Cronaca

Viviana e Gioele: il Covid, l’esorcista e i silenzi dei parenti

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03 Settembre 2021, 17:13

6 min di lettura

I familiari di Viviana Parisi avrebbero tentato di nascondere agli investigatori che la dj morta la scorsa estate a Caronia, in provincia di Messina, con il figlio Gioele avesse già tentato il suicidio. Il particolare emerge dalla richiesta di archiviazione dell’inchiesta avanzata dalla Procura della Repubblica di Patti. I parenti sapevano dei gravi problemi psichici della donna e li avrebbero anche sottovalutati. Nulla di penalmente rilevante emerge, però, dal loro comportamento.

Secondo i pm fu omicidio-suicidio

Secondo il procuratore Angelo Cavallo, Viviana, 41 anni, avrebbe prima strangolato il figlio, che di anni ne aveva appena 4, e poi si sarebbe tolta la vita lanciandosi dal traliccio, ai piedi del quale è stato rinvenuto il corpo l’8 agosto dell’anno scorso.

Nessun dubbio sul suicidio (come ricostruito in un articolo dello scorso luglio), mentre sulla morte del piccolo non è stato possibile stabilire con certezza le cause del decesso. Certamente la Procura esclude che madre e figlio siano stati uccisi da qualcuno o che siano annegati in un pozzo e poi i corpi spostati. O, ancora, che siano morti a causa dell’aggressione di animali selvatici. Le fratture riportate dalla donna sono compatibili con la caduta, nella sua mano ci sono tracce del suolo su cui è precipitata.

Non ci sono segni di animali, né tracce biologiche umani se non quelle del piccolo Gioele. Il bambino non è morto perché morso da animali selvatici o cani. Le volpi hanno dilaniato il corpicino, ma post mortem. Altro dettaglio: sotto le scarpe di Viviana ci sono resti di una pianta, una Erica, che in quella zona cresce solo ed esclusivamente nel boschetto dove è stato trovato il corpo di Gioele. Vuol dire, secondo i pm, che Viviana è passata da lì con il figlio. (GUARDA IL VIDEO: DOVE E’ STATO TROVATO IL CORPO DI GIOELE)

Le parole del marito

Nella richiesta di archiviazione si fa riferimento ai seri problemi psichici di cui la donna soffriva da tempo. È stato per primo il marito, Daniele Mondello, a dire a un amico: “… mi diceva il fatto di essere seguita… che la seguivano con le macchine grosse”. Lui stesso ipotizzava che la moglie, subito dopo l’incidente in galleria in autostrada, potesse essersi nascosta temendo che le togliessero il bambino: “… martedì pomeriggio così non lo so non mi ricordo bene perché ero in giro mi è venuta questa cosa qua. Forse lei, che ne sappiamo, è possibile che si sia prima nascosta, non la vedevano magari lei passava e vedeva i lampeggianti e quindi si è nascosta, si spaventava pensava, ora qua mi prendono il bambino. Chissà cosa gli faceva dire la testa”. I medici in passato le avevano anche consigliato la visita psichiatrica, ma la donna, in presenza del marito, l’aveva rifiutata.

Il racconto dei testimoni

I testimoni raccontano che fu la donna a provocare l’incidente in galleria. Fece un sorpasso azzardato, l’auto sbandò e finì contro un furgone. Viviana e Gioele, però, stavano bene dopo l’impatto. Una donna vide Viviana uscire dalla galleria con in braccio il bambino: “Sono certa che aveva gli occhi aperti poiché aveva la testa appoggiata sulla spalla destra della madre”.

Un’altra testimone aggiunge, come riporta l’Adnkronos, che “mentre stavamo per fermarci nella piazzuola poco dopo essere usciti alla galleria sulla destra appena fuori dalla galleria notavo la presenza di un’altra persona in particolare una donna che teneva per mano un bambino che era in piedi di fianco a lei”.

