ACI CASTELLO (CATANIA) – “Una legge contro la cultura dello scarto e per il futuro, dato che il futuro è anziano. Lo dice la demografia e il continuo, purtroppo, lasciare l’isola così come il Paese da parte dei giovani. La previsione è che nel 2050 saranno più gli anziani che i bambini”.
Lo ha dichiarato Emiliano Abramo, portavoce della Comunità di Sant’Egidio in Sicilia, intervenendo al convegno “L’Età grande: la nuova legge per gli anziani”, ad Aci Castello, in provincia di Catania. Al quale hanno partecipato anche monsignor Vincenzo Paglia, Leonardo Palombi, il deputato regionale Nicola D’Agostino e il presidente Ars Gaetano Galvagno.
“In Sicilia si sta mostrando saggezza perché gli anziani sono di tutti Mostrare che una società, si prende cura, di tutti significa essere sapienti. Possiamo essere esemplari anche per altri Stati” ha detto Vincenzo Paglia, che attualmente il presidente della Commissione per l’attuazione della riforma sociosanitaria a favore della popolazione anziana del Ministero della Salute.
“Con questa legge la società si prende cura di tutti gli anziani, accompagnandoli fino al termine dei giorni di vita su questa terra. La solitudine è la principale causa di morte degli anziani. Sono lieto di questo interesse da parte della Regione Siciliana” ha aggiunto.

E ancora: “Dobbiamo capire come vivere da anziani, tutti bene. Telemedicina, assistenza domiciliare insomma strumenti molto pratici affinché gli anni che, grazie alla medicina e alla scienza, abbiamo strappato alla morte, perché viviamo di più, non siano gli anni peggiori. Ma degli anni dove vivere bene e abbandonare l’idea di anni dove si va in pensione anche dalla società. C’è un modo per essere attivi, per essere utili – conclude Abramo – Si può costruire una bella vecchiaia”.
Galvagno: “Mi auguro che l’Ars possa essere tempestiva nel recepimento della legge nazionale per gli anziani approvata due anni fa e di poterlo fare dopo l’approvazione della legge di stabilità per calendarizzarla con l’anno nuovo”, ha detto.
“La Sicilia potrebbe essere la prima regione in Italia a portare avanti questo disegno di legge dimostrando così una concreta attenzione nei confronti di coloro i quali possono essere in una situazione di disagio e solitudine – ha aggiunto – Le istituzioni devono essere vicine e attente a quelle che sono le reali esigenze del territorio, per questo sono molto contento dell’invito del collega D’Agostino che si è voluto fare portavoce della legge”.

