Matrimoni civili, un contributo| per i bambini in affidamento - Live Sicilia

Matrimoni civili, un contributo| per i bambini in affidamento

La proposta del capogruppo Udc in Consiglio Comunale: "Istituiamo un contributo di 250 euro alle coppie che decidono di sposarsi negli edifici di prestigio del Comune e stanziamo le somme raccolte a sostegno delle famiglie affidatarie".

la proposta dell'udc
di
11 Commenti Condividi

PALERMO – Far pagare 250 euro alle coppie che decidono di sposarsi negli edifici di prestigio del Comune e stanziare le somme raccolte a sostegno delle famiglie affidatarie. E’ questa la proposta del capogruppo Udc al Consiglio comunale, Giulio Cusumano, approvata martedì scorso da Agnese Ciulla, assessore alla Cittadinanza sociale, che sottolinea l’importanza di un istituto socialmente rilevante come l’affido temporaneo dei minori.

Sono tante le storie che si possono raccontare sull’affido: storie che raccontano di bambini, adolescenti, famiglie, mamme, papà. Tante persone che con l’affido sono cresciute e che hanno imparato che l’accoglienza è un moltiplicatore di emozioni e sensazioni.

L’Afap (Associazione Famiglie Affidatarie di Palermo) è nata alcuni anni fa proprio con lo scopo di promuovere la cultura dell’affido, da sempre poco conosciuta e, quindi, poco diffusa. L’associazione si rivolge a chi si vuole avvicinare all’affido, capire meglio cosa vuol dire essere genitori affidatari e, soprattutto, per conoscere esperienze concrete. Storie vere, come veri gli effetti generati sulle vite di tutte queste persone.

“Quella dell’affidamento è un’esperienza emotiva molto forte, ma che permette ai genitori affidatari di vivere un’esperienza costruttiva” dichiara Adriana De Trovato, consigliere dell’Afap e genitore affidatario. “E poi, nelle case famiglie non ci sono quelle attenzioni uniche di cui tutti i bambini hanno bisogno. Non possiamo privare i bambini delle comunità del diritto ad avere una famiglia”.

L’Afap ha cercato di creare sinergia con le istituzioni competenti in materia di affido – dal presidente del Tribunale dei minori, all’assessore alla cittadinanza sociale Agnese Ciulla, al centro affidi del comune di Palermo e ai servizi sociali di tutte le circoscrizioni – per aprire un dialogo di confronto costruttivo sulle problematiche inerenti l’affido.

Un lavoro silenzioso, ma continuo e paziente che finalmente si è concretizzato nella mozione di martedì scorso. “L’intento – spiega Cusumano – è quello di sensibilizzare le coscienze nei confronti dell’affido e dell’accoglienza di bambini in situazioni di svantaggio. L’idea del contributo, accolto con entusiasmo anche dall’assessore Ciulla, nasce per incrementare sempre più il numero di famiglie affidatarie, considerato che la Sicilia è fanalino di coda in materia di affido, che il rimborso mensile per le famiglie affidatarie è di un terzo rispetto a quello erogato dagli altri Comuni d’Italia e che nel capoluogo isolano i 250 euro mensili arrivano a singhiozzo”.

“Al momento il contributo mensile comunale arriva in modo parziale e a singhiozzo per cui, in fase di promozione dell’affido, l’aspetto dell’aiuto economico agli affidatari è poco pubblicizzato”- dichiara Massimo De Trovato, socio dell’Afap. “Ciò non significa che si possa pensare all’affido per meri motivi economici, ma è fuor di dubbio che, in un momento di grave crisi economica per il Paese, un potenziale affidatario guardi pure a questo aspetto”.

L’Afap è diventata in pochi anni un punto di riferimento per le famiglie affidatarie, grazie e soprattutto al contributo dei volontari e al loro creare rete. Non manca manifestazione in cui Afap non sia presente con il suo staff. “Insieme cerchiamo di indirizzare chi volesse accostarsi all’affido al centro affidi, organo preposto alla gestione del servizio – continua Adriana De Trovato – Le comunità o case famiglie dovrebbero rappresentare un breve passaggio per i minori”.

“Non possiamo far finta di nulla – conclude -: questi minori, privati di molti diritti e del diritto all’amore costituiranno la società dove vivranno anche i nostri figli”.


