Suicidio Anguillara, svelato il contenuto della lettera d'addio

Suicidio Anguillara, svelato il contenuto della lettera d’addio

Come ha reagito Claudio Carlomagno alla notizia della morte dei genitori
IL DRAMMA INFINITO
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Emergerebbe un quadro preciso dalle prime verifiche sul suicidio di Maria Messenio e Pasquale Carlomagno, trovati senza vita nella loro abitazione di Anguillara Sabazia.

Secondo quanto ricostruito, i due coniugi non avrebbero sopportato il peso emotivo legato al gesto compiuto dal figlio Claudio Carlomagno. Allo stesso tempo, non avrebbero tollerato la sequenza di accuse e offese arrivate nei giorni successivi, in particolare attraverso i social network.

Anguillara, sequestrata la villetta: si indaga per istigazione al suicidio

La Procura di Civitavecchia ha disposto il sequestro della villetta in cui sabato 24 gennaio i due si sono tolti la vita.

Allo stesso tempo è stato aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Un passaggio procedurale in vista degli esami autoptici previsti per martedì 27 gennaio alla Sapienza, ma anche uno strumento per valutare l’eventuale incidenza dei messaggi ricevuti dalla coppia prima della morte.

La lettera d’addio: “Messi alla gogna”

In una lettera indirizzata lasciata a casa del figlio Davide, con un passaggio destinato alla stampa, la coppia avrebbe denunciato la gogna mediatica alimentata da televisione e piattaforme digitali. Dopo la confessione del figlio Claudio, i due coniugi avrebbero vissuto in una condizione di forte isolamento, schiacciati dal peso dell’esposizione pubblica e dal timore del giudizio collettivo.

Gli ultimi giorni di vita dei due coniugi

Negli ultimi giorni, secondo i racconti di chi li ha incontrati, apparivano quasi irriconoscibili, presenze silenziose e sfuggenti. Pasquale Carlomagno aveva interrotto ogni relazione con l’esterno, ritirandosi completamente dalla vita sociale. Maria, ex poliziotta ed ex assessore comunale alla Sicurezza, avrebbe addirittura cercato di confondersi tra la folla.

Per spostarsi in paese senza attirare l’attenzione avrebbe indossato occhiali scuri e a una parrucca, evitando qualsiasi interazione e sottraendosi alle domande dei cronisti che, per giorni, avevano presidiato l’area intorno alla sua abitazione.

Nei giorni precedenti al suicidio, Maria Messenio e Pasquale Carlomagno avevano lasciato Anguillara e si erano trasferiti temporaneamente dal figlio Davide. “Erano venuti a stare da me per togliersi da Anguillara, quando sono rientrato in casa non c’erano, ho trovato la lettera e chiamato mia zia perché corresse da loro”, ha raccontato il 43enne come riporta il quotidiano romano “Il Messaggero”.

Suicidio Anguillara, le parole del legale

Sulla vicenda è intervenuto anche l’avvocato Andrea Miroli, legale di Claudio Carlomagno, indagato per l’omicidio di Federica Torzullo. L’avvocato ha richiamato l’attenzione sul clima che si è sviluppato online.

“Purtroppo ancora ieri però si leggevano sui social messaggi come ‘quella donna ha fatto bene ad ammazzarsi avendo partorito un mostro’ – ha dichiarato il difensore all’Adnkronos – Leggendo questo e sapendo quanto la pressione mediatica possa turbare le coscienze di chi si trova a vivere queste tremende situazioni, dovremmo forse tutti esercitarci in una pedagogia collettiva affinché certe vicende non straripino dai confini prettamente giuridici”.

Claudio Carlomagno “disperato” ma “non pentito”

Nel frattempo, all’interno del carcere di Civitavecchia in cui è detenuto Claudio Carlomagno, sono stati attivati i protocolli di sorveglianza previsti per i casi a rischio. A riferirlo è Aldo Di Giacomo, segretario del sindacato di polizia penitenziaria Sappe, secondo cui l’uomo sarebbe “disperato” per la morte dei genitori, avrebbe chiesto di incontrare il figlio e avrebbe manifestato intenti suicidari, pur senza la determinazione di metterli in atto.

Claudio Carlomagno è attualmente detenuto in una cella spoglia, priva di arredi. Come previsto dalle procedure applicate nei casi di possibile rischio autolesionistico, indosserebbe slip di carta e sarebbe dotato esclusivamente di una coperta per ripararsi dal freddo.

Come riportato da “LaPresse”, l’uomo non avrebbe invece mostrato segnali di pentimento per il femminicidio della moglie uccisa lo scorso 9 gennaio con 23 coltellate e sotterrata in un terreno accanto all’azienda di famiglia.

Nel frattempo, dopo l’uccisione della madre, il destino del figlio di 10 anni della coppia resta incerto. Il bimbo è stato temporaneamente affidato ai nonni materni, con il supporto e la supervisione dei servizi sociali.
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