Politica

Sicilia nella morsa dei rifiuti: “Le cause dell’emergenza”

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27 Giugno 2022, 05:11

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PALERMO – Nell’assessorato di Viale Campania, da qualche settimana è un ricorrersi di emergenze. La notizia dei dubbi sul piano rifiuti da parte dell’Europa, la decisione del Tar che ha sostanzialmente chiuso la discarica Oikos e il rischio sventato di un’emergenza rifiuti nel palermitano E ancora, il rischio commissariamento per le società che gestiscono in Sicilia i rifiuti e la ventilata ipotesi che l’immondizia sia portata all’estero. È un’emergenza continua e sempiterna, quella dei rifiuti in Sicilia. E il nuovo acuirsi del problema ha portato l’Ars a chiedere un dibattito in aula sul tema in programma per oggi alle 16.

Al centro dell’emergenza ci sono l’assessore regionale ai Rifiuti Daniela Baglieri e il direttore del relativo dipartimento Calogero Foti con loro LiveSicilia ha fatto una lunga chiacchierata che verrà riportata in due diversi articoli del giornale. Un’occasione per un approfondimento sulla matrice dell’ennesima crisi o forse sarebbe più corretto dire sulla nuova fase della crisi e sulle possibili soluzioni.

Le prime cause dell’emergenza: “Scarsa collaborazione di cittadini e Srr”

Fin da subito alla domanda su quale siano appunto le cause dell’emergenza il dirigente della Regione Siciliana Foti, non è avido di chiarezza. “Il primo punto – dice – è la cattiva collaborazione dei cittadini che non riescono a cogliere l’importanza della raccolta differenziata fondamentale come punto virtuoso all’interno del sistema. Secondo problema – prosegue Foti – è quello di una carenza di programmazione che in linea di fatto ricade in capo alle Srr, le Società per la Regolamentazione del servizio di gestione Rifiuti. Questi enti all’interno dei loro ambiti, dei territori di loro competenza, dovrebbero stabilire quali sono gli impianti necessari per rispondere alle esigenze dei Comuni che ad esse appartengono”.

A Foti fa eco la responsabile politica dei Rifiuti in Sicilia Daniela Baglieri. “C’è un tema di governance, di programmazione e di leale collaborazione fra le istituzioni”, spiega l’assessore regionale che poi aggiunge: “Abbiamo fatto un gruppo tecnico perché ci siamo resi conti che c’erano Srr più attrezzate dal punto di vista manageriale che potevano così condividere buone pratiche con la comunità delle Srr. Tutto questo, però, non basta. Per questo- prosegue l’assessore Baglieri – sono contenta di fare il punto con l’Ars. Le proposte del parlamento sovrano sono le benvenute. Noi siamo qui a valutare le proposte. Poche sono arrivate dalle Srr. Serve collaborazione da parte di tutti”.

“Serve una riforma del settore”

Entrambi gli esponenti della Regione sono d’accordo sull’esigenza che ci sia una riforma del settore. “Le Srr – spiegano – sono 18 e sono troppe. Se gli impianti devono essere gestiti in misura economicamente valida e il risultato che deve essere dato dal Pef deve portare utili, con la gestione di piccole quantità, si rischiano due elementi negativi: appesantiamo ambientalmente il territorio della Sicilia e non rendiamo economicamente sostenibili gli impianti stessi. La proposta di norma che il parlamento non ha approvato e che portava da 18 a 9 gli ambiti aveva almeno il merito di ridurre tali operatori”.

“Secondo me – prosegue Foti -, però, il sistema dei rifiuti deve avere un’unica governance: un unico ambito e diverse gestioni secondo le peculiarità territoriali. La raccolta a Palermo o a Catania è diversa. Poi – spiega il dirigente generale dell’Acqua e dei rifiuti – le decisioni successive sulla sorte del rifiuto non possono che essere di un’unica governance. Per questo occorrerebbe una giusta programmazione di impianti.

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“È assurdo – aggiunge l’assessore Baglieri – inoltre, che le Srr che potevano creare accordi di sovrambito ma non l’hanno fatto pensando che la gestione fosse tutta da addebitare alla Regione. Il frazionamento degli Aro, infine, è ulteriormente assurdo”.

In questo stato, dal quartier generale di viale Campania spiegano che gli impianti di compostaggio ci sono. Pochi sono pubblici. Quello che importa è che siano “capaci di produrre compost di qualità per evitare che la classificazione finale comporti che alla fine debbano comunque andare in discarica”.

La posizione dell’assessorato ai Rifiuti sui privati nel settore

Ma le bacchettate non sono solo per le autority pubbliche che a livello territoriale gestiscono i rifiuti. “L’ultimo punto – afferma il direttore Foti – è che in questo istante manca un’imprenditoria preparata. Salvo pochi casi, ci sono persone che si sono improvvisate. Forse la qualifica più corretta è che siamo davanti a prenditori di rifiuti più che a imprenditori. Io non sono contro il privato in quanto privato. Sono a favore del privato di qualità. Ogni impianto diventa un luogo in cui i cittadini della nostra terra possono trovare lavoro. Se un impianto, anche privato è ben gestito, si evita di portare ricchezza fuori dall’Isola”.

Dalla stessa opinione l’assessore Daniela Baglieri. “Il tema – spiega l’esponente del governo Musumeci – non è quello della proprietà dell’impianto ma quello della gestione.  Quest’ultima deve rispondere a criteri di efficacia, efficienza ed economicità. I privati avranno maggiori attenzioni ai profitti ma i Comuni che gestiscono gli impianti pubblici fanno pagare allo stesso modo. Il problema – aggiunge così Baglieri – sta nella managerialità, soprattutto per quanto riguarda gli impianti pubblici. In questo senso occorre fra l’altro che le aziende che gestiscono la raccolta incentivino con i Comuni la raccolta differenziata”.

Un ultimo accenno è dedicato alle affermazioni che il procuratore capo della Procura della Repubblica di Catania Carmelo Zuccaro. “Ha messo in evidenza la complessità del sistema. Le criticità sono evidenti. Noi siamo a disposizione dell’autorità giudiziaria e della commissione antimafia nazionale”, spiega Baglieri. “Stiamo cercando di governare il sistema con esiguità di personale e di risorse. Favorire l’illegalità non è assolutamente nei nostri piani”, aggiunge Foti.

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27 Giugno 2022, 05:11

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