Palermo, verso un nuovo funerale? | I tifosi: "Riviviamo un incubo" - Live Sicilia

Palermo, verso un nuovo funerale? | I tifosi: “Riviviamo un incubo”

Il funerale del Palermo nel 1986, foto di Marco Feo

I destini rosanero sembrano incerti. Dal rettore Micari ad Alessandro Amato. Come si soffre in città.

La città che soffre
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PALERMO– Povero e vecchio cuore rosanero, come sanguini. Chi si improvvisava economista ai tempi dell’annunciato closing con Baccaglini, adesso sfoglia manuali di giurisprudenza, di regolamenti, di leggine, di commi, in un frangente complicato da mettere a fuoco.

Tutto, a Palermo, è calcio, tranne il pallone che rotola sul prato con la sua felicità. Tutto è intrico, labirinto, muro contro cui la passione sbatte per risvegliarsi intontita in uno sprofondo di dubbi. Le voci van veloci. Quale sarà il futuro della maglia nelle tempeste che affiorano dal bordo dei giornali? I pareri si sprecano. E tutti dicono di avere ragione. C’è pure chi paventa – Dio non voglia! – una futuribile scomparsa, che sarebbe come scippare il sorriso a una città che ha già pochissimi motivi per sorridere. Ammesso che ne abbia.

L’attore Marco Feo ha conservato l’album di un funerale sportivo dell’Ottantasei, nell’anno della radiazione. I tifosi si riunirono per un cammino addolorato con la bara e camminarono per le strade, annunciando la tragica notizia.

Ora Marco esorcizza: “Certo che ho paura. La mia più grande paura è rivivere, ad esempio, lo spareggio, perso, per non retrocedere in serie C2 con la Battipagliese. La mia più grande paura è quella che le nuove generazioni siano piene di tifosi ‘strisciati’. Non voglio partecipare a un altro corteo funebre”. Negli scatti, corredati da alcune didascalie, si annota una tragedia che solo i superficiali potrebbero considerare minore. Si avverte il respiro faticoso di una storia che ha conosciuto passi incerti, cadute, risalite.

Fabrizio Micari, rettore dell’Università di Palermo, quei giorni li ricorda benissimo, incisi nella carne da curva e da bandiera: “Rivivo un incubo e non lo vorrei vedere di nuovo alle porte. Onestamente, sono molto in pensiero per quello che leggo. Ma, come accade in tutti i rapporti amorosi, c’è sempre la speranza”.

Infatti, il giornalista Alessandro Amato ha scritto sulla sua pagina facebook: “Noi, adesso, possiamo solo guardare, sperare e tifare…”. Che sarebbe come una preghiera a mani giunte dopo l’acchianata: “Santuzza, pensaci tu”. E aggiunge: “Sono preoccupatissimo. Le istituzioni calcistiche continuano a esprimere grandi perplessità. I fatti, però, mi sembrano diversi da quelli della radiazione dell’Ottantasei. Lì arrivò una botta inaspettata. Ora mi pare che siamo coscienti del rischio”.

Mentre lo scrittore Davide Enia allontana da sé l’amaro calice: “L’ho detto subito. Mi prendo un anno sabbatico per il campionato. Perché? Come perché? Perché mi sono rotto…”. I necessari puntini di sospensione attenuano ma non nascondono l’entità della rottura. In giro, sui social, nei bar, per la strada, si raccolgono le copiose occhiaie di chi ha il cuore infranto per la gloriosa maglia rosanero. Quanti sono? Pochi, tanti? Sono quelli che ci credono, che, in un pallone che rotola, conservano la porzione migliore, la più innocente. Quelli che non hanno mai staccato la radiolina dall’orecchio. Quelli che, giustamente, adoravano Paolo Valenti, Luigi Necco e sobbalzavano dalla sedia ogni volta che Guido Monastra gridava. “Gooooooooooooooooolllllllllll!”.