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Cosa accadde in galleria

“Appare dunque del tutto fondato ritenere che Viviana subito dopo l’incidente in galleria – si legge nella richiesta di archiviazione – una volta uscita dall’autovettura e recuperato Gioele si sia volontariamente allontanata dalla sede autostradale e nel giro di pochi istanti si nascondeva tra la fitta vegetazione esistente sul bordo autostradale e non rispondeva al richiami delle persone che la stavano cercando. Molto probabilmente costei ha deliberatamente atteso che quegli individui andassero via per poter riprendere a muoversi insieme al suo bambino”.

E poi c’è il capitolo che riguarda i parenti di Viviana. Nessuno doveva sapere del suicidio tentato in precedenza dalla donna. “È appena uscita adesso al telegiornale che hanno trovato il secondo certificato di quando mia sorella ha tentato il suicidio”, diceva Denise Parisi, la sorella, al suo compagno. E aggiungeva: “… io non ho detto nulla a nessuno ovviamente”.

In effetti non ne fece menzione quando fu sentita dagli investigatori il 5 agosto: “Si era ben guardata dal riferire tale circostanza agli inquirenti pur se di indubbia rilevanza”.

“Sono arrabbiata con Viviana … io sono arrabbiata perché lei, va… a mio nipote me lo ha ammazzato lei. Per la sua testa, per le sue cose, noi ci abbiamo messo tutto il nostro impegno, ma lei non si è voluta curare…”. A parlare al telefono, senza sapere di essere intercettata, era Mariella Mondello, la sorella del marito di Viviana.
Con un’amica rincarava la dose. “Sempre con il senno del poi… questo bambino non doveva essere lasciato solo con sua madre… quella un bastarda era, mio fratello, quella mattina, gli aveva…”.

Il fratello era stato accondiscendente con la moglie anche la mattina del 3 agosto, giorno della scomparsa, portando con sé il figlio Gioele, nonostante conoscesse le sue condizioni di salute. “Mio fratello, per evitare… dice lei si stava alterando, per evitare che si alterasse, come sempre, perché mio fratello evitava, dice: va bene, va, vai da sola, ma portati il telefono… portati il telefono… e lui dice: lei gli ha detto: si, si l’ho preso… invece il telefono lei, ho pensava di averlo in borsa, perché lei lo lasciava dentro questo telefono, o non lo ha preso apposta non lo so. Dopo di che se n’e andata.…”.

Soldi per andare in Tv

“Io, fosse anche mille euro, ci andrei di corsa”, diceva il cognato a Daniele Mondello. Il marito di Viviana rispondeva: “Ma quale mille euro, Roberto! Sì, mille euro! Ma non esiste! Almeno… ma… il più scarso deve essere cinquemila euro”. Erano i giorni seguenti alla tragedia di Viviana e Gioele, ampiamente trattata dai media nazionali e locali. Per quella cifra Daniele Mondello sarebbe stato disposto a dare un’esclusiva ad una rete nazionale.

I silenzi dei parenti

Le condizioni psicologiche di Viviana Parisi erano note in famiglia. La cognata, Mariella Mondello, ad una amica diceva che avevano pure pensato di andare dal “prete di Gazzi”, un esorcista. La mamma della ragazza, Carmela Trusso Cafarello, parlando con un nipote aggiungeva: “… proprio fuori di testa Daniele gli aveva proibito pure di leggere la Bibbia te la tolgo, te la brucio. Non leggere più la Bibbia”. Forse le paure sono aumentate a causa del Covid: “… c’è stato sto lockdown e io forse ho trasmesso anche paura, poi dopo dalla scuola siamo rimasti tutti in casa, io sono sincera, io non mi affacciavo nemmeno più sul balcone, sono stata in malattia perché pensavo che il virus fosse sopra la testa mi mettevo nel letto avevo paura gioia mia, io sono sincera forse ho trasmesso anche più ansia”.

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03 Settembre 2021, 17:13

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