Sicilia, l'esclusione della Dc e il ritorno: parla Nuccia Albano

L’esclusione della Dc, poi il rientro e il derby con Abbate: parla Albano

Nuccia Albano
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Il ritorno nella squadra di governo e il futuro della Democrazia cristiana
L'INTERVISTA
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PALERMO – “Ripartire” dopo uno stop forzato di sei mesi cercando di sfruttare al meglio il tempo che resta (“che non è tantissimo”), guardando alle scelte della politica che l’hanno riportata alla guida dell’assessorato alla Famiglia e alle politiche sociali. Nuccia Albano a breve giurerà nuovamente come componente del governo Schifani: guarda il calendario tornando con la mente al novembre 2025, quando i centristi furono esclusi dalla Giunta per le vicissitudini giudiziarie che portarono Totò Cuffaro agli arresti domiciliari. “La politica ha le sue dinamiche – osserva -. Il gruppo, però, ha retto, e ora dobbiamo ripartire”.

Assessora Albano, nel novembre 2025 l’addio all’assessorato alla Famiglia con la Dc in piena bufera giudiziaria e ora il ritorno. Questa parentesi era evitabile?
“Per la logica sì ma la politica ha dinamiche tutte sue, nelle quali non voglio entrare. Non ho mai avuto risentimenti e non voglio colpevolizzare nessuno. Ora ripartiamo accanto al presidente Schifani”.

Da dove ripartirà?
“Non ho ancora preso possesso dell’assessorato, faccio i passi secondo la legge. Non andrò fino a quando non avrò giurato. Per questo non so quello che troverò, cosa è stato portato avanti e cosa è stato messo in atto ex novo. Certo, sei mesi di stallo si faranno sentire ma io non mi scoraggio. Sono una persona pragmatica, cercheremo di riprendere in mano la situazione in breve tempo. Il tempo che ci resta davanti non è tantissimo ma in un anno si possono fare tante cose in un assessorato che si rivolge soprattutto ai giovani e alle persone fragili”.

assessorato famiglia
L’assessorato regionale alla Famiglia

La scelta del nome della Dc per la Giunta non è stata facile, cosa ha prevalso alla fine?
“Ha prevalso il buonsenso. Ho sempre avuto un buon rapporto con il presidente Schifani, so che mi stima e che era dispiaciuto per l’esclusione arrivata mesi fa. Ci siamo riuniti con i colleghi del gruppo parlamentare e abbiamo capito che questa era l’unica strada per rientrare nel governo dopo una revoca immotivata”.

Che idea si è fatta dell’inchiesta che ha travolto la Dc provocando l’estromissione dal governo?
“Massima fiducia nella magistratura, gli errori dei singoli devono essere pagati da chi li ha commessi. In quei giorni, però, ho avuto l’impressione che si volesse annullare un partito che in quel momento era a due cifre. Ad ogni modo, il gruppo parlamentare ha tenuto e non c’è stato il ‘fuggi fuggi’. Ora dobbiamo ripartire, tutti insieme”.

Per settimane il nome del suo collega parlamentare Ignazio Abbate è stato in pole position ma alla fine l’assessore è Nuccia Albano. Vi siete sentiti?
“Certamente, con Ignazio abbiamo un rapporto splendido e ci siamo sentiti fino a questa mattina. Ho sempre condiviso la scelta di passare il testimone a lui, perché lo ritengo capace e perché sarebbe stato equo, ma, come detto, sono intervenute le dinamiche della politica che non hanno consentito di intraprendere quella strada. I nostri rapporti, comunque, sono sempre stati buoni. Ci siamo sentiti fino a questa mattina. Bisogna costruire e non distruggere”.


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