Voglia di aria nuova

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04 Giugno 2012, 21:33

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C’era una volta una città che non si riconosceva più. Si guardava allo specchio e si sputava in faccia. Si vedeva rugosa e decrepita. Sopportava ogni sopruso per inerzia e disamore. Palermo non aveva più amore da dare, né da ricevere. La violenza quotidiana, subita e perpetrata, era la cifra della sua normalità. Le cose stanno cambiando? Chissà. Non si trasforma, dall’oggi al domani, la pigrizia in ardore. Non si capovolge in un mese uno stato di coma, per celebrare un ritorno alla vita. Ma forse c’è uno spiffero di vento. Le finestre si socchiudono. Magari, in un futuro non lontanissimo, si spalancheranno.

La campagna di Livesicilia sulle segnalazioni, sulle lettere da scrivere ai vigili, racconta una circolazione di pensieri e sentimenti diversa dall’aria stantia. C’è già una valanga di letture e commenti. La polizia municipale viene vista perfino con simpatia. Strano, non perché sia antipatica, ma perché gli automobilisti, cioè i palermitani, non gradiscono le multe, specialmente se le trovano appiccicate sul tergicristallo della propria macchina. C’è lo spiraglio di una coscienza collettiva rinnovata, con annesso corollario di civismo? E’ presto per dirlo. Però…

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C’è una profonda aspettativa di resurrezione. E pesa sulle spalle del sindaco e della giunta. C’è una voglia di pulizia e di freschezza. Gli anni trascorsi hanno allestito il banchetto della tristezza permanente. Adesso Palermo sta provando a risvegliarsi e ad affidarsi al Comune, all’istituzione. Chi governa dovrà raccogliere l’anima della città e sostenerla nel suo cammino. Il fallimento sarebbe terribile. Ma la speranza è già qui.

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04 Giugno 2012, 21:33

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