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Zamparini: “Spero che il Palermo torni in A. Centro sportivo secondario”

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07 Giugno 2021, 14:28

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Maurizio Zamparini ha ormai detto addio al mondo del calcio. L’ex presidente di Palermo e Venezia, però, conserva un grande ricordo del calcio, a confermarlo è lui stesso: “Del mondo del calcio mi è rimasto solamente il bello – dichiara ad Italpress -, lo amo. È bellissimo. Il ricordo più brutto è quello delle istituzioni. Punto”.

“Venezia è stata una esperienza bellissima, quando sono andato via, checché ne dicano i disinformati, ho regalato la squadra a Dal Cin con 4 miliardi di lire di attivo e senza una lira di debito, lui (Dal Cin, ndr) dopo tre-quattro anni se li è mangiati e l’ha fatta fallire. Io ho solamente portato via tutti i giocatori che mi servivano per il Palermo che ho tra
l’altro pagato, sto parlando di Maniero e gli altri che sono venuti in Sicilia, dove siamo arrivati poi quarti in serie B. Ho
un bel ricordo di Venezia, una città piccola, dove non si poteva fare calcio ma sono felice che siano tornati in Serie A, non pensavo ci riuscissero. Ma in generale può arrivarci qualsiasi squadra se trova una parte finanziaria che la sorregge e investe”.

“Amo il calcio perché a volte accadono cose per caso. Io ero al Venezia e dopo che non mi avevano fatto fare lo stadio, volevo andare in una piazza diversa dove si poteva fare calcio ad un certo livello e mi si presentarono due possibilità: il Genoa o il Palermo. Contro ogni consiglio di amici e collaboratori invece del Genoa scelsi Palermo – ha raccontato Zamparini -. Ricordo che la prima volta che arrivai a Palermo i tifosi mi chiedevano ‘portaci in Europa’ e ci siamo andati diverse volte. Io ho messo dentro nel Palermo 100 milioni del mio, oltre i soldi che ho pagato a Sensi. Ho investito tanto, poi quando nel 2008 c’è stata la crisi non si poteva più sostenere quel livello di perdite di bilancio. Certi giocatori andavano via perché il Palermo non poteva pagarli: Pastore da noi guadagnava 500 mila euro, poi al PSG guadagnava 4 milioni. Avevamo perdite tutti gli anni che dovevano essere coperte dalla proprietà e l’ho sempre fatto. Quando ho lasciato il Palermo, perché me lo hanno strappato, il Palermo nel settore calcio non aveva debiti con nessuno”.

“Gli auguro tanto di trovare subito gli investitori, perché le squadre che sono andate avanti di categoria rapidamente avevano quasi tutte una presidente molto forte a livello finanziario: il Venezia è andato in A perché ha un americano molto forte finanziariamente, oppure mi viene in mente il Sassuolo. Ho letto che Mirri si aspetta anche investitori palermitani o comunque siciliani. Per me c’e’ tanta gente che ha la possibilità di farlo… Gli stranieri hanno paura nel venire ad investire in Sicilia per quelli che possono essere gli effetti collaterali. Io non ho mai fatto una fattura falsa, non ho mai fatto niente. Sono una persona onestissima, in quattro anni di intercettazioni telefoniche non hanno trovato niente, perche’ non possono trovare niente. Certe cose non me le spiego, come quando eravamo in testa in Serie B e contestavano il Palermo. Ho un profondo affetto per il Palermo, non c’è nessun astio con nessuno: giustizia, giornali o tifosi, quei 6-7 che venivano a contestarci in ritiro perché erano mandati da qualcuno che gli pagava il viaggio ed erano manovrati. Io ritengo un errore essere venuto a Palermo con la mentalita’ del friulano. Io non sono venuto a Palermo per insegnare qualcosa, ma sono venuto con amore a portare la mia esperienza, e i palermitani l’hanno presa come un atto di presunzione mia e questo a qualcuno e’ dispiaciuto ma non e’ cosi’. Qualcuno l’ha interpretata male. Lo ripeto, spero che il Palermo torni presto in Serie A”.

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L’ex presidente del club Palermo ha parlato anche dell’attuale proprietà rosanero: “Seguo la nuova società, la nuova squadra. Faccio il tifo, sono affezionato a Palermo e al Palermo, al quale auguro sempre la Serie A. Il club cerca nuovi investitori? La difficoltà maggiore che ha Palermo è che si chiama Palermo. Gli stranieri sono terrorizzati nell’investire in Italia, vanno tutti in Inghilterra. Hanno paura delle istituzioni (ride, ndr). Ad esempio, quello che è successo a me, in generale nel mondo del calcio, non è certamente un biglietto da visita invitante”.

Zamparini si anche concentrato sul centro sportivo che vuole costruire Mirri: “Secondo me è una cosa secondaria. Tra l’altro trovo strano che lo stia facendo Mirri perché la Serie C è un campionato molto pesante dal punto di vista economico, si perdono 3-4 milioni all’anno e se vuoi andare in Serie B rischi di perderne anche 10. Poi se dalla Serie B vuoi andare in A ne perdi 20 all’anno. Io al primo anno di Palermo ne persi 30. Non e’ che fai il centro sportivo e poi vai in Serie B, serve la squadra (ride, ndr)”.

“Sento quasi tutti i giocatori che sono stati con me al Palermo, oltre ad essere il presidente ero un po’ il loro secondo padre. Sono affezionato a tutti, certamente quelli di grande talento che ho avuto e abbiamo scoperto noi, come Dybala e Pastore, li ho particolarmente a cuore. Li abbiamo presi dalla serie B argentina: Pastore alla fine l’ho pagato piu’ di 15 milioni, Dybala me ne era costati 12 all’inizio, ma poi con le vicende che tutti sapete e’ arrivato a 20. Abbiamo avuto occhio nel selezionarli, ma non solo loro, anche Cavani, Hernandez e tantissimi altri. Io il calcio lo conoscevo bene e al mio fianco c’erano direttori sportivi bravi come Foschi o Sabatini. Dal punto di vista finanziario quello che è successo al Palermo oggi lo stanno vivendo anche i grandi club – sottolinea l’ex numero uno del club di viale del Fante -. A Palermo, in una regione alla quale davamo 20 milioni all’anno, invece di chiedere mi aspettavo dicessero ‘Hai bisogno di aiuto? Ti serve qualcosa?’. Io non ritenevo il Palermo mio, la squadra era della città di Palermo non di Maurizio Zamparini”.

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07 Giugno 2021, 14:28

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