CATANIA – Il ministro per gli Affari Europei, il Pnrr, per le Politiche di Coesione e per il Sud Tommaso Foti ha parlato di guerra in Ucraina, di dazi americani, di riarmo e di Zes unica, a Catania. Lo ha fatto a margine di un incontro organizzato da Fratelli d’Italia dal titolo ‘Zes: opportunità e sviluppo per il Sud Italia”.
“Per ciò che riguarda il conflitto Russia-Ucraina indubbiamente la pace è l’obiettivo finale – ha detto – e l’Europa si deve impegnare in tal senso, ma che giustamente deve tenere il punto su principio che la pace deve essere giusta e duratura perché è stata l’Ucraina ad essere invasa dalla Russia e non viceversa”.
Il ministro sui dazi: “Nervi saldi”
Sul tema dei dazi, ha definito la situazione tale da dover ” tenere i nervi saldi e non drammatizzare perché diversamente si realizza un processo sicuramente peggiore di quello in atto. Dobbiamo necessariamente, per quanto riguarda l’Europa, disboscare tutta una burocrazia inutile che attualmente pesa sul sistema delle imprese perché già, come disse il presidente Draghi, l’Europa i dazi se li è anche imposti da sola su certe materie e in certi campi. Dopodiché Trump ha applicato i dazi a 60 Paesi”.
“E’ evidente – ha aggiunto Foti – che c’è un subbuglio su tutti i mercati e noi dobbiamo cercare di innanzitutto valutare esattamente qual è l’impatto dei dazi imposti all’Europa e poi dare una risposta che non sia una risposta di pancia, ma una risposta di ragione che abbia come fine ultimo quello di intavolare una trattativa per evitare inutili fibrillazioni o situazioni di grave scontro”.
Foti tra pace e riarmo: “Un errore di comunicazione”
Riguardo ai crediti d’imposta, ha fatto notare che “lo scorso anno a fronte di 1 miliardo di investimenti in Sicilia sono stati riconosciuti circa 560 milioni di euro”. “Vuol dire che, calcolando quello che è stato l’intero ammontare della Zes, la Sicilia ha fatto il 25% degli investimenti globali e si è aggiudicata il 25% anche delle risorse economiche a disposizione. Direi che è un risultato ottimo – sottolinea – se non clamoroso, tenendo presente che sono otto le regioni che fanno parte della Zes unica”.
Infine il ministro ha parlato del tema del riarmo dell’Europa. “L’errore a mio avviso comunicativo che viene fatto è che se si parla di riarmo psicologicamente le persone pensano subito a carri armati e missili o quant’altro”, ha affermato.
“Noi abbiamo anche una necessità invece profonda di difesa da tutta una serie di processi che non prevedono l’utilizzo di armi ma prevedono una politica seria di difesa che è una cosa diversa da quando si pronuncia la parola riarmo. Se si dicesse ‘ragazzi da domani riarmiamo la casa’ tutti pensano che si ci si presenterebbe con fucili e bombe a mano – ha concluso -. Se dice ‘ragazzi dobbiamo difendere la nostra casa’ capiscono che magari vuole mettere solo una porta blindata o quattro inferriate“.
FDI: “Naturali avvicendamenti in Sicilia”
“Fratelli Italia è una comunità politica nella quale abitualmente, e direi sistematicamente, si va d’accordo e così anche in Sicilia. Vi sono degli avvicendamenti naturali, ma nessuno pensi che vi siano problemi particolari in Sicilia rispetto ad altre parti del Paese anche perché quando si aprono le urne la Sicilia è sempre ricca di messe di voti per Fratelli d’Italia”.

