Peculato e corruzione a Taormina: confisca di beni per un avvocato

Taormina, peculato e corruzione: confisca di beni per un avvocato

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L'operazione della guardia di finanza
PROVINCIA DI MESSINA
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MESSINA – La Guardia di Finanza di Messina ha eseguito la confisca di beni per un valore superiore a 485.000 euro nei confronti di un avvocato che ha avuto, dal 1993 al 2018, incarichi, per il Comune di Taormina, che è parte lesa, di recupero crediti nei riguardi degli utenti morosi con il servizio idrico.

In tale contesto, l’avvocato è stato condannato alla pena di 4 anni di reclusione per peculato e corruzione, con confisca dei beni fino alla concorrenza di oltre 775.000 euro, quale profitto del reato di peculato e 25.000, quale utilità data ad un pubblico ufficiale in relazione al reato di corruzione.

Durante il periodo in cui era incaricato di riscuotere somme dovute a Comune di Taormina per il servizio di fornitura dell’acqua si sarebbe appropriato di oltre 924.000 euro, invece di versarle nelle casse dell’Ente. Inoltre l’avvocato avrebbe emesso false fatture per prestazioni professionali mai eseguite.

Nell’omissione del versamento delle somme riscosse dagli utenti morosi sarebbe stato agevolato dalla condotta di un altro indagato che, rivestendo una posizione apicale nell’organigramma del Comune, dietro il pagamento di denaro e altre utilità, compiva atti contrari ai propri doveri, omettendo i dovuti controlli sull’attività di riscossione e versamento e sollecitando i cittadini morosi a rivolgersi direttamente all’avvocato per evitare il distacco delle utenze.

L’intervento del sindaco di Taormina Cateno De Luca

Sull’operazione della Guardia di finanza è intervenuto il sindaco di Taormina, Cateno De Luca, parlando di “un ulteriore e importante risultato nel percorso di ripristino della legalità e della trasparenza che abbiamo sostenuto sin dal nostro insediamento anche con più denunce per le continue situazioni scottanti emerse all’interno del Comune”.      

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“Come ho più volte evidenziato – ha aggiunto il primo cittadino – l’Ente era finito in dissesto perché il livello di corruttela aveva raggiunto livelli elevatissimi e l’evasione dei tributi sfiorava l’80%. Abbiamo fatto il nostro dovere, segnalando puntualmente tutte le anomalie riscontrate e collaborando con gli organi inquirenti. Oggi l’esecuzione dell’ordine di confisca conferma la bontà del lavoro svolto e dimostra quanto fosse necessario intervenire con determinazione per tutelare gli interessi della collettività”.     

“Desidero esprimere il mio ringraziamento – ha sottolineato Cateno De Luca – alla Guardia di finanza e alla magistratura per il lavoro svolto, che conferma la fondatezza delle segnalazioni avanzate dalla nostra amministrazione e la necessità di ristabilire legalità e trasparenza nella gestione della cosa pubblica. Chi ha arrecato un danno al Comune e ai cittadini deve risponderne fino in fondo. Noi – ha osservato il sindaco di Taormina – continueremo a fare la nostra parte, senza esitazioni, perché la tutela delle risorse pubbliche e il rispetto delle regole sono i presupposti indispensabili per costruire un’amministrazione credibile e un futuro diverso per Taormina”. 


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