Palermo, l'inchiesta su Cuffaro: ci sono nuovi indagati

Inchiesta su Cuffaro, nuovi indagati. Spunta l’assessora Faraoni ma…

L'ipotesi di abuso di ufficio non è più prevista dalla legge come reato

PALERMO – Nell’inchiesta che vede coinvolto Totò Cuffaro ci sono nuovi indagati su cui sono in corso degli approfondimenti.

Si apprende che era stata iscritta nel registro degli indagati anche l’assessora regionale alla Sanità Daniela Faraoni per la quale l’ipotesi di abuso di ufficio contestata non è più prevista dalla legge come reato. Ed è arrivata l’archiviazione.

Il concorso a Villa Sofia

Ad aggiornare la mappa degli indagati è un atto giudiziario del 29 settembre scorso, di cui LiveSicilia è venuto in possesso solo ora. Le vicende citate sono due. La prima riguarda il concorso per la stabilizzazione degli operatori socio-sanitari dell’ospedale Villa Sofia. La selezione sarebbe stata pilotata per fare vincere alcuni candidati.

Non solo Cuffaro

Si sapeva già dell’ipotesi di corruzione contestata a Salvatore Cuffaro, Antonio Iacono, Roberto Colletti e Vito Raso: l’ex presidente della Regione, attraverso il presidente della commissione Iacono e la compiacenza dell’ex manager Colletti, sarebbe entrato in possesso in anticipo delle tracce d’esami e le avrebbe girare ad una candidata.

Quest’ultima, Selenia Malfitano, è uno degli iscritti nel registro degli indagati citati nell’atto di settembre. I carabinieri l’hanno intercettata a casa Cuffaro mentre riceveva le prove: “… fanno tre buste che sorteggerete e nelle buste ci sono tre argomenti… e qua ci sono gli argomenti… questi qua”, diceva Cuffaro.

Malfitano sarebbe stata segnalata da Carmelo Pullara, ex deputato ed ex manager della sanità, anche lui indagato. “Ha fatto segreteria con lui”, diceva Cuffaro. Indagati sono pure Maurizio Micci, con un passato da odontoiatra a Villa Sofia, e Maurizio Mortillaro: anche loro avrebbero segnalato delle persone al concorso. La valutazione della loro posizione è in corso. L’iniziale ipotesi di “turbata libertà degli incanti”, secondo una giurisprudenza consolidata, non è applicabile per un concorso pubblico. Anche in questo caso bisognerà capire quale sarà l’impostazione della Procura, se si profila una richiesta di archiviazione oppure valutazioni diverse. Di sicuro nessuno di questi indagati è stato coinvolto nell’ordinanza di custodia cautelare.

L’ipotesi abuso di ufficio

C’era poi l’ipotesi abuso di ufficio che riguarda l’ex manager Colletti, Cuffaro e Faraoni (i fatti risalgono ad ottobre 2024 quando era ancora manager dell’Asp di Palermo). Cuffaro è stato intercettato mentre discuteva a casa sua con l’assessora.

Le manifestava “il suo disappunto per l’impossibilità di vedere ampliato il numero di posti banditi, specie in considerazione del fatto che egli, per sua stessa ammissione, aveva ‘un sacco di gente’ interessata e da accontentare”.

“Ti faccio vedere il bando? Io sono in difficoltà perché avevo un sacco di gente… ci sono solo quindici posti e il presidente della commissione, che è Iacono che tu conosci…”, diceva Cuffaro a Faraoni. Il politico in precedenza aveva confidato a Micci: “Ho fatto mettere a Iacono presidente della commissione”.

La vicenda in cui emergeva il nome di Faraoni sarebbe legata ad un’altra assunzione avvenuta in un periodo in cui l’abuso di ufficio non era stato abrogato. L’anno scorso ci furono polemiche per la partecipazione di un parente stretto dell’allora manager dell’Asp di Palermo, poi nominata assessora, ad una selezione pubblica.

Archiviazione sì, capitolo chiuso no

La questione nascerebbe dall’ascolto di intercettazioni eseguite dai carabinieri del Ros che non sono state depositate nella richiesta di arresti domiciliari avanzata dalla Procura di Palermo a maggio 2025 ed accolta ad inizio dicembre dal Gup Carmen Salustro solo per alcuni indagati, fra cui Cuffaro.

La parte offesa viene identificata ancora una volta nell’azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello. Nel frattempo, ormai da più di un anno, l’abuso di ufficio non è più previsto dalla legge come reato. Da qui l’archiviazione per tutti e tre. Al di là della questione tecnica dell’archiviazione il capitolo potrebbe non essere del tutto chiuso. Cuffaro, Colletti e Iacono restano comunque sotto accusa per l’ipotesi di corruzione.

A febbraio si discuterà al Riesame l’appello dei pm che chiedono i domiciliari per tutti gli altri indagati per i quali la richiesta di misura cautelare è stata respinta dopo gli interrogativi preventivi.


Partecipa al dibattito: commenta questo articolo

Segui LiveSicilia sui social


Ricevi le nostre ultime notizie da Google News: clicca su SEGUICI, poi nella nuova schermata clicca sul pulsante con la stella!
SEGUICI