Stabilizzazioni e novità sul fisco |Cosa c’è nella manovra senza soldi

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30 Gennaio 2019, 15:46

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PALERMO – Una finanziaria “di lacrime e sangue per la Sicilia” l’ha definita il Pd. La manovra che ha avuto ieri sera il via libera della commissione Bilancio e che si appresta ad approdare in aula a Sala d’Ercole risente della batosta della Corte dei Conti che costringe la Regione a recuperare i due miliardi e cento milioni di disavanzo, e di questi seicento milioni circa in tre anni. Il tutto si traduce in una finanziaria di vacche magre, in cui però non manca qualche norma di stabilizzazione di personale. Oggi, dopo la conferenza dei capigruppo, i documenti contabili dovrebbero essere incardinati dall’Aula e si apriranno i termini per gli emendamenti. Poi, dopo il voto su bilancio e finanziaria, toccherà al collegato.

Precari e regionali

Tra le norme approvate ieri in commissione ce n’è una in base alla quale i funzionari direttivi regionali, ma non solo questi, possono ricoprire funzioni dirigenziali in quelle unità operative in cui non ci siano dirigenti. La relazione d’accompagnamento spiega che la norma autorizza la Regione a utilizzare professionalità interne ma anche “solo eventualmente esterne” per incarichi dirigenziali non apicali. La norma nazionale richiamata, infatti, apre le porte anche a chi abbia maturato esperienza dirigenziale “in aziende pubbliche o private”. L’incarico non può essere inferiore a due anni e superiore a sette.

Un emendamento di Roberto Di Mauro poi inserisce nel bacino dei precari da stabilizzare anche un’ottantina di precari delle camere di commercio. Un altro emendamento del forzista Calderone prevede il transito in Resais per ex dipendenti della Pumex (si tratta di poche unità di personale). Un emendamento di Luca Sammartino del Pd infine prevede il “transito in utilizzazione” di personale Asu (si tratta di alcune centinaia di persone per lo più in Sicilia occidentale) per potenziare il personale dei Beni culturali.

Fisco

Tra le norme approvate c’è quella che prevede agevolazioni al credito per le imprese, attraverso l’Irfis. Passa anche la norma proposta dal capogruppo Pd Giuseppe Lupo che introduce la rimodulazione dell’addizionale Irpef, secondo criteri di maggiore giustizia sociale. La norma introduce una progressività dell’addizionale sulla base del reddito con l’esenzione totale per cassintegrati e disoccupati. Accolte alcune proposte di modifica del Pd sull’articolo 1, quello che incentiva il trasferimento di anziani in Sicilia. Un emendamento di Alessanro Aricò prevede che a decorrere dall’anno di imposta 2020 le persone giuridiche che trasferiscono la propria sede sociale dall’estero in Sicilia saranno esonerate dal pagamento dell’aliquota ordinaria Irap per i primi dieci periodi di imposta.

Riscossione

Approvate anche norme su Riscossione Sicilia, a cui era dedicato uno dei collegati la cui trattazione è stata rinviata. È stata votata la proroga per la liquidazione al 31 dicembre 2019. E in base a un emendamento proposto da Marianna Caronia e sostenuto sia dal Governo sia dalle opposizioni se entro il 31 dicembre il Governo regionale non avrà ancora stipulato una convenzione con Equitalia per il servizio di riscossione dei tributi e per dare adeguata tutela occupazionale ai dipendenti di Riscossione Sicilia, si potrà procedere alla costituzione di un nuovo soggetto giuridico che si occuperà del servizio in Sicilia.

Enti locali e Iacp

Stralciato l’articolo 3 che riguardava le ex Province e gli enti locali (con un transito di risorse dai Comuni alle ex Province). È saltato anche l’articolo 8 che prevedeva razionalizzazione del personale della Resais. Un emendamento di Danilo Lo Giudice prevede un passaggio di beni dallo Iacp di Messina all’Agenzia per il risanamento e la riqualificazione urbana della città dello Stretto. Passa il fondo rotativo per la progettazione. Si spostano sul collegato le norme per l’incentivazione della mobilità sostenibile e l’acquisizione dei beni immobili delle Terme di Acireale (“Nessun passo indietro”, assicura l’assessorato all’Economia al riguardo).