Ancora su Facebook, il giornalista e scrittore Benvenuto Caminiti, cantore di un’epica, ha scritto: “Sono diventato qui il tifoso che sono in Curva Nord, quando, a solo guardarla, agli avversari tremavano le gambe. Erano gli anni settanta, quelli di Vicè u pazzu (e del suo variopinto magnifico “Clan”) per lo più vissuti tra serie B e serie C, in un saliscendi estenuante.  Io tifavo Palermo già dalla prima infanzia (…). E allora, mi si stringe il cuore al punto che non mi resta che levare verso l’Alto una preghiera, che comincia e finisce così: ‘Per favore lasciatemi almeno i ricordi’”.

Chissà. Forse esiste, in qualche cielo sconosciuto, un Dio misericordioso del pallone con la faccia di Paolo Valenti per vegliare sui sogni di coloro che si ostinano a rimanere bambini. Ma come sanguini tu, povero cuore invecchiato.

 

 

 

 

 

 


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Commenti

    Se volete ve lo organizziamo noi con carrozza di prima classe trainata da sei cavalli e banda musicale. Siamo reperibili giorno e notte.

    unico infinito amore… il rosAnero mi ricorda un padre che accompagna per mano il suo bimbo a vedere il palermo di lopez e di cicco… sono 36 di puro amore. per questo non potro mai di disprezzare chi sta distruggendo tutto questo. FORZA VECCHIO CUORE ROSANEO

    un mese fa palermo primo in classifica con 5 punti di distacco sulla seconda, trattativa di acquisto vendita tutto concluso, foto con i nuovi vertici sembrava tutto in regola tutto serio, seguo il palermo calcisticamente da una vita Giuseppe siragusa dalle pagine del giornale di sicilia sfotteva mio zio allora magazziniere di una società che da un punto di vista finanziario ha sempre arrancato, non si capiva mai da dove provenissero i soldi e quando questo era chiaro erano sempre pochi.
    Barbera, Matta, Gambino, Parisi, Ferrara Sensi poi la parentesi di confindustria siciliana il trasloco a trapani le retrocessioni, le radiazioni e i ripescaggi, questo è stato il Palermo prima dell’arrivo di Maurizio Zamparini, un “pazzo” che è venuto a rischiare i suoi soldi (avrà avuto le sue ragioni , passioni o motivi) in una città in cui non cresce assolutamente nulla, periferia dell’universo, isolati dal mondo in cui è difficile sopravvivere quindi figuriamoci fare impresa.

    Arrivano gli inglesi è questa di per se è una grande notizia, amano il calcio sono intenditori, ho pensato puntellano con due tre innesti e la sere A è fatta, d’altronde se acquisti qualcosa di nuovo cerchi subito di migliorarlo di abbellirlo, ma qui purtroppo non è accaduto nulla di tutto questo, moche mosse e tutte sbagliate, intervento di magistratura di guardia di finanza ispettori federazione e fra poco pignoratori a vario titolo, insomma l’aria è pesante e forse (a chi ha avuto la pazienza di leggere) vi ho annoiato troppo, per concludere la storia si ripete, io personalmente sarei grato a Zamparini per questi anni di grande calcio che ha fatto vivere alla nostra città, sono convinto che la fine del suo ciclo coinciderà con la fine del calcio a Palermo, aspettiamo intanto inviatiamo tutti i bancarrottieri, tronisti, fashion blogger, masterchef, insomma tutti coloro che vogliono inserirsi e far parlare di se ad avanzare qualche opzione di acquisto della società e che la fortuna ci assista

    fantastico !
    (un tifoso rosanero)

    Non credo sia possibile. I poveri cavalli non arriverebbero a Palermo, li mangereste ancor prima di organizzare la cerimonia. Attenti liotrini, perchè avete la memoria corta. Ogni volta che avete gioito per una nostra disgrazia, negli ultimi anni, di colpo vi siete ritrovati voi nel letame, e non noi.

    che brutti momenti nel 1986 questa foto lo dimostra.

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