REGGIO CALABRIA – La Squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato un 59enne originario di Siderno che, il 15 luglio scorso, si era sottratto all’esecuzione di una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Catania, richiesta della Dda del capoluogo etneo, nell’ambito di una inchiesta su un vasto traffico internazionale di stupefacenti organizzato da soggetti catanesi che, per alcuni specifici aspetti, si erano rivolti ai loro contatti calabresi particolarmente esperti nel settore.
Alcuni indagati, inoltre, sono accusati di aver agito con metodo mafioso ed al fine di agevolare le attività del clan Cappello-Bonaccorsi. L’arrestato, secondo l’accusa, in concorso con altri catanesi, avrebbe tentato di importare in Italia un ingente quantitativo di cocaina, quasi due tonnellate, partecipando attivamente alle ricerche del carico che era stato abbandonato in mare da altri sodali, poco a largo delle coste catanesi.
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Il recupero della droga, poi, non era andato a buon fine per il tempestivo intervento dei militari della Guardia di finanza. Saputo dell’irreperibilità dell’uomo, gli investigatori della Squadra mobile reggina, che già conoscevano il soggetto per precedenti per reati per associazione mafiosa di tipo ‘ndranghetistico, stupefacenti, armi ed estorsione, hanno subito avviato un’attività discreta di osservazione di luoghi e persone che, in passato, sono stati frequentati dall’indagato.
Ieri pomeriggio, in una località costiera dell’alto ionico reggino, i poliziotti di Reggio Calabria hanno notato due persone che stavano per raggiungere la spiaggia di uno stabilimento balneare e, insospettiti dalle movenze di uno dei due, si sono avvicinati riconoscendo immediatamente il ricercato. Quest’ultimo, che aveva un documento di identità con false generalità, durante le fasi dell’arresto, ha tentato di disfarsi dello smartphone, subito recuperato dagli agenti, gettandolo in mare.