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Tra le altre norme di una finanziaria nata light e arrivata a Sala d’Ercole con più di 50 articoli, quella che crea una nuova Orchestra del Mediterraneo. 

Polemica sull’insularità

“Non faremo mancare il nostro appoggio alla manovra e al bilancio, ma non possiamo non esprimere il disappunto per il mancato inserimento nel testo della finanziaria dell’articolo che avrebbe consentito il referendum consultivo, in concomitanza con le elezioni europee, per far pronunciare i siciliani sulla necessità di riformare lo Statuto autonomistico della Regione prevedendo compensazioni per gli svantaggi derivanti dall’insularità”. Lo afferma Eleonora Lo Curto, capogruppo Udc all’Assemblea regionale siciliana. Rincara la dose il collega di partito Vincenzo Figuccia: “Il collega e assessore Toto Cordaro iscritto al gruppo autononisti e popolari, che esprimerà posizioni e proposte programmatiche differenti in vista delle imminenti europee, rischia ora di aprire una frattura insanabile anche con l’Udc di Cesa all’Assemblea Regionale Siciliana. Mi rattrista come il collega e assessore, abbia espresso perplessità, come apprendo dai colleghi, in commissione bilancio, sull’emendamento da noi proposto in finanziaria che prevede l’accorpamento alle elezioni europee di un referendum consultivo per chiedere ai siciliani di esprimersi direttamente sul riconoscimento degli svantaggi derivanti dalla condizione di insularità”.

A Figuccia risponde con una lunga nota Cordaro che nega fratture con l’Udc di Cesa e ricorda come il tema dell’insularità “insieme a quello della continuità territoriale, rappresenta uno dei capisaldi del programma del governo regionale, come d’altronde è stato rappresentato, nel corso dell’ultimo incontro svoltosi a Bruxelles, al Presidente del Parlamento Europe”. “Nessuna perplessità”, dunque, dice l’assessore: “Ho ricordato che la procedura corretta é quella di una richiesta di voto d’aula che approvi la volontà di indire la consultazione referendaria. Nulla, dunque, contro la giusta causa dell’insularità, che mi sta particolarmente a cuore”.

Opposizioni critiche

“Una manovra di lacrime e sangue per i siciliani e per le fasce più deboli. Faremo un’opposizione decisa e motivata”, annuncia il capogruppo del Pd Giuseppe Lupo. “Una finanziaria senza soldi di un governo senza idee, che continua navigare a vista in un mare in sempre più tempestoso”, affermano Sunseri, Tancredi e Zito, deputati 5 stelle della commissione Bilancio dell’Ars, che ieri ha chiuso i lavori a tarda notte. “Come sempre – dice Sunseri – si lavora nel cuore della notte e con emendamenti arrivati all’ultimo minuto, che non c’è nemmeno il tempo di esaminare. È una manovra completamente bloccata dal pronunciamento della Corte dei Conti, senza che questo governo abbia pensato minimamente a come correre ai ripari e a soluzioni che vadano oltre lo spalmare il disavanzo negli anni. È ovvio, comunque, che la vera Finanziaria sarà il collegato”. “Questa manovra – afferma il capogruppo Francesco Cappello – è solo di facciata. Musumeci vuole portarla a casa entro il 31 gennaio per poter dire di aver usufruito di un solo mese di esercizio provvisorio e salvare la faccia con la stampa, cui aveva annunciato in pompa magna che avrebbe varato la Finanziaria entro dicembre scorso. Ci dispiace deluderlo, non è sbolognando ai siciliani un contenitore vuoto che riuscirà nell’operazione”.

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30 Gennaio 2019, 15:46

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