PALERMO– La cocaina andava di moda fra gli avvocati. Ci sono i nomi di una quindicina di rappresentanti del foro palermitano nelle intercettazioni della squadra mobile di Palermo. Quando squillava il telefono del call center della cocaina quasi sempre c’era un legale dall’altra parte della cornetta, ma anche notissimi commercianti di generi alimentari della città, altrettanto conosciuti ristoratori e assistenti di volo. Gente facoltosa che non badava a spese.
Le ordinazioni arrivavano a raffica se si pensa che i cinque arrestati avrebbero spacciato fino a uno chilo di cocaina a settimana. Il portafoglio clienti era composto da circa 900 persone, al momento non tutte identificate. “Ehi, ciao, ciao buonasera, sono al tennis…”; “Al bowling, al bowling”, “Ci vediamo in via Mazzini?”: sono solo alcune delle richieste intercettate dagli agenti della Mobile su ordine del pubblico ministero Maurizio Agnello. E gli spacciatori si muovevano con agilità in sella a degli scooter per raggiungere il luogo della consegna. Che avveniva per strada oppure negli studi legali (“sali per leggere il fascicolo”). Ed ancora, nei locali della movida.
A volte, raggiunti dai pusher, i clienti cambiavano idea: “no mi devo togliere da qua, ci sono troppi colleghi, ci vediamo sotto lo studio?… no compare ci vediamo sotto casa mia allora”. Meglio comprare la cocaina, 50 euro due dosi, lontano da occhi indiscreti. Chi fossero gli spacciatori a cui rivolgersi lo sapevano tutti. Lo ha messo a verbale uno dei clienti beccato dopo avere comprato la sua dose avvolta nel cellophane azzurro: Questo pomeriggio ho pensato di acquistare una dose di tale sostanza stupefacente e per tale motivo ho contattato l’utenza telefonica 320… che mi era stata data in passato nell’ambiente dei locali ricreativi”. Erano convinti tutti di farla franca. “Gli sbirri non ne hanno capito niente”, disse un acquirente un istante dopo avere acquistato la cocaina. Ed invece gli sbirri, coordinati dal capo della Mobile Rodolfo Ruperti, gli stavano alle calcagna.
Ecco i nomi degli arrestati: Stefano Macaluso, 32 anni; Antonino Di Betta, 27 anni; Danilo Biancucci, 27 anni; Giovanni Fiorellino, 25 anni; Alessandro La Dolcetta, 21 anni.