Le nostre top news in tempo reale su Telegram: mafia, politica, inchieste giudiziarie e rivelazioni esclusive. Segui il nostro canale
UNISCITI


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI

11 Commenti Condividi

Commenti

    Non esiste la possibilità di legare contabilmente le due cose, e fortunatamente devo dire, altrimenti se nessuno si sposasse in municipio non ci sarebbero risorse per gli affidi.
    Se effettuare i matrimoni in determinati luoghi e in determinati orari costa in personale e in arredi ecc, si facciano pagare delle contribuzioni.
    Se la politica degli affidi è tanto importante (e concordo) non si discrimini la coppia che sceglie di sposarsi in municipio piuttosto che in Chiesa.
    Su questo tema ci sono molti modi di applicare delle contribuzioni. Per esempio lo si potrebbe fare solo con coppie non residenti, con celebranti non istituzionali ecc. che sia legato insomma ad un surplus id lavoro per gli uffici che altrimenti non ci sarebbe

    CHE INGENUI QUELLI DELL’UDC!. PER LA CARNEVALATA DI UN MATRIMONIO SI SPENDONO MIGLIAIA DI EURO: FOTOGRAFO SETTEMILA ,SALA RICEVIMENTI QUINDICIMILA, ABITO QUATTROMILA Ecc.. (PERCHE’ ANCHE SE SI E’ MORTI DI FAME BISOGNA APPARIRE AGLI OCCHI DELLE PERSONE ) MA NESSUNO PENSO DI QUESTE COPPIE ,PER IL PROPRIO EGOISMO, DARA’ QUEL CONTRIBUTO ALLE FAMIGLIE AFFIDATARIE.

    Grazie per l’articolo.

    Vorrei segnalare i nostri contatti per chi volesse scriverci per conoscerci o per chiedere informazioni.

    Sito internet: http://www.afap-associazione.it

    indirizzo mail: afap_associazione@yahoo.it

    facebook: https://www.facebook.com/groups/494040973990896/

    Speriamo di ricevere tanti contatti per promuovere l’affido che, ricordiamo, è aperto a coppie, coppie di fatto e single. Cerchiamo di costruire una società migliore per il futuro dei nostri bambini e di tutti noi.

    Grazie.
    Massimo

    È sempre le stesse cose mettete!!! Parlare dei veri problemi che affliggono la nostra Sicilia, terra sfruttata e martoriata da politici e politicanti, che vanno in parlamento eletti da i siciliani, ed all’indomani del l’elezione si scordano di noi e si dichiarano padani, povera Sicilia,poveri noi, miserabili politici truffatori del nostro popolo!!!!!

    Forse per alcuni l’idea che un bambino viva in casa famiglia non è un problema che affligge la nostra società. Ma se andiamo in fondo a questa realtà scopriremo che sostenere il diritto di un bambino alla famiglia e contribuire con un gesto -come nella proposta di Cusumano-non è solo un atto d’amore e di altruismo. Un solo bambino in casa famiglia costa al Comune di Palermo (e quindi al cittadino) 2500 euro al mese a fronte di 250 euro mensili di un bambino accolto in una famiglia. Forse anche lo spreco per alcuni non è un problema della nostra società

    Non confondiamo le due cose. Una è l’attenzione che Cusumano chiede all’affido familiare l’altra è la buona amministrazione e la verità delle cose. Proprio perché è un tema importante non si facciano richieste o proclami che non hanno un fondo di verità. Inoltre le associazioni devono essere finanziate per quello che hanno fatto, dopo gli opportuni controlli, non per quello che dovrebbero fare. Anche per questo motivo la legge non prevede alcun vincolo contabile tra entrate e uscite, se non nella somma totale

    @GianniPERA
    I soldi non andrebbero all’associazione, ma allo stesso Comune che li impiegherebbe per incentivare le famiglie a chiedere l’affidamento di un bimbo. Se parliamo di confusione… non confondiamoci.

    Questo articolo ha risposto ad alcuni miei dubbi. Non sapevo che i single potessero essere genitori affidatari e non sapevo dell’esistenza di un sussidio. Bella iniziativa, speriamo vada in porto e che questi bambini possano avere più probabilità di futuro.

    Bravi! Rivalutiamo, anche nel senso economico del termine, i nostri gioielli. In questo modo è possibile finanziare tutte le iniziative possibili in campo sociale. Per fortuna non si vive di sola Gesip

    L’associazione che si occupa di bambini in affidamento dovrebbe anche dire che non è Un fatto puramente economico! Non è che se aumentiamo i contributi alle famiglie affidatari e aumentano i bambini in affido presso famiglie piuttosto che dentro case famiglie. Lì il problema è un altro, anzi sono tanti e a stabilirlo è un giudice, non il consiglio comunale o la giunta municipale

    Brava la Sclafani. Non si parla mai abbastanza di affido, esperienza che invece andrebbe promossa e incentivata.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *