Ars, il debutto della pattuglia catanese tra new entry e veterani

Ars, il debutto della pattuglia catanese tra new entry e veterani

Ecco chi sono i papabili assessori rossazzurri.
SALA D'ERCOLE
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PALERMO – La pattuglia rossazzurra si prepara al debutto a Sala d’Ercole. La seconda giornata allestita in Ars per l’accoglienza dei deputati è stata caratterizzata da uno slinding doors tra i due deputati azzurri etnei Nicola D’Agostino e Marco Falcone

Esponenti delle due anime, ortodossa e miccicheiana, che duellano all’interno di Forza Italia (l’ultimo capitolo della saga è stato scritto ieri pomeriggio: una scazzottata verbale tra i due dopo la presa di posizione di D’Agostino sui migranti). Diversa anche la sorte dei due all’interno della futura squadra di governo ormai in dirittura di arrivo con Falcone con un piede dentro la giunta pronto a svolgere il ruolo di assessore all’Economia e il deputato acese fuori.  

All’interno della pattuglia rossazzurra, composta da 15 deputati, ci sono almeno altri due papabili assessori: il leghista Luca Sammartino (che ricoprirà anche il ruolo di vice presidente della Regione) e il cuffariano Andrea Messina

Least but not last: il meloniano paternese Gaetano Galvagno, pupillo del presidente del Senato Ignazio La Russa, che attende l’investitura di presidente dell’Ars (guerrilla interna permettendo). Cresce anche sotto il Vulcano l’attesa per il voto in aula di giovedì che dovrebbe incoronare il deputato più votato nella lista catanese di FdI presidente dell’assemblea. A fare ingresso per la prima volta in aula ci saranno sei newentry rossazzurre: gli autonomisti Giuseppe Lombardo e Giuseppe Castiglione, la pentastellata Martina Ardizzone, i deluchiani Ludovico Balsamo e Davide Vasta e il meloniano Dario Daidone.

Varcherà invece per la terza volta il portone di Sala d’Ercole dopo trent’anni di assenza, l’onorevole Giovanni Burtone del Pd. Alla truppa catanese si devono aggiungere la pentastellata Josè Marano (alla seconda legislatura) e il segretario regionale del Pd Anthony Barbagallo (in Ars per la terza volta) che non ha ancora sciolto la riserva sulla sua destinazione finale essendo stato contestualmente eletto a Palazzo Montecitorio.


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