Cronaca

Venduto il palazzo Niceta| Valore: 850 mila euro

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07 Ottobre 2020, 07:49

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PALERMO – Cambia proprietario il palazzo di via Roma che un tempo ospitava uno store Niceta. Ad acquistarlo una società immobiliare e impresa edile per 850 mila euro.

L’edificio faceva parte dei beni sequestrati nel 2015 e poi dissequestrati nel 2018 dalla sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo alla “Olimpia srl in liquidazione”, la società dei fratelli Mario, Massimo e Olimpia Niceta. (Leggi: “La fine di un incubo”)

La Procura ha fatto ricorso contro la restituzione dei beni e si attende la decisione dei giudici di appello. (Leggi su cosa si fonda l’appello del pm).

L’edificio di via Roma, che ospitava uno store ormai chiuso da anni, lo scorso 30 luglio è stato venduto – l’operazione si può fare anche se pende il giudizio, visto che la titolarità della Olimpia è piena – alla 2K Roma srl, società di un cittadino svedese nato in Thailandia, Peter Mikael Ulivin Gosta. L’amministratore unico è una donna di Bagheria, Maria Rita Carnevale.

La 2K Roma è stata costituita il 25 giugno scorso con capitale sociale di mille euro e ha sede negli stessi numeri civici (11, 13, 15) dell’edificio di via Roma dei Niceta. Il venditore (la vendita è stata gestita dal commercialista Dario Pettinato, commissario liquidatore della società Olimpia srl) si è impegnato a pagare con i soldi della vendita alcuni debiti della Olimpia srl che hanno dato vita all’emissione di decreti ingiuntivi, prima e durante il sequestro.

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Il patrimonio Niceta è stato al centro dello scandalo che ha travolto la sezione Misure di prevenzione Tribunale di Palermo e del suo presidente Silvana Saguto, oggi radiata dalla magistratura.

Secondo l’accusa, dietro i beni c’era l’ingombrante presenza della mafia, ma l’ipotesi iniziale non ha retto ed è arrivata la restituzione dei beni agli eredi del capostipite Mario Niceta. (Leggi tutti i particolari del provvedimento). Solo che nel frattempo i negozi Niceta, finiti in amministrazione giudiziaria, hanno chiuso tutti.

Qualora la Corte di Appello dovesse ribaltare il giudizio si potrà rivalere comunque sul patrimonio con un sequestro per equivalente. La Procura aveva anche chiesto, al momento del dissequestro, di fermare la restituzione dei beni, ma la sezione di appello non accolse la richiesta dell’accusa.

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07 Ottobre 2020, 07:49

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