PALERMO – È una storia di violenza e di ribellione, di un’ossessione spacciata per amore. Non si ama una donna quando le si rende la vita un inferno. Ancora peggio se si indossa una divisa.
La Procura di Caltanissetta avrebbe voluto arrestare un poliziotto sessantenne. Il giudice per le indagini preliminari, pur rilevando “elevati e attuali” pericoli di reiterazione di reato e di inquinamento probatorio, ha ritenuto sufficiente il divieto di dimora nel Comune di residenza e di avvicinamento alla vittima, con l’applicazione del braccialetto elettronico. I dettagli vanno omessi per garantirne l’anonimato.
Si sono conosciuti nel 2020 ed è nata una relazione. La gelosia morbosa di lui è emersa quasi subito. Non voleva che lei frequentasse le amiche, pretendeva persino di decidere come dovesse vestirsi. Non ha voluto che si iscrivesse in palestra, neppure che cercasse un lavoro.
Giorno dopo giorno la donna è finita in trappola. Minacce di morte, insulti, sputi, aggressioni fisiche, oggetti scagliati con forza per colpirla. Un giorno l’ha chiusa a chiave in casa per impedirle di uscire. Tutto riscontrato dalle testimonianze degli amici della vittima e dagli audio registrati dalla donna che per paura ha smesso di uscire nelle ore serali. Un isolamento forzato e insopportabile.
Lui non si è rassegnato alla fine della storia. Ha iniziato a pedinarla sotto casa, al lavoro, nei locali che frequentava. E quando la incontrava le vomitava addosso terribili insulti. Il giudice scrive che è stata costretta a subire un “penoso e intollerabile regime di vita”.
L’uomo usava la divisa come un’arma di soggezione psicologica: “Io ho 40 anni di polizia, ho avuto a che fare con i mafiosi e non ho paura di quello che mi potranno fare ti chiudo in un sacco nero e non trovano neanche la polvere, ti faccio fermare e faccio finta che hai la droga in macchina così ti consumo”.
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Nel 2023 la donna capisce che le resta una sola possibilità: troncare la relazione e rifugiarsi a casa di un parente. Era irremovibile, chiamò le forze dell’ordine il giorno che il poliziotto le impedì di prendere gli effetti personali da quella che per quasi tre anni era stata la loro abitazione.
Ad inizio 2026 lui si riavvicina. Racconta di essere stato in terapia, la ama e vuole riprovarci. Sembra un uomo diverso. Sembra, appunto perché è rimasta la persona violenta e gelosa di sempre. A peggiorare la situazione è intervenuto anche il vizio del gioco. Videopoker, bingo, Gratta&Vinci alimentano la sua ludopatia. Sono spuntate anche relazioni con altre donne e sono riprese minacce e scenate di gelosia. Dopo Ferragosto la scelta definitiva. La donna varca la soglia della questura e lo denuncia. Ora è scattata la misura cautelare decisa dal giudice per le indagini preliminari Lorena Santacroce.




