Sanità, "tangenti per il congresso": Messina, 31 indagati

Sanità, “tangenti dalle imprese per il congresso”: Messina, 31 indagati

Al centro dell'inchiesta l'ex primario Francesco Stagno d'Alcontres

La Procura di Messina indagava sul primario di chirurgia generale dell’ospedale Piemonte, Vittorio Lombardo (era stato sospeso per un anno, ma poi nei mesi scorsi la misura interdittiva fu revocata), e ha scoperto “una parallela serie di ipotesi di reato” nel mondo della sanità.

Così la definisce il giudice per le indagini preliminari Salvatore Pugliese che ha firmato l’ordinanza di custodia cautelare degli arresti domiciliari per il chirurgo plastico ed ex parlamentare messinese Francesco Stagno d’Alcontres.

È andato in pensione a luglio, dopo avere diretto l’Unità operativa complessa di Chirurgia plastica del Policlinico “G. Martino” di Messina.

Sanità, “tangenti dalle imprese”

Stagno d’Alcontres avrebbe preteso mazzette per migliaia di euro da alcune case farmaceutiche e imprese per l’organizzazione di un congresso del Sicpre l’anno scorso a Giardini Naxos, di cui il medico era presidente-organizzatore. In cambio il chirurgo avrebbe aiutato le imprese nelle forniture di materiale al Policlinico.

“Ho un congresso io, devo campare, voi capite”, diceva al rappresentante di una casa farmaceutica.

Sotto inchiesta sono finite complessivamente trentuno persone fra medici, imprenditori e rappresentanti. I reati ipotizzati spaziano a vario titolo dalla concussione alla corruzione, dall’induzione indebita a dare o promettere utilità alla truffa aggravata ai danni dello Stato, al falso.

“Obiettivo di investimento”

I carabinieri e i finanzieri della sezione di polizia giudiziaria della Procura – l’inchiesta è coordinata dal procuratore Antonio D’Amato, dall’aggiunto Rosa Raffa e dalle sostitute Giorgia Spiri e Anna Maria Arena – all’inizio si accorsero che “i rappresentanti di un’impresa per ampliare gli ordinativi delle commesse pubbliche” avrebbe individuato nel professore Francesco Stagno d’Alcontres, “un nuovo punto di riferimento, un vero e proprio obiettivo di investimento” nel lucroso settore della sanità.

Gli investigatori hanno messo sotto intercettazione il telefonino di Stagno d’Alcontres a partire dal 10 maggio 2024. Pochi giorni dopo è stata piazzata una microspia anche nel reparto di Chirurgia plastica e nel Land Rover Defender del professore.

“Io il conto deposito lo faccio, non ci sono problemi volevo sentire… mi dia una mano dottoressa, io ho bisogno di una mano seria”, diceva il chirurgo al legale rappresentante di un’impresa. La sua interlocutrice era una donna che alla richiesta rispose semplicemente con un “sì”.

Il torinese Paolo Zona, provider del congresso di Giardini Naxos e uno dei 31 indagati, avrebbe assunto il ruolo di “negoziatore” per indurre le aziende “al maggiore sborso possibile in cambio della promessa di maggiori commesse presso l’azienda ospedaliera messinese e di una maggiore visibilità”.

Carabinieri e finanzieri stimano in 700 mila euro l’ammontare complessivo delle somme incassate per sponsorizzazioni, iscrizioni, pernottamenti e cene sociali dei medici. La sanità fa girare parecchi soldi.

Lo stesso Zona riferiva al chirurgo cosa gli avrebbe detto la rappresentante di un’impresa: “‘Allora questa è una posizione mafiosa’ e io gli ho detto perché non hai voluto raccogliere una serie di messaggi che in maniera estremamente elegante evidentemente il professor stagno ha cercato di darti… adesso il messaggio l’ha recepito forte e chiaro”.

Messaggi che, secondo i pm di Messina, diventavano minacce: “Quando questa viene non gli ordino più niente. Per un anno non entrerà più da me. Stop, chiuso definitivamente… cioè gli ho ordinato di tutto e di più e mi viene a rompere i coglioni? Mille euro? Ma siete dei pidocchiosi”.

Assecondando i desiderata del primario gli imprenditori non avrebbero avuto ripercussioni: “Avete vinto tre lotti su sei – aggiungeva il primario – quindi bene o male mantenete il monopolio qui a Messina”.

Tutti gli indagati

Gli indagati oltre a Francesco Stagno d’Alcontres sono Toni Carmeci, Maria Teresa Palumbo Accardo, Paolo Zona, Francesca Melita Melita (caposala della sala operatoria della chirurgia plastica del Policlinico), Antonina Fazio, Caterina Donato, Sebastiano Chiaramida, Vittorio Campagna, Claudia Bin, Cristina Panebianco, Mariangela Dal Pra, Dora Grimaldi, Alfio Sergi, Fabio Bergonzoni, Andrea La Rocca, Emanuele La Rosa, Francesca Cascoschi, Cristina Alì, Dalila Cusimano, Pietro Colosi, Gabriele Deli (dirigente medico della Chirurgia plastica del Polilinico è indagato per truffa perché mentre risultava presente in servizio avrebbe eseguito degli interventi in una clinica privata), Pietro Micieli, Ferdinando Stagno d’Alcontres, Claudio Galletti, Francesca Broccio, Maria Concetta Carcella, Marco Baroni, Pierluigi Signorini, Juan Carlos Stevan, Amedeo Strano.

Il Gip ha disposto il divieto di esercitare la professione sanitaria per un anno nei confronti della dirigente medica del reparto di Chirurgia plastica del Policlinico Antonina Fazio, e dell’ostetrica esterna Cristina Alì.

Per Fazio e Stagno d’Alcontres la Procura ipotizza la truffa ai danni del Policlinico perché pur agendo in regime di esclusività professionale avrebbero effettuato interventi in alcune strutture private.

Per Alì, in concorso con Stagno d’Alcontres, la contestazione è di esercizio abusivo della professione: pur essendo ostetrica è stata impiegata come infermiera di sala operatoria in studi privati. I registri operatori sarebbero stati falsificati per ometterne la presenza. Ad alcuni interventi ha partecipato Ferdinando Stagno d’Alcontres, figlio dell’ex primario, pure lui indagato per falso.


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