Presunto stupro in Norvegia, dal caso Ciro Grillo una nuova inchiesta - Live Sicilia

Presunto stupro in Norvegia, dal caso Ciro Grillo una nuova inchiesta

La ragazza che accusa il figlio del fondatore del M5s avrebbe detto ai pm di essere stata violentata dal figlio di un politico norvegese nel 2017. Da qui l'apertura di un nuovo fascicolo
IL CASO
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La procura di Tempio Pausania ha aperto una nuova inchiesta a carico di ignoti sul presunto stupro che sarebbe avvenuto nel 2017 in un campeggio in Norvegia, subito dalla stessa ragazza italo-norvegese che ha denunciato di essere stata violentata da Ciro Grillo e tre suoi amici nel 2019 in Costa Smeralda. La notizia è stata pubblicata dal giornale La Verità. La vicenda sarebbe emersa nel corso degli interrogatori e delle indagini sul caso del figlio del fondatore del Movimento 5Stelle accusato di violenza sessuale con tre amici.

La Verità ha rivelato anche chi sarebbe il presunto autore della violenza sessuale raccontata dalla vittima nell’ambito dell’inchiesta su Ciro Grillo. Si tratterebbe del figlio di un politico norvegese, David Enrique Bye Obando, che intervistato aveva detto che non era vero nulla e che la giovane anzi gli aveva chiesto scusa per quell’accusa. La ragazza aveva raccontato ai pm che Obando aveva abusato di lei mentre dormiva in tenda in un campeggio norvegese.


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Commenti

    Vedi come la stanno girando.

    Che ci sia stato un altro stupro non vuol dire nulla, la ragazza sicuramente può avere comportamenti che la mettono in situazioni ambigue che non sa gestire, contano le testimonianze le deposizioni e le prove,se queste proveranno che Ciro e gli altri sono colpevoli verranno condannati. Il ragazzo del primo stupro ha detto che lei ha mentito e che gli ha chiesto anche scusa, ma di questo non ci sono prove se non la sua parola,di contro ci sono testimonianze che dicono che lui è andato da una amica comune a dire che non sapeva che la ragazza stesse dormendo e questo è molto strano. Mi ripeto contano le prove le testimonianze e le deposizioni dei ragazzi, la sentenza ai giudici. Sono contenta però che abbiano aperto un’altra inchiesta, così da accertare la veridicità del fatto e non permettere alla difesa di colpevolizzare la presunta vittima e poi è un dovere della procura nel momento in cui viene a sapere di un reato , indagare. Anche se ripeto la psicologia della ragazza conta fino a un certo punto, CONTANO LE PROVE!

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