Palermo

Sanità, scadono i manager: tutti confermati a meno che…

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31 Maggio 2022, 18:30

3 min di lettura

PALERMO – La giunta regionale è convocata alle 20:30 a Catania. Qualche ora dopo, a mezzanotte, scadranno gli incarichi dei manager della sanità siciliana. I direttori generali delle aziende sanitarie siciliane in realtà sono già in proroga da 45 giorni. Non si può andare oltre.

Lo scenario più plausibile è la conferma degli attuali manager, ma in veste di commissari. Non ci dovrebbero essere sorprese nel confronto fra il presidente della Regione Nello Musumeci, l’assessore alla Sanità Ruggero Razza e gli altri membri del governo regionale. Anche perché nei mesi scorsi è stato approvato un emendamento blocca nomine.

Una valutazione sui possibili margini di manovra, però, qualcuno lo sta facendo, basandosi su una interpretazione della norma.

Lo scorso marzo l’Ars ha approvato l’emendamento “stoppa-nomine” proposto dal capogruppo di Forza Italia Tommaso Calderone. La norma impedisce al governo regionale nei 180 giorni precedenti la fine della legislatura qualsiasi tipo di nomina. Le più importanti sono quelle nella sanità.

C’è chi ritiene, però, che, scaduto l’incarico, i direttori generali possano essere sostituiti con nuovi commissari. Se così fosse, e se ne discute in questi minuti, potrebbero esserci dei colpi di scena.

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Confermati o meno i nominati di stasera in ogni caso saranno commissari. Poi, una volta insediatosi, il nuovo governo deciderà se confermarli oppure, come è prassi, attuare lo spoil system. Attualmente sono in carica Daniela Faraoni (Asp Palermo), Maurizio Letterio Lanza (Asp Catania), Bernardo Alagna (che è stato nominato l’estate scorsa commissario all’Asp Messina dopo la decadenza di Paolo La Paglia), Mario Zappia (Asp Agrigento), Alessandro Caltagirone (Asp Caltanissetta), Francesco Iudica (Asp Enna), Angelo Aliquò (Asp Ragusa), Salvatore Lucio Ficarra (Asp Siracusa), Paolo Zappalà (il commissario che prese il posto di Fabio Damiani all’Asp di Trapani, travolto dal processo per corruzione).

In scadenza ci sono pure, tra gli altri, Mario Paino all’ospedale Papardo di Messina, Fabrizio De Nicola al Garibaldi di Catania e Giampiero Bonaccorsi al policlinico di Messina.

Un nome certamente in uscita è quello di Aliquò, nominato alcuni giorni fa alla guida dell’Asp di Frosinone. Ci sono delle partite aperte. Le più calde a Palermo e Catania. Nel capoluogo siciliano l’Asp è guidata da Daniela Faraoni, considerata una manager di riferimento del presidente dell’Assemblea regionale Gianfranco Miccichè, i cui rapporti con Musumeci sono tesi da tempo. E sono tesi pure quelli fra Faraoni e Renato Costa, commissario per l’emergenza Covid a Palermo scelto dal governo. Lo scontro si è accesso soprattutto sulla gestione delle risorse e dei precari.

A Catania in carica c’è un tecnico come Lanza, ex direttore generale del Comune di Catania quando il sindaco era Raffaele Stancanelli. Stancanelli, oggi eurodeputato di Fratelli d’Italia, secondo qualcuno sarebbe il migliore successore di Musumeci anche se lui ha pubblicamente smentito e la leader del suo partito, Giorgia Meloni, spinge per un Musumeci bis. “Un ottimo presidente”, lo ha definito.

Si vedrà. Le nomine dei manager della Sanità sono sempre al centro dell’attenzione politica, figuriamoci alla vigilia delle elezioni regionali, in un momento in cui si parla di stabilizzazione dei precari Covid e in vista del flusso di denaro da spendere grazie ai fondi del Pnnr.

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31 Maggio 2022, 18:30

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