PALERMO – Il 15 luglio, nella suggestiva cornice della Piazzetta Troisi di Pollara, a Malfa, sull’isola di Salina, Giusy Arena, componente della famiglia e del CDA di Gruppo Arena, ha consegnato al regista Oliver Stone il premio alla carriera Gruppo Arena, inaugurando così la XIX edizione del SalinaDocFest con un momento di straordinario prestigio per l’intero Festival e per il Gruppo Arena stesso.
Accogliere un regista di fama internazionale come Oliver Stone, maestro del cinema di denuncia e riflessione, ha reso questo riconoscimento ancora più significativo, confermando il valore culturale e simbolico di un premio che va ben oltre il semplice tributo artistico. Con questa scelta, il Gruppo Arena ha voluto celebrare un autore che da oltre quarant’anni trasforma la macchina da presa in uno strumento di verità, ricerca e coraggio civile.
A sottolineare l’importanza di questo momento sono state anche Giulia Giuffrè, Presidente del SalinaDocFest, e Giovanna Taviani, fondatrice del SalinaDocFest, che hanno ricordato come l’incontro con un grande maestro del cinema mondiale rappresenti pienamente lo spirito di un festival che da sempre fa del racconto e dell’impegno culturale la propria cifra distintiva.
Una motivazione che parla chiaro: nel corso della cerimonia, Giusy Arena è salita sul palco per consegnare il premio alla carriera Gruppo Arena a Oliver Stone e ha letto pubblicamente la motivazione ufficiale del riconoscimento: “Per il suo straordinario impegno nel raccontare la verità attraverso il cinema. Regista coraggioso e visionario, ha trasformato la macchina da presa in uno strumento di denuncia e riflessione, dando voce agli ultimi, indagando i meccanismi del potere, esplorando le zone grigie della storia e della coscienza collettiva. Dall’inferno del Vietnam alle grandi contraddizioni dell’America contemporanea, dalla violenza dei media alle biografie dei leader più discussi del nostro tempo, il suo cinema ha saputo farsi urlo e memoria, emozione e pensiero. Un autore che ha scelto la strada più difficile: quella dell’onestà”.
Parole che raccontano, in poche righe, la forza di un cinema scomodo, che non si accontenta di descrivere ma interroga, scava, rivela.
Dopo la consegna del premio, la serata è proseguita con la proiezione di Salvador (1986), introdotta dalla scrittrice e giornalista Silvia Bizio: un film simbolo della sua idea di cinema come strumento di contro-narrazione, capace di dare voce a verità taciute e di denunciare i meccanismi occulti del potere.
Un segnale di impegno culturale
Con questo riconoscimento, il Gruppo Arena conferma il suo ruolo non solo di partner del Festival, ma di promotore di un messaggio che lega territorio, cultura e impegno civile. Ospitare Oliver Stone su un’isola del Mediterraneo, simbolo di bellezza e natura selvaggia, è stato un gesto che rinnova l’idea che il cinema possa ancora essere uno spazio di riflessione collettiva e di ricerca di verità.
Un Premio alla Carriera che diventa, dunque, anche un invito a non smettere di cercare la luce, come recita il titolo del memoir di Stone: un manifesto per chi crede che raccontare, con onestà, sia la forma più coraggiosa di resistenza.

