CATANIA. I carabinieri del Nucleo Investigativo del Comando Provinciale di Catania hanno arrestato, in esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal G.I.P. del Tribunale di Catania, il 51enne Carmelo Piacente, esponente di spicco del clan mafioso “Ceusi”, collegato all’organizzazione Cosa Nostra catanese “Santapaola-Ercolano”, e la sua convivente anch’ella 41enne Simona Puccia. L’accusa è di traffico internazionale di armi da guerra. L’attività investigativa, coordinata dalla locale Direzione Distrettuale Antimafia, scaturisce da un sequestro di armi effettuato nel giugno 2015 da personale del Nucleo Investigativo presso gli uffici di smistamento della ditta spedizioni “T.N.T.” di questo capoluogo, ove veniva rintracciato un pacco contenente due mitragliette ed una pistola con relativo munizionamento. Dalle prime investigazioni i miliari avevano accertato che la spedizione era stata effettuata da Carmelo Piacente, subito resosi irreperibile.
Sin dalle prime fasi delle indagini era emerso che il soggetto aveva organizzato un vero e proprio traffico di armi acquistate nella Repubblica Slovacca che successivamente venivano spedite a Malta per poi essere verosimilmente mandate in Nord Africa. Difatti, con la cooperazione di Europol, il 23 giugno del 2015 la polizia francese, durante un controllo presso l’aeroporto di Marignane (Francia), rinveniva tre pistole ed una mitragliatrice, nascoste all’interno di un pacco spedito proprio dall’arrestato dal capoluogo etneo con destinazione Malta. Il 12 settembre sempre del 2015 il 51enne, al termine di un breve periodo di irreperibilità, era stato arrestato ad Aci Trezza, in esecuzione del provvedimento di fermo, emesso dalla Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia – presso il Tribunale di Catania.
Successivi accertamenti delegati dall’Autorità Giudiziaria di Catania hanno consentito di documentare che Carmelo Piacente, assieme alla sua convivente Simona Puccia, aveva acquistato dalla ditta AFG-SECURITY CORPORATION s.r.o, con sede in Slovacchia, oltre 160 tra armi da guerra e comuni da sparo disattivate, ma comunque non commerciabili in Italia, per un importo di circa 45 mila euro. Infatti, l’uomo approfittando di una legislatura meno restrittiva in materia di disposizioni sulle armi in vigore in quel paese, aveva acquistato dal sito internet della società slovacca armi che erano state rese “inerti” soltanto attraverso la semplice interposizione nella canna di un fermo in metallo che, successivamente, aveva rimosso rendendole efficienti.
Le indagini condotte dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dai Carabinieri di Catania consentivano di dimostrare, altresì, che il 51enne aveva contatti con soggetti egiziani, che risultano inseriti in sodalizi dedite al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, per cui non si esclude che le armi potessero essere destinate a organizzazioni paramilitari o terroristiche in Nord Africa. La misura è stata notificata in carcere a i due arrestati: Simona Puccia è stata arrestata all’alba dai militari.

