuovi direttori generali che dovevano scegliere i direttori sanitari o amministrativi da un albo e per evitare che Trapani, piuttosto che Palermo e Catania, scegliessero Condorelli e Russo, ho detto: “attezione, guarda che questo lo sta scegliendo Trapani, non lo puoi scegliere, ti do una mano d’aiuto per guardare il curriculum, per vedere se questo soggetto va bene più per un’azienda ospedaliera che per un’azienda territoriale”. “Non c’è stato -incalza Russo- il pizzino che evoca altre cose, c’è stato un processo di razionalizzazione di nomine che rischiavano di sovrapporsi in un momento in cui entrava in vigore il nuovo sistema. Io delle accuse parolaie non me ne faccio nulla, è più importante giudicare i fatti. I fatti dicono che abbiamo risanato i conti della sanità, abbiamo messo mani ai rifiuti bloccando i termovalorizzatori che sono il vero affare della mafia e di tanti potentati politici, queste accuse che ricevo sono dei complimenti”. A questo punto arriva lo stato d’animo citato sopra sulle vicessitudini giudiziarie del governatore. “Certo -esclama Russo- Raffaele Lombardo si è beccato un processo per mafia, ma io non posso negare che imbarazza. Se sono rimasto al mio posto è perché ho maturato il mio convincimento e ho spiegato cosa attendo prima di essere tranciante ed esprimere un giudizio”.

Sconfitte e vittorie nella sanità
“Le sconfitte fanno crescere. Certamente sono stato sconfitto nel non essere riuscito a collegarmi con l’opinione pubblica, in questo voi non mi avete aiutato, a spiegare le difficoltà che si incontrano ogni giorno nel rimuovere incrostazioni di potere, i privilegi, nel cambiare la cultura di un sistema che è orientato non sempre verso il cittadino”. La sconfitta maggiore, secondo Russo “è quella che può maturare quando il sistema sanitario non prende in cura il cittadino”.

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Qual è invece la vittoria più emblematica di questi anni? “Lo devono decidere gli altri -risponde Russo- per me è stata questa esperienza al servizio della Sicilia, è un’esperienza a termine e ne vale la pena di impegnarsi sempre per la propria comunità”.

Nomi e cognomi
Possibili alleati o semplici amici? Si tratta di politica e con le elezioni alle porte Massimo Russo ha le idee chiare sui principali protagonisti della scena di questi anni, a partire da Gianfranco Miccichè, con il quale sarebbe possibile anche un’alleanza a patto che “rompa definitivamente con Marcello Dell’Utri”. Su quest’ultimo il giudizio di Russo è “pesantissimo”. “Credo abbia enormi responsabilità e dinanzi alle sentenze -come diceva Paolo Borsellino- bisogna recidere immediatamente i rapporti con chi è portatore di interessi mafiosi”.

Rosario Crocetta invece è “intelligente e divertente, credo anche capace, vedo che sta lievitando questa sua candidatura che nasce dalla base, quindi è positiva”. Il discorso cambia quando viene fatto il nome di Giuseppe Castiglione, coordinatore regionale del Pdl, partito con il quale “in caso di ravvedimento”, sarebbe possibile iniziare a discutere di politica. “Ma in questi anni -precisa Russo – il partito di Berlusconi si è messo di traverso rispetto a questo progetto di cambiamento”.

Guardando agli anni trascorsi Russo per la prima volta ammette che “Lombardo è ribaltonista“, ma soltanto “rispetto alle alleanze, non ai progetti, questo significa essere autonomi, prima vengono i programmi, il patto con il popolo e poi le alleanze che supportano il progetto”. “Mi sono beccato una mozione di censura da questi soggetti -ricorda il magistrato assessore pensando agli azzurri- quindi non posso esprimere un giudizio favorevole. Certo…se si ravvedono…”.

Se con il Pdl non è stato tenero, Massimo Russo affonda il coltello su Anna Finocchiaro “che non sta in Sicilia”. L’ultima volta, da assessore alla sanità, l’ha incontrata durante il taglio del nastro del Pta di Giarre. Inaugurazione in famiglia di un appalto affidato senza gara al marito della senatrice democratica. “Io non sapevo nulla di quella vicenda -confida Russo a Livesicilia- mi permetto di dire, e me ne assumo tutta la responsabilità, che le carte in Procura le ho mandate io anche se c’era il marito della Finocchiaro, perché in faccia non si guarda nessuno, anche se questo mi costerà qualche consenso da parte di qualcuno…ma non importa…”.

Decisamente migliore la considerazione che Russo ha di Cracolici : “è la persona politicamente più intelligente, leale, costruttiva, che ha capito cosa ha significato questo governo anche per demolire il centro-destra a livello nazionale”. Beppe Lumia è “una persona seria che insieme a Cracolici ha condiviso questa esperienza”.

E poi un passaggio su Totò Cuffaro: “Credo che abbia grandissime responsabilità non solo penali ma bisogna dare atto che con grande senso delle istituzioni e dando una lezione di stile a tutti si sta facendo la galera. Dal punto di vista umano bisogna rispettarlo come tutti i detenuti”. Domanda: Lino Leanza, come l’ha visto in questi anni? “L’ho intravisto!”, risponde Russo.

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24 Giugno 2012, 20:28

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