PALERMO – Cambiano le regole per la nomina dei direttori generali delle Asp in Sicilia. E non è escluso che già le prossime nomine potrebbero arrivare con le nuove procedure. Da Forza Italia all’Ars, primo firmatario il parlamentare regionale Tommaso Calderone, arriva un disegno di legge che introduce tre novità nella procedura per la selezione: una prova scritta, oltre all’esame di titoli e al colloqui; una commissione formata anche da due magistrati e due docenti ordinari di materie giuridiche; una graduatoria che orienti, quantomeno, la scelta per il nome a cui affidare l’incarico. Una norma che “va nella direzione indicata dal governo Musumeci, la giunta infatti valuterà nei prossimi giorni i criteri che la commissione dovrà seguire nella selezione delle candidature”, ha affermato l’assessore alla Salute Ruggero Razza. E Calderone allora incalza: “Diamo subito il via all’iter parlamentare e approviamola in tempo per applicarla anche alla selezione in corso”.
L’intenzione quindi potrebbe essere quella di mettere in cantina l'”Avviso pubblico di selezione per il conferimento di incarichi di direttore generale presso le Aziende egli enti del servizio sanitario della Regione siciliana” dello scorso 2 marzo, o tutt’al più di modificare in corsa le procedure. “Il ddl proposto – spiega Calderone – punta all’attuazione dei principi di imparzialità, trasparenza e merito. È rispettoso del riparto delle competenze previsto dal nuovo Titolo V della Costituzione ed è evidente che le misure correttive previste con il presente disegno di legge, sono finalizzate al raggiungimento di maggiori livelli di efficacia ed efficienza dei servizi sanitari”.
Il testo, firmato anche da Rossana Cannata e Riccardo Gallo, colleghi di gruppo all’Ars, oltre a introdurre, prima del colloquio previsto, “una prova scritta, con garanzia di anonimato, concernente almeno cinque materie pertinenti alla legislazione sanitaria, alle materie economiche, gestionali e finanziarie e comunque di management”, affida la valutazione della rosa dei candidati, a una Commissione esaminatrice, “integrata da due magistrati, anche in quiescenza, e da due docenti ordinari di materie giuridiche. “Un modo per non lasciare soltanto alla politica il compito di nominare i manager”, sottolinea Calderone. Attualmente la selezione è affidata a una Commissione regionale, nominata dal presidente della Regione “composta da esperti, indicati da qualificate istituzioni scientifiche indipendenti”.
E così si dovrebbe procedere, anche se proprio qualche settimana fa, durante una trasmissione televisiva, il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè aveva gettato qualche ombra sulle procedure in corso, raccontando di aver già sentito al telefono uno dei papabili manager dell’Asp di Palermo. “Ho guardato l’albo dei siciliani, tutta bravissima gente, tutta gente capace. Ma per quel fatturato ci vorrebbe Marchionne. Ho avuto un po’ di preoccupazione ad accettare o dare suggerimenti su chi potrebbe gestire l’Asp di Palermo in maniera seria. Ho chiamato Milano e mi sono fatto suggerire qualcuno. Chi ho chiamato? Da Gianni Letta a Roma a Fedele Confalonieri a Milano. Ho chiesto: avete conoscenza di qualcuno che è in grado, all’interno dell’albo nazionale?”. Salvo poi ottenere un rifiuto una volta comunicato il compenso previsto: “Ho chiamato il primo e abbiamo parlato per un’ora e mezzo, alla fine mi ha chiesto: le condizioni quali sono? Gli ho detto quanto avrebbe guadagnato in Sicilia, mi ha sorriso e mi ha detto: ‘Non perdiamo tempo’”.
A mettere ordine arriva il disegno di legge a firma Calderone che, conquistato l’apprezzamento di Razza e della giunta Musumeci, adesso vorrebbe far calendarizzare l’esame del ddl al più presto, “ovviamente rispettando tutto l’iter previsto, il passaggio in Commissione e poi l’Aula – precisa – ma così da utilizzare questo strumento, che punta alla trasparenza e alla valorizzazione del merito, anche per la selezione in corso”.

