CATANIA – “Ci siamo sentiti soli, abbandonati, dimenticati. Se un fenomeno di questo tipo si fosse verificato un po’ più a nord, non avremmo avuto un livello di disattenzione così alto”. Non ha avuto peli sulla lingua il sindaco di Catania Enzo Bianco nel suo intervento che ieri ha aperto la due giorni de “L’immigrazione che verrà” organizzata da Area, Magistratura Democratica e Articolo 3. Un evento, ospitato al Palazzo della Cultura di Catania, che come ha detto il procuratore Giovanni Salvi “non vuole essere una passarella ma un vero momento di confronto e dibattito”. Il traffico di esseri umani è una vera emergenza, umanitaria prima di tutto. E come ha sottolineato ancora il procuratore non “può bastare l’intervento di tipo penale”.
“Quale sarà il volto dell’Italia del futuro – ha aggiunto Bianco nel suo discorso – dipende anche da come sapremo gestire questo fenomeno migratorio e soprattutto la successiva integrazione dei nuovi cittadini. A Catania, città dell’accoglienza, i Catanesi non nativi hanno eletto pochi mesi fa un loro rappresentante in Consiglio comunale, che non ha diritto di voto ma può intervenire su tutte le questioni. E abbiamo istituito il registro dei Catanesi per nascita, un gesto simbolico di omaggio allo ius soli”.
“Nove giorni fa a Bruxelles – ha ricordato Bianco – sono stato eletto a capo della delegazione italiana del nuovo Comitato delle Regioni e il tema del mio primo intervento è stato l’immigrazione e il modo vergognoso in cui l’Europa, che dovrebbe essere culla della democrazia, affronta questo fenomeno. Pensate che dà più soldi alla Spagna per i respingimenti che all’Italia per l’operazione Mare nostrum, che ci ha resi orgogliosi per la professionalità e l’umanità della nostra Marina militare. Questo mi fa indignare. E non capisco di chi si illude di poter fermare questo fenomeno con cannoni e filo spinato”.
L’allarme Isis. La paura del terrorismo. Non potevano mancare questi temi ieri a Palazzo Platamone. Bianco non crede “che i terroristi possano rischiare la vita su una carretta del mare”.
E Bianco chiarisce anche la posizione in merito alle diciassette vittime del mare in attesa di una sepoltura. Ha assicurato che troveranno posto tra qualche settimana nello spazio approntato nel cimitero catanese, dove sorgerà piazzato anche un monumento in ricordo della tragedia.



