“Ztl, lo smog è rimasto| Lo dimostrano i dati Rap”

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03 Aprile 2019, 06:03

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PALERMO – “La Ztl non è altro che un dazio che pone le attività del centro storico di Palermo in una evidente situazione di svantaggio nei confronti di chi opere altrove. Non è l’unica causa della crisi, ma è fuor di dubbio che nella competizione commerciale concorrere con costi aggiuntivi diventa difficile per tutti”. Giovanni Felice è stato uno dei più strenui oppositori della Zona a traffico limitato e ancora oggi il presidente di Confimprese torna a puntare il dito contro un provvedimento che è divenuto uno dei simboli della sindacatura Orlando, partendo proprio dai dati della Rap.

“Le Ztl previste erano due e dovevano entrare in vigore per gli sforamenti registrati nelle centraline per il rilevamento della qualità dell’aria – spiega Felice – specie in materia di polveri sottili. Tre centraline, ossia Giulio Cesare, Castelnuovo e Indipendenza, sono interne al limite della Zona, mentre le altre (Torrelunga, Unità d’Italia, Cep, Di Blasi e Belgio) sono esterne. Se consideriamo la chiusura prolungata di via Maqueda e corso Vittorio Emanuele, della Ztl sono rimasti 300 metri di via Roma, unico asse di attraversamento, visto che il resto riguarda solo il traffico interno dei residenti che non diminuisce. Ebbene, analizzando i dati Rap si vede che dall’ottobre 2015 al settembre 2016, ultimo anno senza Ztl, gli sforamenti per polveri sottili erano 127, di cui 97 registrati dalle centraline esterne. Tra il 2016 e il 2017, primo anno di Ztl, gli sforamenti sono aumentati arrivando a 147, con una crescita degli sforamenti all’interno della Zona a traffico limitato, e dal 2017 al 2018 gli sforamenti sono stati 129, due in più di quando la Ztl non c’era. Il punto è che la diminuzione, comunque, riguarda le centraline esterne, mentre gli sforamenti delle centraline interne sono passati da 63 a 67”.

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“In sintesi gli sforamenti complessivi sono praticamente gli stessi, anzi qualcuno in più, di quelli che si registravano prima dell’attuazione della Ztl – continua Felice – l’inquinamento è aumentato all’interno e lungo i confini della Zona. Non capiamo perché l’amministrazione continui a dire che la qualità dell’aria è invece migliorata”. Ma Felice richiama l’attenzione anche sugli effetti subiti dalle imprese. “Nei giorni scorsi un gruppo di residenti del centro storico, esasperato dalla movida notturna, ha chiesto di estendere la Ztl alle ore notturne – spiega – L’assessore Catania ha colto la palla al balzo per dire che qualche anno fa nessuno avrebbe immaginato di chiedere l’ampliamento della Ztl, trasformando un atto di disperazione in un atto di modernità e di cultura civica. Le isole pedonali sono una cosa diversa dalla Ztl e via Roma, via Bandiera e via Sant’Agostino sono ormai un deserto, con le aziende costrette a cercare fortuna altrove: se gioiellerie e confettifici non sono attività da centro storico, quali lo sono? Da via Roma sono scappati Zara, Intimissimi, Yamamay e altri grandi marchi, mentre il Piano del traffico, a parte il tram, è rimasto un libro dei sogni: che fine hanno fatto la metropolitana, l’anello ferroviario e i parcheggi? Sono arrivati i nuovi autobus, ma non ci sono gli autisti per guidarli e l’amministrazione continua a rifiutare il dialogo con le realtà produttive della città”.

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03 Aprile 2019, 06:03

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