Una sconfitta secondo programma | E il miraggio di un’America lontana

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18 Febbraio 2017, 09:30

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PALERMO – Come da programma. Palermo travolto dalla Juventus, nonostante i bianconeri abbiano giocato al piccolo trotto in vista dell’impegno negli ottavi di Champions League contro il Porto. Sin troppo netto il divario tecnico tra le due squadre, con i campioni d’Italia che hanno messo in chiaro la loro superiorità già nei primi minuti di gara. Il risultato, mai in discussione, forse penalizza i rosa oltre i loro demeriti ma a fare la differenza sono state le giocate dei singoli, Dybala in primis, autore di una doppietta d’autore (splendida l’esecuzione sul piazzato valso il momentaneo 2-0 in favore dei bianconeri). Per il Palermo la magra consolazione del primo gol allo Stadium, messo a segno da Chochev quando oramai il match aveva ben poco da dire.

E’ vero che non era certo questa la sfida a cui la squadra di Lopez doveva fare appello per rosicchiare punti all’Empoli, ma è altrettanto vero che adesso mancano solamente 13 partite alla conclusione di un campionato che, giornata dopo giornata, si fa sempre più in salita. I cambi apportati dall’allenatore uruguaiano, con l’inserimento di Andelkovic al posto di Gonzalez, di Aleesami in luogo di Pezzella, e di Sallai e Balogh per Embalo e Trajkovski hanno cambiato di poco la sostanza: l’organico rosanero continua a palesare lacune, con errori in serie puntualmente pagati a caro prezzo. I numeri sono impietosi: le 21 reti realizzate e le 49 subite dicono che il Palermo merita la posizione occupata in classifica, al netto delle impopolari valutazioni presidenziali.

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Domenica prossima il confronto al “Barbera” con la Sampdoria, dopodiché le sfide contro Torino, Roma e Udinese. Gare in cui bisognerebbe tentare un disperato riavvicinamento alla zona salvezza che, al momento, appare assai improbabile. Anche perché un pizzico di scoramento è percepibile in seno al gruppo, considerate le tante avversità affrontate nel corso della stagione. Il tutto, in attesa di novità dalla (presunta) trattativa tra Zamparini e gli americani. Così come con i cinesi, non trapelano nomi e non si fa riferimento all’eventuale portata dell’investimento che, per adesso, rimane avvolto dal mistero. L’ennesimo interrogativo per distogliere l’attenzione da un cronico decadimento senza punto di arrivo, retrocessione esclusa.

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18 Febbraio 2017, 09:30

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