“Virus cinese, allerta senza panico | Ecco come possiamo combatterlo”

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23 Gennaio 2020, 18:52

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La sindrome cinese ormai è diffusa nel timore di tanti. Il virus che uccide sarebbe sbarcato in Europa; almeno ci sarebbero dei casi sospetti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità non sottovaluta il problema. “Ma non dobbiamo farci prendere dal panico”, dice così, Francesco Vitale, professore ordinario di Igiene e medicina preventiva all’Università di Palermo e responsabile dell’Uoc (Unità operativa complessa) di Epidemiologia clinica del Policlinico ‘Paolo Giaccone’.

 Professore, niente preoccupazioni eccessive?

“Dobbiamo stare attenti e seguire le dinamiche e l’evoluzione. I coronavirus sono tantissimi. Alcuni coronavirus degli animali fanno il salto di specie e si adattano a entrare nelle cellule umane. Quando questo accade sono più aggressivi. E’ accaduto, per esempio, con la Sars”.

E il coronavirus del mercato cinese da dove viene?

“Abbiamo delle ipotesi, ma ancora non sappiamo con certezza quale sia l’animale. Sappiamo che c’è una trasmissione inter-umana e che sta diffondendosi”.

 E non dobbiamo avere paura?

“Le autorità sanitarie mondiali sono riuscite a individuare il tipo di virus, come è composto. Questo permetterà, in breve, ai laboratori collegati di prendere le contromisure adeguate”.

Cioè?

“Le faccio un esempio concreto. Presto, all’Epidemiologia del Policlinco saremo in grado di effettuare i test diagnostici. Nel caso, assai improbabile, che a Palermo arrivasse una persona con quella patologia, potremmo riconoscerla e di ricoverare il paziente in un reparto di malattie infettive, con tutte le precauzioni necessarie. Oltretutto…”.

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Oltretutto?

“Il focolaio al momento è abbastanza ristretto. Le autorità cinesi si sono mosse prontamente, grazie pure all’esperienza della Sars. Gli aeroporti sono allertati e dotati di tutte le attrezzature necessarie per intervenire”.

 Quali altre precauzioni?

“Le solite. Coprirsi quando si starnutisce, con il braccio, meglio che con la mano che può diventare un veicolo di contagio: questo vale sempre. Conoscere il fenomeno e prestare attenzione”.

Niente panico?

“Niente panico, lo ribadisco: allerta non significa allarme”.

 

 

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23 Gennaio 2020, 18:52

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