Trabia, il duplice omicida in lacrime | "Sono disperato e pentito"

Trabia, il duplice omicida in lacrime | “Sono disperato e pentito”

Francesco La Russa ha esploso quattro o cinque colpi tutti andati a segno. L'uomo aveva in casa la pistola e alcuni fucili da caccia detenuti legalmente. Davanti al gip dice: "Non ero andato lì per ucciderli".

L'omicidio alla cava
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TERMINI IMERESE – Piange, si dispera, dice che non era andato lì per uccidere, ma alla fine ha fatto fuoco contro il direttore della cava Gianlcuca Grimaldi, e il capo cantiere Giovanni Sorci.

Francesco La Russa confessa il delitto di Trabia al giudice per le indagini preliminari Angela Lo Piparo, ma nega che sia stata un’azione premeditata. Eppure si era presentato armato di pistola nella cava di contrada Giardinello. Non sappiamo, però, come si sia difeso sul punto davanti al Gip. Tanti i passaggi che restano oscuri al termine delle due ore di interrogatorio in presenza dell’avvocato Francesco Paolo Sanfilippo e del pubblico ministero Giacomo Brandini. Le risposte in dialetto stretto e il pianto hanno reso difficile la comprensione delle parole di La Russa che ha ribadito il movente del delitto: voleva tornare a lavorare nella cava di contrada Giardinello e non altrove come gli era stato proposto.

Dallo scorso dicembre era in mobilità – sarebbe durata quattro anni – e percepiva uno stipendio decurtato decurtato di circa 900 euro. Soldi che non gli bastavano, ha detto, per mandare avanti una famiglia di cinque persone: lui, la moglie e i tre figli. Nel corso dell’interrogatorio non sappiamo se il giudice abbia chiesto a La Russa se sia stato condizionato dalle notizie dell’inchiesta sulla gestione dei beni confiscati che coinvolge la sezione misure di prevenzione del Tribunale di Palermo. La stessa sezione che aveva sequestrato la cava affidandola all’amministratore giudiziario Gaetano Cappellano Seminara, finito sotto inchiesta assieme all’ex presidente Silvana Saguto.

La Russa ieri agli agenti della Squadra mobile di Palermo, che lo hanno arrestato nelle campagne di Trabia, aveva detto di avere individuato proprio nelle due vittime i responsabili della sua situazione lavorativa. Ecco perché non avrebbe ucciso il ragioniere presente nell’ufficio della cava al momento del delitto e scappato subito dopo avere sentito il rumore degli spari.

 

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