PALERMO – Per diversi giorni è stata poco più che un’indiscrezione, poi ha iniziato a prendere corpo e alla fine l’ipotesi dello stralcio di norme dalla manovrina-monstre si è palesato in aula. La mossa è della presidenza dell’Assemblea, a guida Gaetano Galvagno, ed è stata ufficializzata nella seduta che avrebbe dovuto segnare l’avvio della discussione generale ma che alla fine è stata rinviata di 24 ore.
Testo “complesso”, si valuta lo stralcio della manovrina
Il vice presidente vicario di Sala d’Ercole, Nuccio Di Paola, ha comunicato all’aula che la presidenza sta esaminando i 126 articoli di un testo “complesso”. Obiettivo “valutare” il possibile stralcio di alcune parti. In aula c’erano gli assessori all’Energia Francesco Colianni, all’Economia Alessandro Dagnino e alle Infrastrutture Alessandro Aricò. Dagnino, nel suo intervento, ha specificato che lo stralcio non è stato chiesto dal governo.
Lo stralcio una eventualità rischiosa per il governo

Lo stralcio è in realtà un’arma rischiosa per il governo. Se è vero che consentirebbe una accelerazione della discussione, è altrettanto vero che far cadere alcune misure significherebbe scontentare pezzi della maggioranza. All’interno dei 126 articoli, infatti, ci sono molte misure che interessano i deputati e un taglio con l’accetta potrebbe fare alzare la tensione nel centrodestra.
Rischio turbolenze per il governo
A quel punto le turbolenze dell’aula incontrerebbero quelle extraparlamentari dovute alle voci che si susseguono da giorni sull’incontro tra Schifani, il leader di Forza Italia Antonio Tajani e il commissario degli azzurri Nino Minardo. Un mix pericolosissimo per il governo. L’ipotesi dello stralcio, già anticipata nei giorni scorsi, non piace neanche ad una parte dell’opposizione che a questo punto teme di vedere le proprie norme affossate.
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Manovrina, M5s e Controcorrente all’attacco
In aula si è registrata la reazione stizzita soprattutto di Movimento cinque stelle e Controcorrente. “Questa manovra parte in salita e con la pesante assenza in Aula di Schifani – ha detto la vicecapogruppo pentastellata Roberta Schillaci -. C’è sullo sfondo una questione morale enorme che non può passare sotto traccia, con indagati, imputati e richieste di arresto. I potenziali stralci alla manovra? Si stralci la norma sul Fit, le mancette che portano nomi e cognomi: l’articolo va assolutamente tagliato”.
“Non è accettabile che la maggioranza faccia finta di niente e voglia procedere ai lavori come se nulla fosse accaduto – è la posizione dei deputati di Controcorrente -. Per questo ci siamo opposti fermamente alla volontà di fare la discussione generale in una clima surreale. Abbiamo chiesto giorni fa la presenza del presidente Schifani in aula, non siamo un pugno di pigiabottoni, ma da deputati chiediamo di sapere cosa sta accadendo nella ormai ex maggioranza Schifani”. La Vardera, Marano, De Leo e Gilistro poi concludono: “Vedremo se il presidente Schifani si presenterà, fino ad allora noi non faremo passi indietro utilizzando tutte le tecniche parlamentari per bloccare l’aula”.




